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libreria di zurau

martedì 7 aprile 2026

HATHER ?

 E' tempo di Hather, ne sono pieni Web e social. Anche se volessi, non saprei come partecipare a questo   tripudio di "cacca psicologioca" che piove giornalmente sulle nostre teste, mentre questi Hather lo sanno   fare molto bene. Ma nello stesso tempo io, semplice cittadino, omarino e travet dell'umanità, come mi   pongo di fronte alle esternazioni di un Presidente USA che un giorno sì e un altro anche, vomita con la   sua voce chioccia, offese, provocazioni, minacce, sconcezze, irrisione, dirette verso altri Paesi e popoli?   Bene, qualora io non sia stato abbastanza chiaro, ritengo che Trump sia il più grande, distruttivo hather   della Terra, e se mi lascio risucchiare nel suo vortice di liquami, non vedo alternativa a una crociata che   chiami a raccolta per ridurlo a impotenza, e quale il mezzo migliore per raggiungere questo obiettivo se   non quello di privarlo dei suoi giocattoli? Insomma Trump è una bomba da disinnescare, se si e in tempo.

 Modena, 7/4/2026

lunedì 6 aprile 2026

LO STRANIERO

Ho visto il film "Lo Straniero" tratto dal romanzo omonimo di Albert Camus, esponente del movimento  Esistenzialista. Il film in B/N ricostruisce Algeri e l'Algeria degli anni '50, la stessa narrata da Gillo Pontecorvo nel suo film "La Battaglia d'Algeri", ovvero l'epilogo della lotta che gli Algerini sostennero  contro la Francia  per rivendicare l'indipendenza. Lo scenario è costituito dalla stessa Algeria degli anni 40/60, l'Algeria francese, quella dei Pied noir, della dominazione Coloniale, della separazione razziale, della feroce repressione dei ribelli, del militarismo francese, dei Massu, Salan e De Gaulle. Camus era nato in Algeria da genitori francesi, semplici agricoltori, che suppongo non fossero molto felici della Indipendenza algerina che li avrebbe ridotti a "stranieri in Patria". "Lo Straniero" racconta quindi un Paese multietnico, ancora Colonia francese, la segregazione razziale nel pieno di una feroce lotta di liberazione. Camus, insignito del Premio Nobel per la letteratura, farà la spola tra Parigi e Algeri e morirà infine nel 1960, in un tragico incidente stradale. Si racconta che dopo l'incidente gli fu trovato addosso un biglietto ferroviario: era noto infatti che non amava usare la macchina! Sembra un paradosso e un'assurdità, che sono anche l'oggetto della sua narrativa e del suo esistenzialismo. D'altra parte la stessa vicenda narrata nel romanzo è paradossale: il francese che uccide un arabo senza apparente motivo, che mostra indifferenza durante il processo, o alla lettura della condanna, e infine mentre è condotto alla ghigliottina.

Modena, 6/4/2026 

venerdì 3 aprile 2026

SENSO

Siamo immersi nella falsità, quasi una cloaca che raccoglie e unisce in se tutto il male degli "umani".  Sembra, e forse lo è, una banalità: osserviamo ciò che accade intorno a noi, squarciando però i velari della ipocrisia, del quieto vivere e del piccolo cabotaggio che ci consente di vivere una vita altrimenti impossibile. Basta guardarsi intorno per scorgere i meccanismi che insidiano e mirano a condizionare la libera espressione della nostra personalità, e d'altra parte è ingenuo e illusorio riferirsi a una supposta nostra libertà di autodeterminazione. Infatti non riusciamo ad accettare il fatto che non siamo "liberi". L'alveare umano è più imperfetto di un apiario: ha le sue peculiarità, ma è soggetto alle stesse leggi che regolano l'Universo, dal batterio all'organismo più strutturato. Dunque esploriamo lo spazio che ci è dato occupare: tutto sembra studiato a tavolino, ma in realtà è dovuto all'incessante lavorio della natura che domina da milioni di anni il processo di evoluzione/involuzione della materia. Il fatto è che noi umani, presi nel nostro asfittico, piccolo mondo, non riusciamo a concepire idee che esulino da esso, e così la nostra realtà nasce e muore con noi, mentre l'Universo è incommensurabile, eterno e infinito. Certo, se cammino sul marciapiede e vedo una precessione di passeggini che custodiscono neonati di pochi giorni o mesi, sono preso da gioia e disperazione nello stesso tempo: ciò che vedo è una semplice illusione ottica, una bellezza destinata a corrompersi. In questi giorni i credenti cristiani, con i  loro riti ricordano il Vangelo una Fede che, come altre, sembra potere rispondere al loro bisogno di senso.  

Modena, 3/4/2026

mercoledì 1 aprile 2026

BAGGIOVARA

Infine sono andato a Baggiovara per sottopormi alla visita urologica prenotata da tempo; in questo nosocomio vi ero giunto la prima volta per l'infarto che mi aveva colto in una notte del gennaio '21. Quell'esperienza è legata all'effetto collaterale di una sepsi urinaria che mi portò in fin di vita. Fecero molta fatica a individuarne la causa: allora scoprivo che ogni ricovero ospedaliero comporta molti rischi. Mi riferisco alle infezioni che si possono contrarre nelle corsie o durante gli interventi chirurgici nelle sale operatorie: io contrassi la mia durante le piccole azioni di routine, quelle che in genere non comportano rischi particolari, come un prelievo venoso, l'applicazione o rimozione di un catetere, o mediante l'uso della strumentazione e dei "ferri" nelle sale operatorie; in ambiente sanitario possono annidarsi colonie prospere di agenti patogeni. Gli ospedali sono inoltre organizzati e basati sui famosi protocolli che costituiscono linee-guida a tutela del paziente, ma le stesse, nello stesso tempo, possono limitare il carattere empirico della cura. Infatti, grazie all'intuito di un medico ricercatore, al dialogo continuo tra i reparti e le diverse esperienze, sono stato sottoposto a una cura sperimentale che infine ha debellato la mia "aeruginosa"!

2/4 questa mattina ho completato la personale "passeggiata sanitaria" al Policlinico di Modena che ha comportato comunque una certa dose di stress,

Modena, 2/4/2026 

domenica 29 marzo 2026

RIMBALZELLO

Giocavamo a rimbalzello, senza sapere che così era detto il gioco che facevamo: bastava procurarsi  sassi piatti e levigati, lanciarli "di piatto" sulla superficie di acque quiete dello stagno, di un canale, o di una lanca di palude o di mare, e gareggiare fra noi per fare giungere il sasso il più lontano e con più salti sullo specchio d'acqua. Non avevamo giocattoli, e perciò era necessario crearli con l'inventiva e la fantasia che certamente non difettava: allora, con materie prime raccogliticce avevamo infine tutto il corredo necessario per giocare "ai cow boy" "alla guerra", e le bambine "alla mamma" con bambole e bambolotti, nonché ricavare un monopattino da una stecca di legno con ruotine di gomma piena o con cuscinetti a sfera che raccattavamo presso i rottamai di ferro. La fantasia era inesauribile: era il gioco della vita, quella dei grandi, senza conoscerne però le implicazioni meno idilliache o edificanti cui saremmo andati incontro, ma che indagavamo tuttavia con metodo, forse lo stesso metodo empirico che l'uomo ha sempre utilizzato. Ricordo che dal nulla, in cantine o solai, allestivamo rudimentali e ingenue rappresentazioni teatrali: da dove nasceva tanta inventiva che ci stupiva e riempiva? Perché l'avventura, quello spirito si è inaridito? Forse l'umanità produce il meglio di sé nella giovinezza, ovvero nella sua fase crescente e dell'innocenza?                                 

29/3 ore 19; oggi, complice una domenica che non riserva nulla di gioioso, cerco di proseguire nelle mie libere associazioni (o elucubrazioni) mentali. L'occasione mi è data da fatti di cronaca che si mostrano ai miei occhi, producendo amarezza anche in chi(come me) è ormai lontano dai luoghi più "sensibili", dove le passioni sono ancora vive e laceranti. Ovviamente mi riferisco alle passioni umane, proprie dei comuni mortali, i quali ripetono i gesti di sempre: innamoramento, stanchezza e tradimento, evasione e fuga dalla realtà, un iter in cui tutti soffrono, nello stesso tempo innocenti e colpevoli.

Modena, 29/3/2026

venerdì 27 marzo 2026

13 anni

Tutti commentano l'aggressione del 13enne di Bergamo alla Prof di francese e, come al solito, ci sono    quelli che sanno o hanno capito tutto, io invece testimonio l'esperienza di bambino e adolescente degli anni 50/60. Esperienza limitata che tuttavia condivide tratti comuni alla  gioventù di ogni luogo e tempo, anche in presenza di importanti trasformazioni della società. A dispetto della sicumera di molti commentatori, ricordo che i ragazzini vivono in uno stato di evoluzione-involuzione-rivoluzione continua, in uno stato che negli anni 50/60 era ancora vissuto nella comunità protetta della famiglia, oggi guscio inesistente. Negli anni cruciali gli adolescenti stavano "alla finestra", in attesa che la vita si rivelasse: ascoltavano corpo e anima in tumulto, sospettavano che gli adulti custodissero segreti che un giorno avrebbero rivelato, consentendo così ai figli l'ingresso nella comunità degli adulti. Insomma non dobbiamo credere che i giovani di oggi siano grandi e saputi anzitempo, così li vogliono il mercato, la  mercatistica e il consumismo, affinché essi siano terreno fertile per le loro lusinghe. 

Modena, 27/3/2026

martedì 24 marzo 2026

HA VINTO IL NO

23/3/sera tardi.

Lei, la piccola donna, è livida, inquadrata in un sipario di tendaggi. Dietro la formale accettazione del  risultato referendario, i lineamenti del viso sono rigidi e inespressivi; anche la sua ultima, candida mise è più opaca del solito, la sua immagine meno eterea. Lei, nonostante la giovane età, è una politica di lungo corso e non può non avere compreso quali sono le ragioni della sua sconfitta, sì, la sconfitta è sua, ci ha messo la faccia anche con una certa violenza ma è troppo piena di sé per trarne le logiche conseguenze, ciò che invece fece Renzi in circostanze analoghe. Forse la Meloni ha sottovalutato altri aspetti del suo operato: l'appiattimento subalterno al rozzo Trump, e la sua sordità ostinata allo scandalo Del Mastro e all'esternazione della Bartolozzi. Tout se tient.

24/3/ mattina molto presto: il TG conferma la vittoria del NO, e in politica estera si parla dell'ennesima esibizione di Trump che farnetica sulla guerra in corso e ovviamente ripete che tutto va bene, che ferma i bombardamenti più invasivi perché l'Iran sembra disposto a scendere a patti pur di fermare la guerra. Ma alla smentita dell'IRAN, si fa strada il sospetto che l'affarista Trump abbia manipolato per potere lucrare nei movimenti di Borsa. Conoscendo il soggetto, l'ipotesi non è peregrina. Ho già scritto che il Trump è un grande uomo d'affari, nonché grosso venditore, e lo dimostra la sua verbosità infarcita di bugie sfacciate, promesse che non manterrà, omissioni e mezze verità unite a minacce gratuite: è un fuoco pirotecnico che abbaglia e confonde. Questo tipo di venditore è in grado di affascinare e poi conquistare il "compratore", almeno finché quest'ultimo non avrà scoperto, o non avrà il coraggio di dire che "il re è nudo"! Noi, Cittadini della Terra, assistiamo a uno spettacolo offerto gratuitamente, ma non gradito, da un uomo più adatto a presiedere un Consiglio di Amministrazione (preferibilmente sul pianeta Marte).  

24/3 sera tardi: Del Mastro e Bartolozzi si sono dimessi! Una vittoria della Società civile e della decenza. La Santanché resiste, ma spero faccia una lunga vacanza (non è immeritevole ministra del turismo?).

25/3 sera. Infine anche la Santanchè si è dimessa, e tutta la vicenda post-Referendum si è chiusa con i tre personaggi scaricati perché ormai troppo compromessi. Questo vale anche per la "pitonessa", certa di essere ministra in eterno per diritto divino, ma la "ministra" era ormai "scotta". 

Modena, 25/3/2026