Non conosco Mari, fra i candidati STREGA, né i suoi libri. Lo scrittore avrebbe criticato la scrittrice deceduta da alcuni anni e, apriti cielo, il Mari è stato additato al pubblico ludibrio, quasi al linciaggio! Si sono scatenate le anime belle che fanno processo alle intenzioni, quelle che si scandalizzano sempre. Murgia era una scrittrice della quale apprezzavo la loquela ricca e affabulatoria, e comunque molto efficace, ma questo è sufficiente per inibire e inibirsi ogni altra opinione circa le sue idee e le scelte più private? Michela(Murgia) si arrabbiava perché "era brutta"(mari dixit): dove è l'offesa, che era brutta o che si alterava? Non saprei cosa preferire. La Murgia era una scrittrice creativa e di successo, in quanto tale un personaggio pubblico esposto naturalmente all'attenzione dell' opinione pubblica. E questo pubblico ha forse il solo obbligo di acquistare e leggere i suoi libri, ma privato del diritto di criticare le opere e l'autore? E' aberrante e inaccettabile! Nessuno sostiene che una brava scrittrice debba essere anche avvenente, né che debba avere le stesse mie idee. Sì, c'é il politicamente corretto, la buona ipocrisia, ma non esageriamo; non se ne può più: se dici bella alla donna con una certa enfasi, corri il rischio di essere inopportuno, se non importuno, e non diciamo se ti è impossibile non notare la bruttezza (secondo i canoni correnti) di una donna qualsiasi. Anzi, questo lo puoi fare, ma non con le donne di successo e di potere. L'unica cosa della Murgia che faticavo a capire e ad accettare era la sua concezione di "famiglia queer". Trovo già problematico fare i conti con la famiglia tradizionale che l'idea della Murgia mi sembra mero tentativo di compensazione di altri bisogni. A scanso di equivoci, e in omaggio all'imperante richiamo alla "parità di genere", le considerazioni esposte riguardano donne e uomini!
Modena, 23/6/2026