SCRIBERE

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libreria di zurau

domenica 19 luglio 2026

LEGITTIMA DIFESA?

E' esplosa la canea sul caso Roggero: il gioielliere Roggero è vittima di un tentativo di rapina, i malviventi fuggono e il Roggero, armi in pugno, li insegue fuori dal negozio e ne uccide due. Questa la materia del contendere. La Magistratura ha erogato una condanna di15 anni, ma il commerciante pensa di avere difeso legittimamente la sua proprietà, pertanto chiede al Presidente di essere graziato e si appella alla "pancia" del popolo giustizialista. Anche i politici si schierano, a cominciare dalla Meloni che dovrebbe avere un contegno istituzionale e invece si intruppa nella tifoseria innocentista. Siamo alla regressione dallo Stato di Diritto alla legge della foresta e del taglione? Senza argini alla giustizia fai da te e all'arbitrio? Ma ciò che più mi indigna è lo sciacallaggio e la speculazione di alcuni politici che si precipitano in carcere a esprimere solidarietà al condannato. E noi vantiamo di essere la patria del Diritto.

Modena, 19/7/2026

PULVISCOLO

Sono curioso e perciò attratto da ogni richiamo seducente della realtà che mi circonda, quindi sono lettore onnivoro; ho però il sospetto che il mio curiosare e frugare qua e la, si riduca infine a un atteggiamento voyeuristico e passivo: i protagonisti sono sempre gli altri che mostrano di riuscire a promuoversi con più sagacia e astuzia. Spero di non essere preda di un delirio di sufficienza e onnipotenza. Però noto che leggo e ascolto molte cose già ruminate mille volte ma esposte diversamente. Forse devo accettare una verità molto semplice: che tutto è stato detto,( questo percepisco) che pertanto è difficile trarre qualcosa di veramente originale da un materiale ormai esausto. Non può dare di più, ha svolto la sua funzione e la creatività umana ha i suoi limiti: ci dovrebbe essere un salto di qualità, ma l'Umanità di oggi possiede energie sufficienti per farlo? Si parla molto di fine della civiltà. Sì la nostra civiltà può regredire, ciò è  accaduto altre volte ma senza impedire la nascita di nuove esperienze umane. Noi, nell'Universo, siamo pulviscolo che vaga senza sapere dove e perché, determinati da caso e necessità: dovremmo preoccuparci?

Modena, 17/7/2026

lunedì 13 luglio 2026

AUTODETERMINAZIONE?

Ho ascoltato alcune donne in crocchio a sciorinare le proprie rimostranze rivolte agli uomini, e il tutto  non mi è sembrato diverso dei luoghi comuni che escono dagli stessi uomini quando si fanno gruppo o  "banda". E' destino che donne e uomini siano costretti a cooperare per esigenza e a beneficio della natura. E' pertanto comprensibile che i due siano sempre più riottosi all'obbedienza dei dettami imposti dalle sue leggi; dopo migliaia di anni in cui l'umanità ha rispettato docilmente quanto la natura ha predisposto per la conservazione della Specie, è subentrata l'Umanità adulta che pensa di potere ignorare le stesse leggi. Di potersi quindi autodeterminare, di non avere bisogno di tutori. Ecco allora mettere in discussione tutto il castello di norme e strutture che l'Umanità(la natura) ha escogitato per vivere e progredire: donne e uomini sono così sicuri di sé da mettere in discussione i propri ruoli fuori e dentro la famiglia! Tutto ciò si inserisce nel guazzabuglio creato dalla nostra "creatività" e libertà che pensiamo di avere acquisito una volta per tutte, ma siamo vittime di un'illusione ottica indotta dalla presunzione di onnipotenza che ci possiede. In ogni caso libertà e creatività(peraltro innegabili), non sono equamente distribuite, e non modificano la sostanza della realtà in cui dobbiamo agire, e infatti  siamo sempre prigionieri della feroce lotta per prevalere e sopravvivere. Proseguendo in questo iter  "accademico", mi avventuro in una provocazione che ho sulla lingua: mi riferisco alla nostra presunta  superiorità di esseri senzienti. Biologia, chimica e fisica, sono denominatori comuni di tutto ciò che è Natura, quindi del regno animale, vegetale e minerale, elementi presenti nelle galassie e nell'Universo. Pertanto è l'antropocentrismo a farne le spese, poiché dobbiamo accettare di essere semplici componenti del "minestrone" che ribolle perennemente e misteriosamente; volendo essere più precisi, l'esistente e  ogni organismo, anche quelli apparentemente inanimati, hanno in comune apparati molto simili, quasi multipli seriali: nascono, prosperano, muoiono, in un ciclo che si somiglia per la sua ineluttabilità e monotonia. 

Modena, 13/7/2026  

giovedì 9 luglio 2026

STANCHEZZA?

Ubbia, Uggia, Astenia, Cascaggine, Fiacca, Stracca, Fiaccamento, Sfinimento, Spossatezza, Nausea,  Sfiancamento, Noia, Stress, Tedio, Prostrazione, Debilitazione, Fiacchezza: quanti sinonimi sono disponibili nella nostra lingua per definire lo stato psicofisico che attribuiamo al tempo, all'atmosfera, agli astri che interverrebbero nel nostro destino? La nostra è una lingua ricca derivata da una cultura stratificata e antica che consente fantasia e creatività. In realtà molti di questi termini sono semplici eufemismi utilizzati "pudicamente" per non parlare di tristezza e depressione, oppure per negare la narrazione del Potere che ci vuole tutti felici, in cammino verso un radioso avvenire. La fatica di vivere di cui scriveva Pavese è sempre attuale perché connaturata alla vita umana, ma non se ne parla per non intristire chi ascolta: si preferisce non vedere né sentire! D'altra parte, si è così bombardati da notizie vere o fasulle che ti occupano la mente e non ti danno requie, che allora rinunci a discernere il grano da loglio. Sognare dunque, fuggire in un'aria rarefatta di silenzio e pace, un sogno che sappiamo ormai lontano e irraggiungibile: non possiamo modificare il destino che la natura ha stabilito per noi. Alla nascita abbiamo "acquistato" tutto il pacchetto a scatola chiusa, senza clausola di recesso.

Modena, 9/7/2026

domenica 5 luglio 2026

IL MIO GIARDINO PERSIANO

 Bellissimo questo film Persiano: ne ho visti altri e mi sembra che tutti mostrino un'immagine gentile e   direi poetica di quel Paese, tanto che è quasi difficile credere che lo stesso Regime Teocratico al potere   sia autore delle efferatezze praticate contro il popolo. La storia narrata è molto semplice: due anziani   vivono soli, ma un incontro casuale (provocato dalla donna) li avvicina e scoprono il bisogno reciproco   della compagnia, della vicinanza. Misurato e delicatissimo il dialogo cerimonioso proprio della cultura   orientale, ma si dicono le cose importanti senza reticenze: la solitudine, la vedovanza, i figli lontani, la   paura di morire, e non vogliono morire in solitudine, lontani dalla propria casa. La serata trascorre con i   due che rievocano i giorni della giovinezza, bevono il vino raro delle grandi occasioni, e la donna   accenna  a qualche passo di danza. L'uomo, palesemente stanco, sdraiatosi sul letto è stroncato da un   infarto. Da notare che la donna, mentre l'uomo è in bagno, scopre che egli fa uso delle le famose "pillole   blu"della virilità. Comunque le circostanze fanno sì che si realizzino i loro desideri, la donna cura e   accudisce il corpo dell'uomo defunto, poi lo sotterra nel giardino: così saranno sempre vicini.

 Modena, 5/7/2026

martedì 30 giugno 2026

LA LOCANDA

Rumi, poeta e asceta persiano del 1200, equipara la nostra vita a una locanda, locanda aperta a tutti, e le cui porte dobbiamo aprire al viandante che cerca pace, riposo o protezione, senza sapere cosa egli ci porta, chi è, la sua esperienza, ricchezza o povertà e soprattutto il suo mistero. E' bella questa immagine di un luogo privo di segreti in cui tutti possano entrare e trovare ospitalità. Ma spesso viviamo la nostra vita in una dimensione che non riconosciamo, ci riduciamo in una realtà asfittica fatta di spazi labirintici dove si entra ma dai quali si fatica a uscire; ciò che rende più inestricabile il groviglio delle strade in cui ci muoviamo è la comunicazione che sembra concepita da strateghi malati, decisi a rendere più ostico il percorso sempre più difficile. L'esito prevedibile è la perdita di orientamento e quindi lo smarrimento. Da ciò la necessità, anzi l'urgenza, di vivere abbracciando tutta la realtà che ci circonda, essere sempre più aperti alla vita, al suo mistero e alla sua imperscrutabile avventura.

  "Vieni, vieni chiunque tu sia, sognatore, devoto, vagabondo,
  poco importa. Vieni anche se hai infranto i tuoi voti mille volte.                                     Vieni, vieni, nonostante tutto, vieni."   (rumi)

Modena, 30/6/2026

giovedì 25 giugno 2026

DONNE

Cesare Pavese per le donne ci ha lasciato la vita, forse per l'incapacità o impossibilità di riuscire ad amarle. Le donne sono infatti il richiamo assoluto per l'uomo: non ci sono mediazioni e surrogati che tengano. Noi che navighiamo il mare della vita dobbiamo essere guidati dalla luce di Trebisonda, quella che, sicura e nitida, rappresenta l'approdo che accoglie. Pavese idealizza l'amore riconducendolo nel terreno ineffabile della poesia, mentre la donna ha i piedi ben piantati nella terra: insomma va bene la poesia, ma vuole essere amata, amata e riamata, e infatti sembra che l'epistolario tra Pavese e alcune delle sue infatuazioni amorose lo dimostrino. Peraltro mal si conciliano l'affabulazione poetica e l'amore platonico per una donna in carne e ossa che incarna maternità e vita. Ovvero posso sublimare finché voglio ciò che il desiderio suggerisce, ma è la sola unione tra donna e uomo che può placarlo assicurando pienezza. Infine ricordo che Pavese, in risposta alla implorazione d'aiuto morale proveniente da una sua ex fiamma le suggerì: "si faccia una vita interiore". Pavese si suicidò alcuni anni dopo.  

Modena, 25/6/2026