Bellissimo questo film Persiano: ne ho visti altri e mi sembra che tutti mostrino un'immagine gentile e direi poetica di quel Paese, tanto che è quasi difficile credere che lo stesso Regime Teocratico al potere sia autore delle efferatezze praticate contro il popolo. La storia narrata è molto semplice: due anziani vivono soli, ma un incontro casuale (provocato dalla donna) li avvicina e scoprono il bisogno reciproco della compagnia, della vicinanza. Misurato e delicatissimo il dialogo cerimonioso proprio della cultura orientale, ma si dicono le cose importanti senza reticenze: la solitudine, la vedovanza, i figli lontani, la paura di morire, e non vogliono morire in solitudine, lontani dalla propria casa. La serata trascorre con i due che rievocano i giorni della giovinezza, bevono vino raro delle grandi occasioni e la donna accenna a qualche passo di danza. L'uomo è palesemente stanco e, sdraiatosi sul letto, è stroncato dall'infarto. Le circostanze fanno sì che si realizzino i loro desideri, la donna cura e accudisce l'uomo defunto, poi lo sotterra nel giardino: così saranno sempre vicini.
Modena, 5/7/2026