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libreria di zurau

martedì 30 giugno 2026

LA LOCANDA

Rumi, poeta e asceta persiano del 1200, equipara la nostra vita a una locanda, locanda aperta a tutti, al viandante che cerca pace, riposo o protezione, senza sapere cosa egli ci porta, chi è, la sua esperienza, ricchezza o povertà e soprattutto il suo mistero. E' bella questa immagine di un luogo privo di segreti in cui tutti possano entrare e trovare ospitalità. Ma spesso viviamo la nostra vita in una dimensione che non riconosciamo, ci riduciamo in una realtà asfittica fatta di spazi labirintici dove si entra ma si fatica a uscirne; ciò che rende più inestricabile il groviglio delle strade in cui ci muoviamo è la comunicazione che sembra concepita da strateghi malati, decisi a rendere più ostico il percorso sempre più difficile. L'esito prevedibile è la perdita di orientamento e quindi lo smarrimento. Da ciò la necessità, anzi l'urgenza, di vivere abbracciando tutta la realtà che ci circonda, sempre più aperti alla vita, al suo mistero e alla sua imperscrutabile avventura.

Modena, 30/6/2026

giovedì 25 giugno 2026

DONNE

Cesare Pavese per le donne ci ha lasciato la vita, forse per l'incapacità o impossibilità di riuscire ad amarle. Le donne sono infatti il richiamo assoluto per l'uomo: non ci sono mediazioni e surrogati che tengano. Noi che navighiamo il mare della vita dobbiamo essere guidati dalla luce di Trebisonda, quella che, sicura e nitida, rappresenta l'approdo che accoglie. Pavese idealizza l'amore riconducendolo nel terreno ineffabile della poesia, mentre la donna ha i piedi ben piantati nella terra: insomma va bene la poesia, ma vuole essere amata, amata e riamata, e infatti sembra che l'epistolario tra Pavese e alcune delle sue infatuazioni amorose lo dimostrino. Peraltro mal si conciliano l'affabulazione poetica e l'amore platonico per una donna in carne e ossa che incarna maternità e vita. Ovvero posso sublimare finché voglio ciò che il desiderio suggerisce, ma è la sola unione tra donna e uomo che può placarlo assicurando pienezza. Infine ricordo che Pavese, in risposta alla implorazione d'aiuto morale proveniente da una sua ex fiamma le suggerì: "si faccia una vita interiore". Pavese si suicidò alcuni anni dopo.  

Modena, 25/6/2026 

martedì 23 giugno 2026

A PROPOSITO DI MICHELA MURGIA

Non conosco Mari, fra i candidati STREGA, né i suoi libri. Lo scrittore avrebbe criticato la scrittrice  deceduta da alcuni anni e, apriti cielo, il Mari è stato additato al pubblico ludibrio, quasi al linciaggio!  Si sono scatenate le anime belle che fanno processo alle intenzioni, quelle che si scandalizzano sempre. Murgia era una scrittrice della quale apprezzavo la loquela ricca e affabulatoria, e comunque molto  efficace, ma questo è sufficiente per inibire e inibirsi ogni altra opinione circa le sue idee e le scelte più private? Michela(Murgia) si arrabbiava perché "era brutta"(Mari dixit): dove è l'offesa, che era brutta o che si alterava? Non saprei cosa preferire. La Murgia era una scrittrice creativa e di successo, in quanto tale un personaggio pubblico esposto naturalmente all'attenzione dell' opinione pubblica. E questo pubblico ha forse il solo obbligo di acquistare e leggere i suoi libri, ma senza il diritto di criticare le opere e l'autore? E' aberrante e inaccettabile! Nessuno sostiene che una brava scrittrice debba essere anche avvenente, né che debba avere le stesse mie idee. Sì, c'é il politicamente corretto, la buona ipocrisia, ma non esageriamo; non se ne può più: se dici bella alla donna con una certa enfasi, corri il rischio di essere inopportuno, se non importuno, e non diciamo se ti è impossibile non notare la bruttezza (secondo i canoni correnti) di una donna qualsiasi. Anzi, questo lo puoi fare, ma non con le donne di successo e di potere. L'unica cosa della Murgia che faticavo a capire e ad accettare era la sua concezione di "famiglia queer". Trovo già problematico fare i conti con la famiglia tradizionale che  l'idea della Murgia mi sembra mero tentativo di compensazione di altri bisogni. A scanso di equivoci, e in omaggio all'imperante richiamo alla "parità di genere", le considerazioni esposte riguardano donne e  uomini!

Modena, 23/6/2026

domenica 21 giugno 2026

SERVILISMO

Povera Meloni, umiliata dal Tycoon di turno, mi dispiace perché attraverso lei, Presidente del Consiglio, il buzzurro ha offeso l'Italia. E tuttavia lei, politica navigata, dovrebbe conoscere molto bene i rischi legati al suo ruolo, alla vertigine che può cogliere chi ingenuamente si avvicina troppo ai vertici del potere senza le dovute precauzioni. Trump è un venditore spregiudicato, ricco di esperienza ed espedienti, un venditore di piatti, (o di fumo se si preferisce), che al mercato manipola come prestigiatore, e poco importa se ne rompe alcuni che sfuggono alle sue manipolazioni; comunque non vuole essere adulato, e rispetta solamente i suoi pari in rozzezza e forza (nucleare), e infine la Meloni deve sapere discernere fra vera amicizia (se e quando esiste), e quella di facciata, fatta di buone maniere e di pacche sulla spalla, false ma almeno indolori.

Modena, 20/6/2026


giovedì 18 giugno 2026

UN BARLUME DI PACE

La grancassa mediatica annuncia la pace USA-IRAN, ne anticipa le condizioni concordate e, se le  illazioni corrispondono al vero, penso che ne esca avvantaggiato l'IRAN, che cioè l'avventurismo di USA e Israele non abbia premiato. Vi sono buone ragioni per gioire di quanto accaduto: per me è importante che l'aggressività dell'Imperialismo USA-Israele sia stato neutralizzato, e spero per molto tempo. In questo tempo, il nostro, in cui i bunker sono stipati di armi nucleari pronte all'uso, non possiamo scherzare col fuoco! E' vero d'altronde che noi uomini siamo capaci delle azioni più insane, tuttavia mi ostino a sperare che non provocheremo il suicidio del nostro Pianeta. Ma è un altro aspetto di questa vicenda che mi vede disorientato: ai miei occhi di semplice Cittadino della Terra, sembra che i cosiddetti "Grandi" gestiscano con sapienza teatrale ogni loro iniziativa che infine si riduce alla gestione del loro potere e relative aree di influenza, con l'inevitabile corollario del loro sgomitare per apparire in prima fila, come fanno i bimbi nei loro giochi, mentre noi sudditi, a bocca aperta, assistiamo stupiti e plaudiamo ai loro capricci. Ma è noto  che le Classi Dirigenti sono espressione della nostra umanità, irrimediabilmente perfettibile, niente di più. 

 Modena, 18/6/2026

domenica 14 giugno 2026

NUCLEARE

Assisto con raccapriccio e molta noia all'esibizione grottesca del "super" Presidente Trump che non sa più cosa e come fare per stupire e stordire i suoi ascoltatori. Egli recita la sua parte di consumato istrione con le sue mossette e tic che diresti piuttosto di macchietta. E' il momento del tormentone sul conflitto tra IRAN-USA. Qui è inevitabile prendere posizione rispetto al problema del nucleare iraniano: quelle di Iran e Usa sono posizioni antitetiche, i primi rivendicano il diritto e la libertà di sviluppare il programma nucleare fino alla realizzazione dell'arma atomica, i secondi si arrogano il diritto di riservare per se e i pochi Paesi che già la possiedono, la detenzione di tale arma. Non vedo perché io debba avere più fiducia in una superpotenza come gli USA che controlli e condizioni la vita del Pianeta, ovvero che un club ristretto di Paesi possa avere armi atomiche, mentre altri Paesi non possono dotarsene. Poiché non esistono bombe buone o bombe cattive, credo che la pace sia garantita  di più da un  nuovo "equilibrio del terrore"; ovviamente sarebbe ancora più saggio distruggere gli arsenali nucleari, ma questa prospettiva è piuttosto inverosimile poiché non vedo un Paese che rinunci sua sponte a un un'arma cosi decisiva. In ogni caso riconosco che qui si entra nel mondo di Utopia. Allora dobbiamo accettare di vivere (come sempre abbiamo fatto) pericolosamente, confidando nelle nostre capacità di adattamento. 

Modena, 14/6/2026

domenica 7 giugno 2026

LE SCUSE?

Cosa sono? Sono quelle che nessuno chiede o fa? Assumiamo e ci comportiamo seguendo il principio di Protagora secondo il quale "l'uomo è misura di tutte le cose" e pertanto è libero di essere ciò che è.      Seguire pedissequamente questo principio vuol dire libertà assoluta: commettere le nefandezza più grandi, o vivere secondo un relativismo etico assoluto. Non servono più morale umana, religioni e leggi varie, siamo onnipotenti! Possiamo "liberamente" morire di fame, senza cure e in solitudine, o in preda e vittime di una inesorabile lotta fratricida. Ho un sospetto: che il piano inclinato della vita ci riporti sugli alberi della foresta da cui veniamo. Mi fermo qui perché rischio di fare la stessa fine del grillo parlante di  Pinocchio.

Modena, 7/6/2026