Siamo immersi nella falsità, quasi una cloaca che raccoglie e unisce in se tutto il male degli "umani". Sembra, e forse lo è, una banalità: osserviamo ciò che accade intorno a noi, squarciando però i velari della ipocrisia, del quieto vivere e del piccolo cabotaggio che ci consente di vivere una vita altrimenti impossibile. Basta guardarsi intorno per scorgere i meccanismi che insidiano e mirano a condizionare la libera espressione della nostra personalità, e d'altra parte è ingenuo e illusorio riferirsi a una supposta nostra libertà di autodeterminazione. Infatti non riusciamo ad accettare il fatto che non siamo "liberi". L'alveare umano è più imperfetto di un apiario: ha le sue peculiarità, ma è soggetto alle stesse leggi che regolano l'Universo, dal batterio all'organismo più strutturato. Dunque esploriamo lo spazio che ci è dato occupare: tutto sembra studiato a tavolino, ma in realtà è dovuto all'incessante lavorio della natura che domina da milioni di anni il processo di evoluzione/involuzione della materia. Il fatto è che noi umani, presi nel nostro asfittico, piccolo mondo, non riusciamo a concepire idee che esulino da esso, e così la nostra realtà nasce e muore con noi, mentre l'Universo è incommensurabile, eterno e infinito. Certo, se cammino sul marciapiede e vedo una precessione di passeggini che custodiscono neonati di pochi giorni o mesi, sono preso da gioia e disperazione nello stesso tempo: ciò che vedo è una semplice illusione ottica, una bellezza destinata a corrompersi. In questi giorni i credenti cristiani, con i loro riti ricordano il Vangelo una Fede che, come altre, sembra potere rispondere al loro bisogno di senso.
Modena, 3/4/2026