Ho dormito poco e male questa notte: pensavo, vado o non vado? E' sempre così quando ho in progetto qualcosa di importante, ma al trillo delle 7 decido di partire; poi, eccitato, sono iperattivo e dopo un'ora sono in stazione a Modena. La giornata promette tutto il calore e umidità di questa estate infinita; l'arrivo nella stazione di Bologna mi riserva un nuova caduta: scivolo dalla piattaforma della discesa, e rischio di finire sulla massicciata. Mi è andata bene, e capisco la ragione dei ripetuti annunci che invitano i viaggiatori alla prudenza. Ma sono a Bologna e mi dirigo ai Taxi per raggiungere i Giardini Margherita, meta del viaggio. Si tratta del più vasto spazio verde della Città, un area che si distende dai Colli ai viali che lambiscono le porte monumentali di Castiglione e Santo Stefano. C'è una bella atmosfera: il vocio di molti bambini (ma quale crisi di natalità?) sempre più precoci: hanno 2 anni e già vogliono lasciare il passeggino, portandosi appresso il fardello del pannolino che penzola, ma vogliono usare le loro gambe! Abbondano anche i cani di varie razze, gli specchi d'acqua sono popolati da pesci e tartarughe che non sono le minuscole caretta caretta, ma piuttosto testuggini di buone dimensioni, voraci e insaziabili. Finalmente intravedo il banco dei "libri al buio". E' iniziativa di un gruppo di Liceali: espongono libri rigorosamente incartati e perciò misteriosi, il lettore scoprirà titolo e argomento una volta a casa propria. I libri sono offerti a titolo gratuito. L'iniziativa è simpatica e utile a incuriosire e stimolare la lettura. Ho preso un libro per me e uno per ognuno dei ragazzi: li scarteremo insieme. Esco dai Giardini in corrispondenza di Porta Santo Stefano e percorro la lunga via omonima dove fanno bella mostra di se i monumentali Portici bolognesi. Con via Santo Stefano si giunge alle Sette Chiese, e quindi ai piedi delle Torri Asinelli e Garisenda. La Garisenda è ingabbiata da enormi putrelle di ferro e sottoposta all'azione di pesi e contrappesi nel tentativo di scongiurare il rischio del suo crollo. Ormai sono le 13 e si fanno sentire fame e fatica: in via Orefici i camerieri del Quadrilatero invitano a sedere, e non ho resistito, così ho avuto l'occasione di gustare una a delle migliori "Tagliatelle alla Bolognese". Tutto il resto è nella mia ansia di ritornare a Modena a riposare. Rifocillato, attraverso Piazza Maggiore dominata da San Petronio, ma prima transito per l'antro buio del Re Enzo, e all'uscita appare il Nettuno che risplende dopo il restauro cui è stato sottoposto. Il monumento è assediato da grandi e piccoli che attingono alla fontana quindi imbocco la lunga via Indipendenza che mi porterà alla Stazione F.S. Ancora per oltre un Km dovrò trascinare la mia sagoma incerta e traballante, ma Modena è a soli 40 Km., e sono felice di avere rivisto Bologna.
Modena, 7/9/2026