Leggo le copie anastatiche di quotidiani di anni più o meno recenti ma comunque importantissimi nella nostra storia. La 1^e 2^ guerra mondiale, regime fascista e sua caduta, Liberazione, 2°dopoguerra, la "strategia della tensione e il terrorismo", l'assassinio di Kennedy, il Vietnam, l'uccisione di Pasolini, il sequestro e l'assassinio di Aldo Moro nel 1978 e infine le guerre locali di cui è costellata la Terra. Ebbene non solo la teoria, ma la stessa cronaca di cui siamo stati e siamo testimoni, dimostrano che la "storia si ripete", che la nostra vita, i fatti banali e quelli più importanti sono sempre uguali, e mostrano che noi, uomini e donne, non abbiamo molta fantasia o meglio, siamo irresponsabili e ignari della portata delle nostre azioni, corriamo verso il baratro di immani conflagrazioni. Sembriamo automi eterodiretti impegnati fino all'estremo nei minuetti della diplomazia fatta di riverenze e riserve mentali in cui aleggia sempre il confronto di appetiti e pretese delle diverse Potenze. Si avverte una pressione e tensione crescente che infine sembra esplodere, apparentemente, senza ragione o per il classico casus belli. Non c'é chi, o qualcosa, che "giochi a dadi" la nostra sorte; siamo dipendenti dal caso e dalla necessità, ma anche dai nostri limiti mentre la natura procede invece imperturbabile, libera e innocente nel suo mistero. C'è tuttavia un comune denominatore nella realtà politico-sociale, e nella stessa cronaca quotidiana che dimostra quanto il Potere e le classi dirigenti condizionino la vita dei Paesi dove i popoli sono spesso ridotti a masse di manovra. Un osservatore attento che ci osservi da Marte, potrebbe assimilarci al grande alveare o termitaio animati da miriadi di insetti impazziti in un frenetico agire e movimento finalizzato alle fortune della Specie. Questo processo comporta però una competizione feroce con la prevalenza di pochi, lasciando sul terreno gli individui più deboli. Noi Cittadini siamo gli insetti operosi della Terra, semplici esecutori passivi e docili(?) dei disegni altrui, ma ci picchiamo di essere anche intelligenti e astuti, e invece siamo prede degli istinti peggiori. In queste cronache rivedo vecchie pellicole che riportano vicende che l'attualità mostra in tempo reale, e pertanto ci poniamo le stesse domande: perché ancora? Perché gli stessi errori di valutazione, le stesse parole, gli stessi istinti, le stesse amnesie e provocazioni? Siamo condannati al supplizio di Sisifo? Alla inutilità del nostro sforzo? Destinati forse alla rovina della Specie?
Modena, 7/5/2026
UMBERTO ECO
Sono 10 anni dalla sua scomparsa; uomo di cultura poliedrica, ha segnato il /2000 con le sue intuizioni sulla semiotica/semiologia, ha scritto romanzi a diffusione internazionale, si è occupato di tutto perché tutto è fatto di segni, è significato e significante. Ho avuto la fortuna di assistere a una sua lezione: una immersione totale nel mondo delle idee. Ricordo pure Eco intervistato pochi mesi prima della sua morte quando confessò di essere disperato: non era credente, ma lo era stato; non capita spesso che uomini del suo livello rivelino pensieri così intimi, più frequentemente mostrano assoluta sicurezza. Non era certo, o solo, per la grave patologia di cui soffriva ma, più probabile, per il grado di lucidità con cui rivedeva la sua avventura terrena. Anche egli, con la sua cultura enciclopedica, si sarà chiesto il perché e, da buon semiologo, il significato di tutto, ma temo non abbia avuto risposta.
Modena, 27/5/2026