Trump parla e straparla senza freni; ora offende il Pontefice, e rispondergli a tono è quasi imbarazzante. Come si può rispondere adeguatamente? E' pressoché impossibile poiché mancano le minime basi comuni perché si possa stabilire la comunicazione, ovvero una comunicazione proficua e di utilità reciproca. Gli americani (leggi statunitensi) sono ancora nelle praterie selvagge, a caccia dei nativi e pertanto tesi sempre alla conquista, a imporre la loro "civiltà". Non hanno 2000 anni di storia alle spalle come noi europei che abbiamo (spero) fatto tesoro delle esperienze del passato. I Padri Pellegrini sono salpati verso il Nuovo mondo alla ricerca di libertà e nuove terre, hanno realizzato sogni grandissimi, ma sembra abbiano dimenticato i loro sogni se pensano di fare ancora oggi della forza l'unico loro strumento di espansione e dominio. D'altra parte, non è questo che l'Umanità ha sempre fatto? Ci illudiamo che la storia sia maestra di vita e invece siamo incorreggibili: ripetiamo gli errori di sempre, quasi prigionieri di una coazione a ripetere.
Modena, 16/4/2026
Modena, 17/4
Rivedo vecchi film americani degli anni 30/40, rivelatori dell'ideologia e cultura di massa diffusa negli USA, caratteristiche che si riscontrano appunto nell'epica della conquista del West e sulla costa Est. Penso al fiume di retorica, al richiamo del dovere verso il sacrificio, all'inevitabilità del successo. Alla grandezza e all'orgoglio per tutto ciò che è USA, e il tutto si configura come vero complesso di potenza e superiorità. Mai che si accenni alla sorte dei nativi americani: questi ultimi non risultano presenti. Esistono solo gli Yenkees, ovvero i WASP. Insomma il loro patriottismo può arrivare al fanatismo.