Mi sono svegliato felice alla luce di un sole ottobrino ancora tiepido, ma nella mia posta noto subito che la Titolare dell'alloggio in cui vivo ha adeguato (verso l'alto ovviamente) il mio canone all'indice ISTAT, e pertanto d'ora in poi le verserò mensilmente il 50% della mia pensione. E tuttavia "devo" essere felice considerando quello che accade intorno a me. Mi limito a un elenco succinto per non tediare: i conflitti armati, che proliferano e non hanno fine, provocano milioni di vittime innocenti. Fame e precarietà sono diffuse in larga parte dell'Umanità, mentre chi ha capito tutto della vita, ha compreso molto presto che l'esistenza è lotta feroce per sopravvivere, e che le stesse leggi della società civile sono la cortina fumogena al riparo della quale prospera la sottostante, perdurante legge della foresta. Udire certe conversazioni fa supporre che molti miei simili abbiano succhiato, con il latte materno, anche il corredo necessario per districarsi nella selva. Sono alcuni giorni, in trattoria ero in attesa del piatto scelto, e vicini al mio tavolo sedevano due uomini con l'aria di essere manager in carriera; disinvolti e disinibiti discorrevano di politica aziendale, produzione e organigrammi, tutti argomenti sensibili con riferimento a persone e fatti che mostravano una gestione aziendale alquanto spregiudicata. Poi, in altri contesti, gli stessi funzionari saranno senz'altro(o appariranno) uomini e donne onesti e perbene come tutti, anche se si dividono brandelli dell'altrui vita. Ce n'é a sufficienza per augurarsi un Armageddon che faccia infine giustizia dei mali che ci affliggono? Nei momenti di disperazione si è tentati di rispondere senz'altro di sì, poi non vuoi fare il giustiziere, che ce ne sono già troppi in circolazione.
Modena, 6/10/2026