Rumi, poeta e asceta persiano del 1200, equipara la nostra vita a una locanda, locanda aperta a tutti, al viandante che cerca pace, riposo o protezione, senza sapere cosa egli ci porta, chi è, la sua esperienza, ricchezza o povertà e soprattutto il suo mistero. E' bella questa immagine di un luogo privo di segreti in cui tutti possano entrare e trovare ospitalità. Ma spesso viviamo la nostra vita in una dimensione che non riconosciamo, ci riduciamo in una realtà asfittica fatta di spazi labirintici dove si entra ma si fatica a uscirne; ciò che rende più inestricabile il groviglio delle strade in cui ci muoviamo è la comunicazione che sembra concepita da strateghi malati, decisi a rendere più ostico il percorso sempre più difficile. L'esito prevedibile è la perdita di orientamento e quindi lo smarrimento. Da ciò la necessità, anzi l'urgenza, di vivere abbracciando tutta la realtà che ci circonda, sempre più aperti alla vita, al suo mistero e alla sua imperscrutabile avventura.
Vieni, vieni chiunque tu sia, sognatore, devoto, vagabondo,
poco importa. Vieni anche se hai infranto i tuoi voti mille volte. Vieni, vieni, nonostante tutto, vieni.
Modena, 30/6/2026
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