Sospetto che gli americani (pardon: statunitensi), siano i veri unici marziani fra noi. Sono stato negli USA e notato più sfaccettature. Faccio riferimento all'Illinois, dove la sterminata periferia di Chicago mostra lo spiccato carattere multietnico che immagino anche culturale: il nero in diverse gradazione, bianchi, gialli, e meticciato diffuso poi, penetrando nell'area più urbanizzata, predomina il bianco di provenienza europea, e i Wasp: "white anglo saxon-protestant" (bianchi/anglosassoni/protestanti), la vera classe dirigente. La prima immagine è quindi di un felice crogiuolo di razze lingue e colori, ma è un'immagine ingannevole se si dimentica appunto che i Wasp si considerano i veri puri americani! Io sono sorpreso, con piacere, che il Segretario di Stato degli Usa sia Rubio, figlio della diaspora cubana in Florida, ma nessuno mi toglie dalla testa che deve guadagnarsi tutti i giorni il riconoscimento da parte dei Wasp! Intendo dire che tutti devono assimilarsi, omologandosi e mimetizzandosi, alla loro etica e cultura. Sì, per me sono marziani: mi è bastato quel poco visto a Chicago e attraverso i mie fratelli, già Cittadini americani. Il più grande immigrato da giovane in USA e il più giovane arrivato dopo anni. In realtà ho soggiornato in Illinois pochi giorni, ma densi di esperienze diverse che mi hanno permesso di avere contatti utili per la conoscenza di quella realtà. Aggiungo che in Italia, durante il servizio militare, avevo frequentato la Base Militare Americana EDERLE di Vicenza. Quella Base è una vera enclave in cui gli americani vivono, autosufficienti in tutto, e noi, sparuto numero di militari italiani, eravamo stupiti di tutto (si diceva che gli americani facessero arrivare dagli USA anche la carta igienica! Mai in Italia ho rivisto carta così morbida e fine). Dunque dicevo i miei due fratelli: il primo, sbarcato in USA nel '50, era già inserito e aveva prestato servizio militare USA in Germania e Corea. Ermanno invece vi era immigrato nel '71. Il primo, Gelindo, aveva ormai "sposato" la filosofia USA, era Yankee più degli americani per conformismo (così bisognava essere), ma quando veniva a trovarci in Italia traspariva la sua nostalgia per l'Italia della sua giovinezza. Ermanno invece era ancora "italiano", meno allineato e più critico. Ermanno è mancato troppo presto e la malattia che lo ha portato via mi ha fatto conoscere (anche se empiricamente) la sostanziale diversità fra il loro e il nostro sistema sanitario.
Modena, 4/3/2026