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libreria di zurau

lunedì 4 maggio 2015

Sette brevi lezioni di fisica

Sette brevi lezioni di fisica  ( di Carlo Rovelli)


Ho finito di leggere il libro di Rovelli, un libro denso e chiaro in cui l'autore mostra una grande
capacità di sintesi nella materia, di per se vastissima e complessa, che è la fisica.
Vi affronta i temi che affascinano da sempre l'umanità nella sua ricerca sui fenomeni fisici che
possano spiegare l'Universo, la Terra, e la presenza dell'uomo sulla terra.
Ciò che ricavo dalle argomentazioni del Fisico, è la persistenza di un mistero incommensurabile
del quale siamo tutti parte; in altri termini, con tutta la speculazione scientifica e filosofica più rigorosa, nonostante gli indubbi successi della ricerca, ci ritroviamo ancora lontani e ai margini
del nucleo che può contenere la verità cui tanto aspiriamo.
Possiamo solamente lavorare come piccole formiche, lavorare con umiltà, consapevoli che la verità non è disponibile, e che pertanto sono velleitari ogni trionfalismo e dogmatismo.

Antonio Ferrin

Maggio 2015

martedì 28 aprile 2015

BANALITA' DEL MALE

05-febbraio 2015



Banalità del Male



Siamo a cavallo del "Giorno della Memoria", in giorni disseminati di documenti, dibattiti, films e
dichiarazioni che grondano retorica, troppa retorica, e per quanto si dica che questa commemorazione
riguarda non solo le vittime ebree, ma anche zingari, omosessuali, minorati nel fisico e nella mente,
nonché gli oppositori politici, è evidente che il 95% della comunicazione è occupata da quella che si
occupa degli Ebrei.
Ma ciò non mi sorprende: gli Ebrei della diaspora , Stato di Israele e Sionismo dispongono di un grande potere economico e mediatico a livello mondiale, con cui condizionano la politica di molti
Stati a tutti i livelli, e perciò capaci di determinare decisioni a loro favorevoli.
Non si spiega altrimenti il fatto che Israele, vinta la guerra dei sei giorni(1967), abbia perseguito da allora una politica di occupazione spietata delle terre arabe, precludendo la creazione di uno Stato Palestinese indipendente, politica che configura il malcelato disegno di un Grande Israele, Paese in
cui la componente araba avrebbe una posizione subalterna. E' la politica del "fatto compiuto" basata
sulla forza e il sostegno appunto degli interessi globali di USA e del Potere economico dei grandi
potentati.
Israele giustifica la sua politica in Palestina considerando la sua stessa esistenza di Stato Ebreo come
risarcimento per le persecuzioni subite, e qui non si può non fare notare che il prezzo e peso di questo
risarcimento viene imposto ai Palestinesi che sono incolpevoli.
Dunque in questi giorni ho rivisto film e documentari importanti che hanno appunto come filo
conduttore la persecuzione e lo sterminio degli Ebrei, e quei fatti sono abitualmente identificati come
il "Male Assoluto" perpetrato dal popolo tedesco ai danni del popolo ebraico.
Ma Hanna Harendt, ebrea e tedesca, contesta questa teoria perché il "male assoluto" implica una
vittima sola, unica, innocente, ma dove è il colpevole? E l'innocente? Ci si addentra in un terreno
minato disseminato di ipocrisia, falsità, manicheismo e dogmatismo, fonti di nuovi "mali assoluti".
La verità è che sul banco degli accusati può e deve esserci l'Umanità, la nostra umanità, noi tutti, poiché tutto il male è prodotto dagli uomini, solidalmente.
Pertanto la Harendt ritiene che la Shoah sia "Male Assoluto" nella stessa misura in cui tutto il
male prodotto dagli uomini ai danni di altri uomini venga definito "Male assoluto".
In difetto di ciò solo l'ipocrisia è "Assoluta"

Antonio Ferrin

venerdì 19 dicembre 2014



     La ragazza è immobile, le mani giunte, davanti alla rosa rossa che spunta solitaria
     tra il fogliame della siepe, poi rapidamente avvicina la bocca al fiore e lo bacia.
   
     A.Ferrin
     Modena 05/11/2004

giovedì 27 novembre 2014




Ricordare                                                                                     Respiro
                                                                                              

                                                                                                     Sono tornato
Un prato verde                                                                             nella stanza
una pietra bianca                                                                          vuota
Vorrei dimenticare                                                                       dove muri bianchi
Voglio ricordare                                                                           rimandano
Non voglio dimenticare.                                                              il respiro
                                                                                                     come rantolo
                                                                                                     estremo.
                                                                                                 
Antonio Ferrin                                               
Modena                                                                                        Antonio Ferrin
                                                                                                     Modena




da "Promesse" 1992





               SULLA RENA

 
               Sulla rena di fuoco
               riposa
               attende
               che l'ultimo sole
               declini
               Vince il torpore
               la brezza di mare
               e lei sorge
               con occhi assenti
               che vuol sognare
               ancora.


                Antonio Ferrin
                Modena 1992


                da "Promesse" 1992

 NEVE

Una coltre
la notte
ha disteso.
Ombre vaghe
nella via
limacciosa.
Fanciulli muti
nel biancore
che sfugge.

1992


VENTO CALDO

Vento caldo
d'autunno
scuote le fronde
e tremolano
Come maestose
vanesse si librano
le foglie ingiallite
che poi stremate
cadono
crepitano
nel turbine di vento.

da Promesse 1992

venerdì 16 maggio 2014

Questo "Paese"

Nel linguaggio corrente politico/sindacale, si abusa del termine "questo Paese"per indicare"l'Italia" o  il "nostro Paese": si tratta di espressioni emotivamente asettiche, come guardare con distacco, da lontano, il
proprio Paese.

Antonio Ferrin

modena marzo 2014

Antipolitica


Si parla di antipolitica quando, in maniera strumentale, si vogliono demonizzare i Cittadini che, esasperati, contestano ai politici furberie e ruberie perpetrate ai danni del Paese.
Così la politica è sorda e cieca di fronte al magma di sfiducia e rabbia che monta e ribolle nella società, e che
infine potrebbe dilagare e travolgere tutto e tutti.

A.Ferrin

gennaio 2014