Gli ebrei si lamentano che tutti li odiano, di quelli che gridano "dalli ai sionisti e agli ebrei": ma vivono ancora di rendita per la Shoah subita più di 80 anni orsono. E poi da altrettanti anni perseguitano, derubano e uccidono il popolo palestinese. Possiedono tanta forza almeno pari alla loro violenza e alla faccia tosta con la quale osano atteggiarsi a vittime. Sono vittime anche dopo avere distrutto Gaza e ucciso 70000 palestinesi(di cui 30000 bambini), si stracciano le vesti anche ora che invadono il vicino Libano provocando circa un milione di profughi (non è dato il numero dei morti). Ora fanno le vittime dopo avere attaccato proditoriamente l'IRAN che reagisce con il lancio di missili. E' vero che il Premier Netanyahu è stato istigato alla guerra dal suo sodale americano Trump (o viceversa?)che, peraltro, non ha faticato a convincerlo. E' anche vero che Israele ha subito i circa 1500(?) morti del 7 ottobre, ma la tragica contabilità dei morti penalizza senz'altro i palestinesi. Ora la conta delle vittime prosegue e, al momento, la indica in numero di 2000 solo in Iran. Insomma siamo alle prese con l'ennesimo eccidio di uomini e donne e il tutto è aggravato dal fatto che la guerra è sempre "più moderna" per l'uso di missili e incursioni aeree, senz'altro più letali per gli aggrediti rispetto agli aggressori. Nello stesso tempo il numero dei caduti è ancora contenuto perché non si è proceduto all'impiego di fanterie da parte dei contendenti. Ma siamo già dentro un conflitto che minaccia di estendersi oltre ogni limite. Pertanto siamo tirati per i capelli nell'ennesima disputa tra opposte fazioni, disputa in cui hanno la peggio quelli che avvertono, quasi epidermicamente, il dolore diffuso. Ma per comprendere la realtà in cui siamo, non ricorderemo mai a sufficienza il ruolo giocato dalla lobby ebraica negli USA e dalla diaspora ebraica nel mondo: fuori da Israele ce n'é un altro più potente dello stesso Stato israeliano, e ne ispira la politica.
Modena, 16/3/2026
Nessun commento:
Posta un commento