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libreria di zurau

martedì 27 gennaio 2026

IL NOSTRO SCONTENTO

La mattina apriva gli occhi per l'ottimismo che non l'abbandonava; quasi energia motrice mai  esaurita, era la sua riserva di vita. Questa una fra le altre motivazioni all'azione, e non la più importante. Sì, perché già conosceva la fatica di vivere che, se fosse stato per questo, avrebbe preferito chiudere la partita, ma questo non era nelle sue facoltà. Infatti aveva capito molto tardi che il suo organismo, al pari di ogni essere, è mosso da un marchingegno immane che sfugge a ogni controllo, nonché a ogni manipolazione. Lo stesso sistema riguarda anche la volta stellare che ci guarda di lassù, dove le innumerevoli galassie fuggono negli spazi siderali fra buchi neri e nebulose, e ci lasciano qui come allocchi, senza sapere perché, nel fazzoletto di Terra che dobbiamo custodire. Ciò che più colpisce è che noi siamo felici di vivere, di vivere così, facendo di tutto per prolungare la nostra permanenza nel percorso di guerra che ci è imposto o, se si preferisce, nel letto di Procuste. Ma, nonostante tutto, la vita è meravigliosa! Vivere giorno per giorno, ogni alito di vita è un'ineffabile esperienza che rivivremmo sempre, vorremmo condividere questa felicità con ogni essere vivente, dall'unicellulare al filo d'erba, agli organismi più complessi. Da qui lo stupore di fronte alla realtà che non capiamo, ma che viviamo come essenziale, e perciò non vorremmo esserne privati. Ma di cosa si parla? Non ci sono parole per descriverlo: è solo un farfugliare che disorienta, ma vogliamo capire, comprendere. La Fisica, e tutta la Scienza ci dice che l'Universo non finirà, che la materia subirà trasformazioni ed evoluzioni continue, che la nostra Specie esaurirà la sua funzione lasciando spazio a nuove imprevedibili forme di vita, ma senza pervenire a una fantomatica "fine del mondo". Questa "Fine" non è la fine di tutto, essa giunge a ogni nostra morte! Con la nostra nascita e morte comincia e finisce il mondo reale e più importante per noi: la nostra vita. 

Oggi 27 gennaio è il giorno della memoria, e la TV sciorina i soliti vecchi documenti sull'Olocausto di 85 anni orsono. Ci impongono una giornata di "coprifuoco" in cui non ci si può esprimere liberamente, ovvero lo si può fare ricordando la Shoah. E la realtà odierna? E la violenza quotidiana di cui siamo testimoni? In questi ultimi 4 anni, si stima che la sola invasione dell'Ukraina da parte della Russia, abbia provocato 2 milioni di morti. Questo dimostra che non abbiamo capito nulla circa le cause delle nostre ricorrenti tragedie, si vuole infatti fare solo pedagogia e retorica, indicando e additando vittime e carnefici con il comodo strumento moralistico e manicheo.

Modena, 27/1/2026

martedì 13 gennaio 2026

FUTURO: QUALE?

La liberazione di Trentini è una bella notizia ma non cambia la mia opinione su Trump la canaglia, che tale è, e molto pericoloso per tutti. Solo gli americani non se ne accorgono? Credevamo e speravamo che gli uomini migliori, usciti dalla severa selezione che la vita impone, sarebbero assurti ai posti di comando e responsabilità a guida delle nazioni, ma non è così, e Trump è tra i politici populisti che più eccitano e illudono, ingannando i propri elettori. A questo proposito è significativo che Trump inciti gli iraniani a manifestare per libertà e democrazia rischiando così la vita (già migliaia le vittime), mentre negli USA i suoi concittadini sono fronteggiati dai militari federali che all'occorrenza sparano sui manifestanti. Sono forse più carenti e fallaci del solito le strutture che preparano le classi dirigenti? Oppure siamo in presenza di una regressione irreversibile della nostra civiltà? (temo che questa sia una domanda retorica) Ovvero che ogni sistema, a ogni latitudine, subisce una deriva autoritaria di pura conservazione, e che quindi, giunto all'apice del suo sviluppo, si ripiega su se stesso per lasciare spazio a nuove esperienze umane. Quest'ultima vuole essere un'ipotesi ottimistica circa il nostro futuro, e spero che questo avvenga!


QUEEN OF KATWE

Ho guardato questo film alcune sere fa, e ne parlo perché lo spunto mi è fornito dal post precedente, Il film è Ugandese, e per me è stata una piacevole sorpresa; infatti siamo abituati ai film occidentali in cui i Paesi sviluppati del nord della Terra sono sempre al centro dell'attenzione, e ne osserviamo i modelli e i problemi che affliggono e assillano le loro società affluenti, che oltretutto sono anche proiettate in un  futuro da cui sono esclusi i Paesi in via di sviluppo, o che hanno fatto ingresso da poco fra le economie sviluppate. La vicenda narrata è emblematica del percorso che ogni popolo ha dovuto intraprendere per emanciparsi dal sottosviluppo fatto di fame, malattie e povertà endemiche. Qui è una regione povera dell'Uganda dove l'analfabetismo è diffuso, l'alimentazione e le condizioni sanitarie precari, quando non sono assenti. Solo la volontà e l'abnegazione dei volontari riescono a fare fronte, parzialmente, alle necessità di giovani e vecchi, ma attenzione, questa è una società allo "stato nascente", ancora pura e innocente, piena di energie e fiducia nel proprio futuro, ciò che a mio parere manca ormai alle società sazie e opulente dei Paesi economicamente ricchi. La storia narrata nel film ha un esito ideale, infatti la giovane protagonista realizza il suo sogno a prezzo di sacrifici e umiliazioni, e rappresenta ogni donna e uomo che nella storia progredisce nonostante tutte le avversità. Ma è un'illusione che la meta sia alla portata di tutti.

Modena, 13/1/2026

martedì 6 gennaio 2026

NEVICA!

La Befana vien di notte con le scarpe rotte rotte le...(?) alla romana, viva viva la Befana. La strada è deserta, la gente ha paura della neve? Ma viene giù placida e innocua, e non ha l'aria di volere disturbare... le tortore sono disorientate, e tuttavia ciondolano il capino e beccano invano il selciato ghiaccio. Fiocchi candidi, batuffoli di bambagia, planano sul crine rado e canuto del viandante solitario che ricorda ben altre nevicate, quando la coltre bianca nascondeva per giorni e giorni i sentieri segreti, rifugi per i giochi di bimbi attenti ai loro pupazzi. Ecco infatti che la neve è rientrata nel suo cielo, ora di cobalto, svela un sole caldo che sprona all'azione, e mostra il caleidoscopio di mille colori di umanità varia, povera e orgogliosa della sua diversità. I giovani, adulti precoci, son presi dal loro mistero. C'é il vivai di carrozzine che nascondono neonati in sonno: una mamma, triste e dolce, precede l'uomo con il bimbo riottoso in braccio che invoca la mamma, e quante donne dai deretani monumentali quasi usciti da dipinti di Botero! Le fogge degli abiti diversificati e i colori sono infiniti: in un silenzio irreale, il sole esalta i colori dei passeggeri accalcati nel Bus. E' finita la bolgia del gioire fittizio e della felicità obbligata: temo che nascondessero amarezza e nostalgia. 

Modena, 8/1/2026

STRANAMORE?

Con l'aggressione USA al Venezuela e la cattura del suo Presidente, non siamo più nella attualità, ma  piuttosto catapultati in una realtà ipotizzata solo in giochi di ruolo da fantasiosi giocatori. Non si tratta di fantapolitica ma di cruda realtà! Né di un folle ghiribizzo prodotto dalla mente malata di un redivivo Stranamore, no! Alla sua base vi sono premesse e cause che non abbiamo voluto "vedere". Trump è il nuovo Dott. Stranamore? Poco importa se egli lo è, invece è certamente il punto d'arrivo della deriva cui conduce la competizione esasperata fra i poteri forti e le Potenze che si giocano la supremazia sulla terra: un conflitto giunto ormai ad estremi, esiziali esiti per la Terra e tutti noi. Cosa fare? Mah! Io confido nel popolo americano: nel suo spirito d'avventura, la sua passione per colt e fucili di precisione che hanno usato contro Lincoln, John e Robert Kennedy, M.L. King, John Lennon, Regan, Malcom X e lo stesso Trump. Ma gli americani sono anche versatili nelle preferenze: sono bambinoni sempre pronti a tributare al campione del momento, oggi TRUMP, il consueto trionfo: "For he's a jolly good fellow".

P.s.  

A fronte delle nefandezze cui assistiamo da 80 anni, vorrei che i vari Hitler, Mussolini, Stalin non fossero additati come i soli, unici, turpi protagonisti della storia. E' troppo facile usare come capri espiatori personaggi del passato, peraltro morti e sepolti! Guardiamo fra noi, dove gli apprendisti stregoni sono in piena attività.

Modena, 5/1/2026



lunedì 29 dicembre 2025

UN DRONE PER PUTIN?

Putin si straccia le vesti perché la sua residenza in campagna sarebbe stata attaccata da droni Ucraini, e  minaccia di bloccare le trattative in corso per porre fine alla guerra di invasione iniziata dalla Russia. E' possibile e probabile, ma è la guerra bellezza! Bombe e missili che la Russia lancia su Kiev sono forse  caramelle? Non sono forse veri i morti e feriti ucraini? Allora, c'é qualche ragione per cui il dittatore russo dovrebbe essere al riparo dai rischi della guerra di aggressione che ha iniziato proditoriamente? Ciò che mi stupisce è il fatto che i mezzi di comunicazione non facciano questi rilievi: c'è una certa assuefazione, quasi accondiscendenza al dato di fatto, che sa di "fatto compiuto", che un'esercito prepotente e aggressore ha violato i confini di uno Stato vicino e sovrano! D'altra parte tutto ciò è conseguenza del nuovo Direttorio che guida la Terra: Trump, Putin, Netanyahu, ovvero il faccendiere, l'aspirante zar, e il maramaldo ebreo.

29/12/2025

venerdì 26 dicembre 2025

TENEREZZA

Ho già scritto del Natale in passato, e quello posso solo confermare in questo Natale '25; la storia della  Natività sembra concepita da un geniale sceneggiatore che nello stesso tempo è un fertile scrittore, nonché comunicatore provetto. La storia narrata dai Vangeli contiene tutti gli elementi utili per costruire una storia che funzioni: povertà, fame, persecuzione, sofferenza, tortura, morte atroce, resurrezione, oltre a vittimismo e prodigi clamorosi fino alla promessa di un Paradiso. Non dico che la storia sia stata ideata, pensata e pianificata con lucidità a tavolino, ma piuttosto, che un insieme di fattori e circostanze uniche ed eccezionali, abbiano concorso alla nascita di una storia perfetta, ideale e suscettibile di potere essere strumentalizzata da persone o gruppi attivi nei diversi movimenti religiosi coevi dell'ebraismo; la nuova Fede, divenuta Istituzione, ha poi creato le sovrastrutture necessarie per il suo radicamento. Ma questa è un'analisi senz'altro frettolosa e fantasiosa, o essere una semplice premessa che non pretende di essere definitiva. Infatti, appena mi soffermo sugli aspetti umani della vicenda evangelica, scopro subito la storia della vita umana sulla Terra, e desidero aderirvi, ovvero la lotta condotta da donne e uomini sulla terra, e da sempre, per sopravvivere contro ogni avversità e nonostante gli errori commessi. Insomma il loro percorso nel tempo è disseminato di cadute, regressioni e l'estinzione di Imperi, realtà che però non ha impedito che altri uomini esprimessero nuove, grandi Civiltà. L'unico legittimo dubbio è se la stessa Umanità abbia esaurito la sua energia e spinta creativa. Ma tornando al Natale, alla sua genesi, mi sembra che la narrazione regga ancora sotto l'aspetto umano: esso commuove ancora proprio perché tocca le corde più sensibili del nostro animo. In quella capanna ci siamo noi, nati ignudi, fragili e indifesi, esposti ai rigori della vita. Per questo proviamo tenerezza ineffabile, ma anche pena struggente per quel bambino e il nostro destino.

Modena, 25/12/2025   

domenica 21 dicembre 2025

IL TEMPO E' LADRO

"Il tempo è ladro della mia giovinezza", è il verso felice di una poesia letta non so dove e quando, l'unico che io ricordi. Cerco invano di non indugiare su pensieri e ricordi molesti per non aumentare lo stato di malinconia che mi prende come sempre nei giorni di festa o che comunque le precedano. Nel clima di forzato ottimismo e aspettativa, incontro le mie poche conoscenze che lamentano le stesse ubbie, e alcune di esse si dilungano nel raccontare traversie famigliari piuttosto tristi. Io sono paziente e ascolto per cortesia, però riconosco che i rovesci esistenziali altrui mi danno un certo piacere, piacere sottile ma anche miserabile di cui mi vergogno. Il fatto è che, quando cadiamo in disgrazia, pensiamo di essere le uniche e sole vittime della cattiva sorte, ovvero i capri espiatori di qualche ignoto aguzzino o  persecutore, salvo poi gioire scoprendo che tutti siamo fatti della stessa natura. Sto rileggendo le  "Memorie del sottosuolo" di Dostoevskij, e mi ritrovo sempre nell'autoanalisi che egli fa di se stesso,  in  cui afferma di possedere una sensibilità superiore alla norma, senza per ciò rivendicare un merito speciale, e infatti dichiara che questa "qualità" gli procura unicamente molta sofferenza e io riscontro la stessa cosa: che avere antenne ipersensibili si corra il rischio di intercettare tutto il male e le turbolenze del mondo che ci circonda. 

 Modena, 21/12/2025