Ho ascoltato alcune donne in crocchio a sciorinare le proprie rimostranze rivolte agli uomini, e il tutto non mi è sembrato diverso dei luoghi comuni che escono dagli stessi uomini quando si fanno gruppo o "banda". E' destino che donne e uomini siano costretti a cooperare per esigenza e a beneficio della natura. E' pertanto comprensibile che i due siano sempre più riottosi all'obbedienza dei dettami imposti dalle sue leggi; dopo migliaia di anni in cui l'umanità ha rispettato docilmente quanto la natura ha predisposto per la conservazione della Specie, è subentrata l'Umanità adulta che pensa di potere ignorare le stesse leggi. Di potersi quindi autodeterminare, di non avere bisogno di tutori. Ecco allora mettere in discussione tutto il castello di norme e strutture che l'Umanità(la natura) ha escogitato per vivere e progredire: donne e uomini sono così sicuri di sé da mettere in discussione i propri ruoli fuori e dentro la famiglia! Tutto ciò si inserisce nel guazzabuglio creato dalla nostra "creatività" e libertà che pensiamo di avere acquisito una volta per tutte, ma siamo vittime di un'illusione ottica indotta dalla presunzione di onnipotenza che ci possiede. In ogni caso libertà e creatività(peraltro innegabili), non sono equamente distribuite, e non modificano la sostanza della realtà in cui dobbiamo agire, e infatti siamo sempre prigionieri della feroce lotta per prevalere e sopravvivere. Proseguendo in questo iter "accademico", mi avventuro in una provocazione che ho sulla lingua: mi riferisco alla nostra presunta superiorità di esseri senzienti. Biologia, chimica e fisica, sono denominatori comuni di tutto ciò che è Natura, quindi del regno animale, vegetale e minerale, elementi presenti nelle galassie e nell'Universo. Pertanto è l'antropocentrismo a farne le spese, poiché dobbiamo accettare di essere semplici componenti del "minestrone" che ribolle perennemente e misteriosamente; volendo essere più precisi, l'esistente e ogni organismo, anche quelli apparentemente inanimati, hanno in comune apparati molto simili, quasi multipli seriali: nascono, prosperano, muoiono, in un ciclo che si somiglia per la sua ineluttabilità e monotonia.
Modena, 13/7/2026