Infine sono andato a Baggiovara per sottopormi alla visita urologica prenotata da tempo. Nel nosocomio di Baggiovara vi ero giunto d'urgenza una prima volta per l'infarto che mi aveva colto in una notte del gennaio 2021. Quell'esperienza è legata all'effetto collaterale di una sepsi urinaria che mi portò in fin di vita. Fecero molta fatica a individuarne la causa: allora scoprivo che ogni ricovero ospedaliero comporta molti rischi. Mi riferisco alle infezioni che si possono contrarre nelle corsie o durante gli interventi chirurgici nelle sale operatorie: io contrassi la mia durante le piccole azioni di routine, quelle che in genere non comportano rischi particolari, come un prelievo venoso, l'applicazione o rimozione di un catetere, o mediante l'uso della strumentazione e dei "ferri" nelle sale operatorie; in ambiente sanitario possono annidarsi colonie prospere di agenti patogeni. Gli ospedali sono inoltre organizzati e basati sui famosi protocolli che costituiscono linee-guida a tutela del paziente, ma le stesse, nello stesso tempo, possono limitare il carattere empirico della cura. Infatti, grazie all'intuito di un medico ricercatore, al dialogo continuo tra i reparti e le diverse esperienze, sono stato sottoposto a una cura sperimentale che infine ha debellato la mia "aeruginosa"!
Modena, 1/4/2026