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libreria di zurau

lunedì 7 settembre 2026

BOLOGNA

Ho dormito poco e male questa notte: pensavo, vado o non vado? E' sempre così quando ho in progetto  qualcosa di importante, ma al trillo delle 7 decido di partire; poi, eccitato, sono iperattivo e dopo un'ora sono in stazione a Modena. La giornata promette tutto il calore e umidità di questa estate infinita; l'arrivo nella stazione di Bologna mi riserva un nuova caduta: scivolo dalla piattaforma della discesa, e rischio di finire sulla massicciata. Mi è andata bene, e capisco la ragione dei ripetuti annunci che invitano i viaggiatori alla prudenza. Ma sono a Bologna e mi dirigo ai Taxi per raggiungere i Giardini Margherita, meta del viaggio. Si tratta del più vasto spazio verde della Città, un area che si distende dai Colli ai viali che lambiscono le porte monumentali di Castiglione e Santo Stefano. C'è una bella atmosfera: il vocio di molti bambini (ma quale crisi di natalità?) sempre più precoci: hanno 2 anni e già vogliono lasciare il passeggino, portandosi appresso il fardello del pannolino che penzola, ma vogliono usare le loro gambe! Abbondano anche i cani di varie razze, gli specchi d'acqua sono popolati da pesci e tartarughe che non sono le minuscole caretta caretta, ma piuttosto testuggini di buone dimensioni, voraci e insaziabili. Finalmente intravedo il banco dei "libri al buio". E' iniziativa di un gruppo di Liceali: espongono libri rigorosamente incartati e perciò misteriosi, il lettore scoprirà titolo e argomento una volta a casa propria. I libri sono offerti a titolo gratuito. L'iniziativa è simpatica e utile a incuriosire e stimolare la lettura. Ho preso un libro per me e uno per ognuno dei ragazzi: li scarteremo insieme. Esco dai Giardini in corrispondenza di Porta Santo Stefano e percorro la lunga via omonima dove fanno bella mostra di se i monumentali Portici bolognesi. Con via Santo Stefano si giunge alle Sette Chiese, e quindi ai piedi delle Torri Asinelli e Garisenda. La Garisenda è ingabbiata da enormi putrelle di ferro e sottoposta all'azione di pesi e contrappesi nel tentativo di scongiurare il rischio del suo crollo. Ormai sono le 13 e si fanno sentire fame e fatica: in via Orefici i camerieri del Quadrilatero invitano a sedere, e non ho resistito, così ho avuto l'occasione di gustare una a delle migliori "Tagliatelle alla Bolognese". Tutto il resto è nella mia ansia di ritornare a Modena a riposare. Rifocillato, attraverso Piazza Maggiore  dominata da San Petronio, ma prima transito per l'antro buio del Re Enzo, e all'uscita appare il Nettuno che risplende dopo il restauro cui è stato sottoposto. Il monumento è assediato da grandi e piccoli che attingono alla fontana quindi imbocco la lunga via Indipendenza che mi porterà alla Stazione F.S. Ancora per oltre un Km dovrò trascinare la mia sagoma incerta e traballante, ma Modena è a soli 40 Km., e sono felice di avere rivisto Bologna. 

Modena, 7/9/2026    

giovedì 3 settembre 2026

POLITICAMENTE CORRETTO

Lo riconosco, non riesco ad accettare e quindi applicare le regole del "politically correct", o meglio,  penso che il proposito di applicarlo sia in se lodevole, ma che sia problematico e spesso ambiguo se non impossibile. Infatti è un esercizio di grande equilibrismo che rischia di trasformarsi in vera ipocrisia.    D'altra parte è una fatica improba muoversi nei meandri della Lingua senza urtare l'amor proprio e la  sensibilità di chi ci è più o meno vicino. E' vero che la vita di relazione in società deve necessariamente  essere ordinata e regolata da norme condivise, ma quali sono i limiti per non scadere in rapporti falsi che possono risultare più ingannevoli e nocivi di un'autentica verità? A questo tema unisco l'ormai capillare diffusione degli Smart tra giovani e anziani; non più tardi di questa mattina, in un locale cittadino, ho notato una mamma con due bimbi seduti a un tavolino: la mamma assorta a digitare il suo portatile, i bimbi, a loro volta intenti a pigiare più velocemente sui loro strumenti, erano catturati dalle immagini e colori. Non una parola ho udito provenire da madre e figli. Voi direte che non c'é niente di nuovo sotto il sole ed è vero, ma vivere in diretta trasformazioni sociali così veloci è inquietante: dopo le cripto valute, tutto verrà criptato? Gli algoritmi regoleranno anche il nostro respiro? Temo che alla base di queste fumisterie (le mie) vi sia un equivoco tutto mio, che cioè donna e uomo siano veramente liberi. No! Siamo eterodiretti: la Natura sì, è libera e innocente. A noi umani è consentito solamente giocare con le idee, la tecnica e sue applicazioni.

 Modena, 3/9/2026 

mercoledì 2 settembre 2026

PUBBLICITA'

 Pubblicità, tema di discussione e confronto di moda negli anni del boom economico, argomento che ci   faceva lambire le vertigini dei massimi sistemi. Oggi, a.d.2026, nessuno scrive o parla di Pubblicità.   Abbiamo lottato per ridurne diffusione e pervasività , assicurare correttezza e veridicità, ideando anche   un codice di autoregolamentazione per i creativi e gestori del settore. Ma invano. Ci siamo arresi e   abbiamo rinunciato alla lotta al grido del "liberi tutti", e così il serraglio è stato spalancato, liberando   imbonitori, parolai e i più pericolosi tra i falsi predicatori e venditori di fumo. E' un gioco triste, quasi   sadomasochistico osservare la pubblicità propinata dai mezzi di comunicazione pubblici e privati, ma   non se ne parla: digeriamo tutto perché siamo sempre più onnivori e "resilienti", (abusando di neologismi   di moda). E' vero che intorno a noi tutto cambia, ma ci adeguiamo con troppa disinvoltura e allegria,   quasi fossimo a una scampagnata, rischiando così di buttare via tutto, anche il "bambino con l'acqua   sporca". E se il nostro entusiasmo e capacità di essere liberi li utilizzassimo invece per alleviare i gravi,     endemici problemi che affliggono gran parte della Terra?

 Modena, 2/9/2026

domenica 30 agosto 2026

LA TAVOLATA

Esco dalla Pasticceria e incrocio subito il solito grande tabellone con i "morti di giornata": non vedo ancora il mio nome, ma noto che i "de cuius" sono molto anziani. Penso ormai al pranzo famigliare organizzato ieri in un locale molto alla buona, locale dimesso frequentato da anziani in una atmosfera picaresca, dove si passa dal piatto di tagliatelle e poi, sparecchiata la tavola, al gioco con le carte.  La scena che mi si presenta rimanda al dipinto del pittore fiammingo del '600, Pieter Bruegel: nozze contadine. E' l'anziano Willy, curvo, una tovaglietta bianca fissata alla cintola, che si trascina fra i tavoli a servire i commensali, e lo fa con grande professionalità, e con la gentilezza ormai cosa rara nei luoghi pubblici, almeno qui a Modena. L'incontro conviviale ha offerto l'occasione per riflettere ancora una volta su quanto sia difficile dialogare fra noi esseri umani, anche in ambito famigliare. Vogliamo dire la nostra, si alzano i toni per sovrastare le altre voci, i più timidi (o meno prepotenti) sono ormai zittiti, e salgono in cattedra quelli delle frasi fatte, delle ovvietà e delle affermazioni apodittiche. Non resta che ritirarsi in buon ordine a osservare sgomenti quanto sia ormai degradata la comunicazione sociale privata, salvo poi scandalizzarci quando assistiamo a quella tra i personaggi pubblici. Ho anche notato, ma non è nuova, quanto sia complessa la relazione tra genitori ormai vecchi e i figli: questa si è ormai ridotta a pura espressione di potere. Un tempo, natura e costumi imponevano compiti precisi per genitori e figli, la vecchiaia era rispettata, ora essere vecchi e fragili è un rischio aggiunto a quelli legati all'età. Io sono fermo a poche, piccole regole antiche e non di moda! Infine la digestione del pranzo è stata per me piuttosto laboriosa, ma non saprei dire se dovuta al conto che mi è stato presentato o alla qualità del cibo.                                                                 

Modena, 30/8/2026 

mercoledì 26 agosto 2026

LASCIARSI VIVERE

 Esiste una mente, un'intelligenza creativa alla base della vita? Io non lo so, constato solamente che la vita   è una realtà e il suo mistero mi turba e affascina. Indago il mistero ricorrendo ai pochi strumenti di cui   noi disponiamo: le scienze umane, la filosofia con le sue infinite speculazioni. Ma a un certo punto mi   fermo, sono frustrato e rassegnato a "vivere" semplicemente il mio piccolo spazio come conviene a noi   fruitori pro tempore di questa energia che muove tutto l'Universo. Insomma, a tutela del nostro equilibrio   mentale converrebbe vivere e "lasciarsi vivere", cogliendo le infinite opportunità per assaporare la vita,   nel bene e nel male sì, perché tutto è parte di noi, esperienza irripetibile alla quale siamo stati chiamati,   noi singolarmente e non altri. E' un'esperienza fine a se stessa? Non importa, avremo comunque avuto   una funzione nell'economia generale di un mistero in grado di rendere possibile la natura che ci circonda. 

 Modena, 26/8/2026

lunedì 24 agosto 2026

IL "SANTINO"

Tutti, almeno quelli di una certa età, sanno cosa sono i "santini: erano le immaginette edificanti che il parroco o la suorina regalavano quando servivamo messa, anche dopo aver fatto man bassa di ostie e vin santo in sagrestia. Al santino mi riporta la Meloni. Sempre di un biancovestita che spara, i capelli biondi che rifulgono come fuoco; quasi discesa dalle nuvole, vuole apparire ieratica ed eterea, è sempre preceduta dai suoi dioscuri che spiccano per la loro evanescenza. Poi si concede alla platea con misura, tecnica consumata che anche le borgatare oramai conoscono: legge il suo compitino e si eclissa nel suo cono d'ombra. Si dice che tutti i dittatori del XX° Secolo abbiano studiato "La psicologia delle folle" di Gustave Le Bon, ma sono certo che la Meloni non ne ha avvertito la necessità. Lei infatti dimostra di essere un  vero "animale politico": unisce spregiudicatezza e cinismo maschili all'astuzia tutta femminile.

Modena, 24/8/2026

venerdì 21 agosto 2026

SCARTAMENTO RIDOTTO

 Non so se i miei coetanei avvertono i movimenti interiori che noto in me: ho poche occasioni di   incontrane, e quando accade ci chiudiamo a riccio, magari parliamo di politica italiana o dei massimi   sistemi, ma non si va mai a parare nei temi più sensibili riguardanti salute, sentimenti e, tema tabù per   eccellenza, la morte. Ne ho sentore perché avverto una certa stanchezza di vivere, un senso di precarietà,   la percezione di un percorso già compiuto e senza nuovi traguardi da raggiungere. Da ciò la prospettiva   di una vita a "scartamento ridotto", troppo poco per chi ha sognato molto. Resta il tempo per il riesame   critico e doloroso del proprio vissuto, peraltro consapevole che non sono previste prove d'appello.   Nasciamo con grandi curiosità e aspettative che la realtà ridimensiona con un processo che non tutti   riescono ad accettare.

 Modena, 21/8/2026