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libreria di zurau

domenica 14 giugno 2026

NUCLEARE

Assisto con raccapriccio e molta noia all'esibizione grottesca del "super" Presidente Trump che non sa più cosa e come fare per stupire e stordire i suoi ascoltatori. Egli recita la sua parte di consumato istrione con le sue mossette e tic che diresti piuttosto di vecchia checca. E' il momento del tormentone sul conflitto tra IRAN-USA. Qui è inevitabile prendere posizione rispetto al problema del nucleare iraniano: quelle di Iran e Usa sono posizioni antitetiche, i primi rivendicano il diritto e la libertà di sviluppare il programma nucleare fino alla realizzazione dell'arma atomica, i secondi si arrogano il diritto di riservare per se e i pochi Paesi che già la possiedono, la detenzione di tale arma. Non vedo perché io debba avere più fiducia in una superpotenza come gli USA che controlli e condizioni la vita del Pianeta, ovvero che un club ristretto di Paesi possa avere armi atomiche, mentre altri Paesi non possono dotarsene. Poiché non esistono bombe buone e bombe cattive, sarebbe più saggio lavorare per distruggere gli arsenali nucleari! Questa prospettiva è piuttosto utopistica poiché non vedo un Paese che rinunci spontaneamente a un'arma cosi decisiva. In ogni caso riconosco che qui si entra nel mondo di Utopia.

Modena, 14/6/2026

domenica 7 giugno 2026

LE SCUSE?

Cosa sono? Sono quelle che nessuno chiede o fa? Assumiamo e ci comportiamo seguendo il principio di Protagora secondo il quale "l'uomo è misura di tutte le cose" e pertanto è libero di essere ciò che è.      Seguire pedissequamente questo principio vuol dire libertà assoluta: commettere le nefandezza più grandi, o vivere secondo un relativismo etico assoluto. Non servono più morale umana, religioni e leggi varie, siamo onnipotenti! Possiamo "liberamente" morire di fame, senza cure e in solitudine, o in preda e vittime di una inesorabile lotta fratricida. Ho un sospetto: che il piano inclinato della vita ci riporti sugli alberi della foresta da cui veniamo. Mi fermo qui perché rischio di fare la stessa fine del grillo parlante di  Pinocchio.

Modena, 7/6/2026 

venerdì 5 giugno 2026

LA SOCIETA' IDEALE?

Esiste un canale televisivo che proietta, senza soluzione di continuità, vecchi film in B/N, sono americani degli anni '30-'40, prodotti da Hollywood che ne sfornava a bizzeffe. Noi italiani eravamo in pieno regime fascista, coinvolti in una guerra sciagurata dalla quale saremmo usciti sconfitti e distrutti. Il cinema si rivelò un potente strumento di propaganda in ogni Paese belligerante: Europa, USA e Giappone. In quelli americani è più esplicito e incalzante il messaggio "Dio-Patria-Famiglia", è il puritanesimo protestante. Gli interni famigliari sono edificanti (direi che tutto è edificante), ideali in una società piena di fiducia e ottimismo per il futuro. Da notare però che siamo ancora in una Società basata sulla segregazione dei neri tenuti in posizioni subalterne, e le stesse masse di immigrati diseredati provenienti da tutto il mondo dovranno lottare per essere riconosciuti Cittadini a tutti gli effetti. Certo si intuisce che insieme allo sviluppo economico cresce sempre più la criminalità organizzata, ma la società civile sembra ancora in grado di controllarla. 

Modena, 5/6/2026

giovedì 4 giugno 2026

SCERRINO

Aveva 11 anni, portava calzoncini corti con magliette madide di sudore, perché era sempre in banda nei campi adiacenti la parrocchia e l'asilo delle monache. Quante scorribande tra gli alberi da frutto che si estendevano nei terreni oltre i fossi e il campo di grano. Esplorava fantasticando di storie e avventure. Il suo nome era Scerrino, cosi i compagni di gioco avevano ridotto il suo cognome. Tuttavia anche essi non conoscevano la sua storia, né avrebbero potuto: erano bambini ancora stupiti del mistero in cui e da cui erano assorbiti. Solo dopo molti anni alcuni di essi avrebbero conosciuto la sua storia, peraltro comune agli uomini di ogni razza e landa. Chissà perché, un curioso effetto di retrospezione  riporta alla memoria la sua storia. Scerrino era approdato in Città con la sorella, il padre che, alla morte della prima moglie si era risposato, e la matrigna. Quest'ultima partorì un nuovo fratellino per Scerrino e la nuova famigliola si installò proprio nel nostro corridoio: le nostre finestre guardavano il cortile interno, le loro invece le colline retrostanti. Era il "Palazzone", l'edificio che su tre piani e con due scale conteneva 36 unità di abitazioni. Ricordo una coabitazione felice, almeno così mi appare nei ricordi di quel tempo. Era un lusso per quei tempi. I capifamiglia erano tecnici altamente specializzati della più nota Società Chimica Italiana. L'edificio conteneva un grande cortile, campo per i nostri giochi, come spazio extra territoriale rispetto alla Città circostante, lo stesso cortile era chiuso, quasi un fortilizio, da un portone massiccio. Sembrava fossimo assediati, ma da chi? C'erano bambini e ragazzi come noi, forse meno fortunati, ma che ci impegnavano fino allo stremo in epiche battaglie . Noi del Palazzone, contro gli Shangaisi, quelli delle baracche sorte come funghi sulle Crete a ridosso della Madonna del Carmine. Rivivono in sogno i cieli di cobalto, i prati smeraldo tempestati di margherite, l'intenso profumo del mughetto e l'oro della ginestra. Scerrino, dalla strada dove tirava fionde e lanciava aquiloni, approdò alla scelta religiosa ma, ventenne, la leucemia fulminante lo portò via. Mi attardo in ricordi di molti anni lontani e irripetibili, ma credo che noi non possiamo, non dovremmo, recidere alla radice tutto ciò che è parte della nostra vita: un fardello e una dote che ci appartengono. E mentre scrivo, il sipario della ragione disvela la realtà, la troppa realtà che questo tempo ci riserva: efferati delitti ai danni di poveri e innocenti, Potenti che dominano e spadroneggiano su comunità passive, svuotate di energie e pronte a disputare per una ciotola di riso! Turbano le mostruosità, così come l'assoluta bellezza di cui siamo capaci noi Sapiens. 

Modena, 4/6/2026

domenica 31 maggio 2026

DAY HOSPITAL

Sono rientrato dal Day Hospital dopo una giornata di grande tensione, tensione ricorrente causa i molti problemi procurati dalla mia pelle; Annabella mi è stata vicina e, come spesso accade, nel breve ricovero ho visto quanto diffusa e dolorosa sia la vita umana, ovvero quale lotta sostiene l'umanità per vivere, sì, per strappare alla natura brandelli di vita nonostante la crescente fragilità dei nostri corpi. Le ore di attesa nelle astanterie per controlli e interventi terapeutici, sono anche pause di decantazione per ansie diffuse che affiorano raramente, e per contro si indugia sugli episodi famigliari che provocano il sorriso, o si ascolta empaticamente la "via crucis" del vicino perché ricalca la storia di tutti. Ho la percezione molto forte di un epilogo imminente, e sono in attesa, anche se, nello stesso momento, scopro (solo ora?) l'ineffabile bellezza della vita, e ciò rende più drammatica la separazione da essa, vita capace di donarti energie sovrumane, sentimenti e slanci eroici. Il rammarico è di non avere "vissuto" appieno, di avere tradito promesse e impegni. Ma infine l'ho scampata anche questa volta: è la natura che decide per noi quando e come togliere il disturbo. Infatti, per dirla con Ungaretti: "la morte si sconta vivendo", il Poeta scriveva nella trincea del 15/18 è vero, ma la vita mia e dei miei simili non è forse una quotidiana "guerra di trincea?" 

Modena, 30/5/2026   

domenica 24 maggio 2026

RIMOZIONE

Venerdì prossimo dovrò sottopormi a nuovi interventi in dermatologia, ma sono stanco: è da 30 anni che subisco rattoppi di questo genere. Mi dicono che la mia carnagione delicata paga l'eccessiva esposizione al sole già nella più giovane età: sì, ho preso molto sole da bambino sulle spiagge assolate dove non ero mai sazio di gioco e libertà che non avrei più rivissuto negli anni successivi. Ora ne pago lo scotto, ma non voglio piangermi addosso: tutto sommato ho vissuto anni fortunati, molti miei simili soffrono o hanno sofferto molto di più. Come ottantenne sono afflitto dagli acciacchi propri dell'età, ma ti colgono inattesi, di sorpresa, e perciò allarmano di più. Tu allontani brutti pensieri, noti che molti coetanei se "ne vanno" da un giorno all'altro, e allora percepisci che ogni momento è buono per la tua ora, ma non è bello parlarne in pubblico: l'argomento è tabù, tutti sanno e temono, ma lo rimuovono! Domenica trascorsa tra il passeggio e la lettura; il caldo è già opprimente, bisogna inseguire l'ombra degli alberi per respirare; ho letto i giornali e, seduto in panchina nell'adiacente spazio verde, alcune poesie di Yeats con traduzione a fronte: sono molto belle. Io ce la metto tutta, ma l'esito non è granché soddisfacente. Vivo l'esperienza dei miei coetanei, quella della fragilità in cui spazio e tempo sono meno sicuri, non più certezze di orientamento ma piuttosto la sensazione di fluttuare in un elemento incorporeo, lontano dalla realtà conosciuta.  

Modena, 24/5/2026

lunedì 18 maggio 2026

OMOLOGAZIONE

 Anche a Modena è arrivata la follia o l'esplosione della mente: un Italiano di 2^generazione, di origine marocchina, ma nato in Italia e residente nel modenese, ha investito a grande velocità dei Cittadini sulla via Emilia, provocando decine di feriti, alcuni dei quali molto gravi. In molti Paesi vi sono stati episodi  analoghi, perlopiù a opera di terroristi, ma non sembra questo il caso. Tuttavia il fatto non è meno grave, e replica una modalità che evidentemente ha fatto scuola: prendere una macchina e lanciarla contro la folla inerme, gesto clamoroso nonché letale. Poi scavi nella vita dell'autore e scopri grande disagio umano, esistenziale, isolamento sociale, nonché problemi lavorativi e carenze di ogni sorta. Se c'era un disagio psichico in questo trentunenne laureato, ma senza stabilità lavorativa, avrebbe dovuto essere noto alle Istituzioni pubbliche! Invece ha convissuto con il suo disagio in solitudine, la solitudine che può alimentare l'angoscia che, a sua volta, produce mostri. Vuol dire che anche un buon livello di istruzione e cultura non garantisce il minimo di equilibrio e consapevolezza? La "legge Basaglia" che  riformò il sistema manicomiale liberando gli alienati che vi erano rinchiusi, postulava però che i malati fossero seguiti sul territorio da apposite strutture, ma questo non è avvenuto, e i "liberati" sono stati affidati alla responsabilità delle famiglie. Molti Cittadini, portatori di fragilità e disequilibrio, sono fra noi ma, poiché la riforma è valida, deve però essere completata. In mancanza, migliaia di Cittadini abbandonati a se stessi saranno mine vaganti: allora mettiamo pure sott'accusa il sistema della sanità pubblica, ma senza buttare via il "bambino con l'acqua sporca", dal momento che il nostro sistema è sì perfettibile, ma ancora fra i migliori al mondo. In verità tira una brutta aria, e a livello planetario: molti fra noi non avvertono l'afrore della decomposizione, la stanchezza di vivere camminando nel buio, senza una torcia che indichi la via. Alcuni sono a proprio agio nell'intrico della foresta, altri perdono la via e disperano di scorgere la trebisonda. Questo è l'esito della disputa fra chi è in perenne competizione per il potere, e quanti invece, stanchi di lottare, vogliono vivere a misura d'uomo. Ma di quale uomo? 

Modena, 18/5/2026