SCRIBERE

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libreria di zurau

lunedì 13 luglio 2026

AUTODETERMINAZIONE?

Ho ascoltato alcune donne in crocchio a sciorinare le proprie rimostranze rivolte agli uomini, e il tutto  non mi è sembrato diverso dei luoghi comuni che escono dagli stessi uomini quando si fanno gruppo o  "banda". E' destino che donne e uomini siano costretti a cooperare per esigenza e a beneficio della natura. E' pertanto comprensibile che i due siano sempre più riottosi all'obbedienza dei dettami imposti dalle sue leggi; dopo migliaia di anni in cui l'umanità ha rispettato docilmente quanto la natura ha predisposto per la conservazione della Specie, è subentrata l'Umanità adulta che pensa di potere ignorare le stesse leggi. Di potersi quindi autodeterminare, di non avere bisogno di tutori. Ecco allora mettere in discussione tutto il castello di norme e strutture che l'Umanità(la natura) ha escogitato per vivere e progredire: donne e uomini sono così sicuri di sé da mettere in discussione i propri ruoli fuori e dentro la famiglia! Tutto ciò si inserisce nel guazzabuglio creato dalla nostra "creatività" e libertà che pensiamo di avere acquisito una volta per tutte, ma siamo vittime di un'illusione ottica indotta dalla presunzione di onnipotenza che ci possiede. In ogni caso libertà e creatività(peraltro innegabili), non sono equamente distribuite, e non modificano la sostanza della realtà in cui dobbiamo agire, e infatti  siamo sempre prigionieri della feroce lotta per prevalere e sopravvivere. Proseguendo in questo iter  "accademico", mi avventuro in una provocazione che ho sulla lingua: mi riferisco alla nostra presunta  superiorità di esseri senzienti. Biologia, chimica e fisica, sono denominatori comuni di tutto ciò che è Natura, quindi del regno animale, vegetale e minerale, elementi presenti nelle galassie e nell'Universo. E volendo essere più precisi, ogni organismo vivente, anche quelli apparentemente inanimati, godono di apparati molto simili fra loro che ne assicurano l'esistenza: nascono, vivono, muoiono, in un ciclo che si somiglia maledettamente!  

Modena, 13/7/2026  

giovedì 9 luglio 2026

STANCHEZZA?

Ubbia, Uggia, Astenia, Cascaggine, Fiacca, Stracca, Fiaccamento, Sfinimento, Spossatezza, Nausea,  Sfiancamento, Noia, Stress, Tedio, Prostrazione, Debilitazione, Fiacchezza: quanti sinonimi sono disponibili nella nostra lingua per definire lo stato psicofisico che attribuiamo al tempo, all'atmosfera, agli astri che interverrebbero nel nostro destino? La nostra è una lingua ricca derivata da una cultura stratificata e antica che consente fantasia e creatività. In realtà molti di questi termini sono semplici eufemismi utilizzati "pudicamente" per non parlare di tristezza e depressione, oppure per negare la narrazione del Potere che ci vuole tutti felici, in cammino verso un radioso avvenire. La fatica di vivere di cui scriveva Pavese è sempre attuale perché connaturata alla vita umana, ma non se ne parla per non intristire chi ascolta: si preferisce non vedere né sentire! D'altra parte, si è così bombardati da notizie vere e fasulle che ti occupano la mente e non ti danno requie, che allora rinunci a discernere il grano da loglio. Sognare dunque, fuggire in un'aria rarefatta di silenzio e pace, un sogno che sappiamo ormai lontano e irraggiungibile: non possiamo modificare il destino che la natura ha stabilito per noi. Alla nascita abbiamo "acquistato" tutto il pacchetto a scatola chiusa, senza clausola di recesso.

Modena, 9/7/2026

domenica 5 luglio 2026

IL MIO GIARDINO PERSIANO

 Bellissimo questo film Persiano: ne ho visti altri e mi sembra che tutti mostrino un'immagine gentile e   direi poetica di quel Paese, tanto che è quasi difficile credere che lo stesso Regime Teocratico al potere   sia autore delle efferatezze praticate contro il popolo. La storia narrata è molto semplice: due anziani   vivono soli, ma un incontro casuale (provocato dalla donna) li avvicina e scoprono il bisogno reciproco   della compagnia, della vicinanza. Misurato e delicatissimo il dialogo cerimonioso proprio della cultura   orientale, ma si dicono le cose importanti senza reticenze: la solitudine, la vedovanza, i figli lontani, la   paura di morire, e non vogliono morire in solitudine, lontani dalla propria casa. La serata trascorre con i   due che rievocano i giorni della giovinezza, bevono il vino raro delle grandi occasioni, e la donna   accenna  a qualche passo di danza. L'uomo, palesemente stanco, sdraiatosi sul letto è stroncato da un   infarto. Da notare che la donna, mentre l'uomo è in bagno, scopre che egli fa uso delle le famose "pillole   blu"della virilità. Comunque le circostanze fanno sì che si realizzino i loro desideri, la donna cura e   accudisce il corpo dell'uomo defunto, poi lo sotterra nel giardino: così saranno sempre vicini.

 Modena, 5/7/2026

martedì 30 giugno 2026

LA LOCANDA

Rumi, poeta e asceta persiano del 1200, equipara la nostra vita a una locanda, locanda aperta a tutti, e le cui porte dobbiamo aprire al viandante che cerca pace, riposo o protezione, senza sapere cosa egli ci porta, chi è, la sua esperienza, ricchezza o povertà e soprattutto il suo mistero. E' bella questa immagine di un luogo privo di segreti in cui tutti possano entrare e trovare ospitalità. Ma spesso viviamo la nostra vita in una dimensione che non riconosciamo, ci riduciamo in una realtà asfittica fatta di spazi labirintici dove si entra ma dai quali si fatica a uscire; ciò che rende più inestricabile il groviglio delle strade in cui ci muoviamo è la comunicazione che sembra concepita da strateghi malati, decisi a rendere più ostico il percorso sempre più difficile. L'esito prevedibile è la perdita di orientamento e quindi lo smarrimento. Da ciò la necessità, anzi l'urgenza, di vivere abbracciando tutta la realtà che ci circonda, essere sempre più aperti alla vita, al suo mistero e alla sua imperscrutabile avventura.

  "Vieni, vieni chiunque tu sia, sognatore, devoto, vagabondo,
  poco importa. Vieni anche se hai infranto i tuoi voti mille volte.                                     Vieni, vieni, nonostante tutto, vieni."   (rumi)

Modena, 30/6/2026

giovedì 25 giugno 2026

DONNE

Cesare Pavese per le donne ci ha lasciato la vita, forse per l'incapacità o impossibilità di riuscire ad amarle. Le donne sono infatti il richiamo assoluto per l'uomo: non ci sono mediazioni e surrogati che tengano. Noi che navighiamo il mare della vita dobbiamo essere guidati dalla luce di Trebisonda, quella che, sicura e nitida, rappresenta l'approdo che accoglie. Pavese idealizza l'amore riconducendolo nel terreno ineffabile della poesia, mentre la donna ha i piedi ben piantati nella terra: insomma va bene la poesia, ma vuole essere amata, amata e riamata, e infatti sembra che l'epistolario tra Pavese e alcune delle sue infatuazioni amorose lo dimostrino. Peraltro mal si conciliano l'affabulazione poetica e l'amore platonico per una donna in carne e ossa che incarna maternità e vita. Ovvero posso sublimare finché voglio ciò che il desiderio suggerisce, ma è la sola unione tra donna e uomo che può placarlo assicurando pienezza. Infine ricordo che Pavese, in risposta alla implorazione d'aiuto morale proveniente da una sua ex fiamma le suggerì: "si faccia una vita interiore". Pavese si suicidò alcuni anni dopo.  

Modena, 25/6/2026 

martedì 23 giugno 2026

A PROPOSITO DI MICHELA MURGIA

Non conosco Mari, fra i candidati STREGA, né i suoi libri. Lo scrittore avrebbe criticato la scrittrice  deceduta da alcuni anni e, apriti cielo, il Mari è stato additato al pubblico ludibrio, quasi al linciaggio!  Si sono scatenate le anime belle che fanno processo alle intenzioni, quelle che si scandalizzano sempre. Murgia era una scrittrice della quale apprezzavo la loquela ricca e affabulatoria, e comunque molto  efficace, ma questo è sufficiente per inibire e inibirsi ogni altra opinione circa le sue idee e le scelte più private? Michela(Murgia) si arrabbiava perché "era brutta"(Mari dixit): dove è l'offesa, che era brutta o che si alterava? Non saprei cosa preferire. La Murgia era una scrittrice creativa e di successo, in quanto tale un personaggio pubblico esposto naturalmente all'attenzione dell' opinione pubblica. E questo pubblico ha forse il solo obbligo di acquistare e leggere i suoi libri, ma senza il diritto di criticare le opere e l'autore? E' aberrante e inaccettabile! Nessuno sostiene che una brava scrittrice debba essere anche avvenente, né che debba avere le stesse mie idee. Sì, c'é il politicamente corretto, la buona ipocrisia, ma non esageriamo; non se ne può più: se dici bella alla donna con una certa enfasi, corri il rischio di essere inopportuno, se non importuno, e non diciamo se ti è impossibile non notare la bruttezza (secondo i canoni correnti) di una donna qualsiasi. Anzi, questo lo puoi fare, ma non con le donne di successo e di potere. L'unica cosa della Murgia che faticavo a capire e ad accettare era la sua concezione di "famiglia queer". Trovo già problematico fare i conti con la famiglia tradizionale che  l'idea della Murgia mi sembra mero tentativo di compensazione di altri bisogni. A scanso di equivoci, e in omaggio all'imperante richiamo alla "parità di genere", le considerazioni esposte riguardano donne e  uomini!

Modena, 23/6/2026

domenica 21 giugno 2026

SERVILISMO

Povera Meloni, umiliata dal Tycoon di turno, mi dispiace perché attraverso lei, Presidente del Consiglio, il buzzurro ha offeso l'Italia. E tuttavia lei, politica navigata, dovrebbe conoscere molto bene i rischi legati al suo ruolo, alla vertigine che può cogliere chi ingenuamente si avvicina troppo ai vertici del potere senza le dovute precauzioni. Trump è un venditore spregiudicato, ricco di esperienza ed espedienti, un venditore di piatti, (o di fumo se si preferisce), che al mercato manipola come prestigiatore, e poco importa se ne rompe alcuni che sfuggono alle sue manipolazioni; comunque non vuole essere adulato, e rispetta solamente i suoi pari in rozzezza e forza (nucleare), e infine la Meloni deve sapere discernere fra vera amicizia (se e quando esiste), e quella di facciata, fatta di buone maniere e di pacche sulla spalla, false ma almeno indolori.

Modena, 20/6/2026