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libreria di zurau

martedì 9 giugno 2015

Senza meta ma determinato

Mi reco al Palazzo dei Musei per rivedere la Galleria Estense riaperta dopo riparazione e restauro dei danni causati dal terremoto di 3 anni orsono.
Prima di percorrere via Vittorio Veneto dove è la Galleria, ho sostato da Tamara in via Albinelli per fare colazione e dare un'occhiata al giornale, quindi ho raggiunto l'ingresso  della Galleria: c'è una buona affluenza di pubblico.
L'ascesa agli ambienti sontuosi del quarto piano è alquanto impegnativa per chi, come me, è reduce
da un recente ricovero in ospedale.
La scalinata monumentale di Marmo parte dal piano terra al livello del Lapidario, notevole raccolta di
resti lapidei e monumenti funerari della Modena (Mutina) romana, e già questa merita una visita attenta; pannelli descrivono caratteristiche e contenuti della Galleria Estense, senza però precisare che
la più parte delle opere esposte provengono da Ferrara, perché seguirono le vicende degli Estensi (ramo cadetto) che erano stati costretti a trasferire la capitale del Ducato a Modena nel 1590, e come era in uso negli anni in cui i Principi erano padroni di uomini e cose, avevano "traslocato" con tutto
il loro tesoro.
Fortunatamente Ferrara non fu spogliata del tutto: la Ferrara monumentale, grazie al governo della Chiesa subentrato, restò bellissima e impareggiabile.

Modena maggio 2015

lunedì 4 maggio 2015

Surrenectomia robotica


Dopo quattro giorni di degenza, sono uscito dal Sant'Agostino; sono quasi un frequentatore abituale
delle Sale Operatorie: lo spazio è illuminato di una luce bianca e fredda proveniente da una potente lampada scialitica , e disseminato di carrelli in acciaio di ogni misura che contengono strumentazione e apparecchiature elettroniche.
La Sala è già affollata da una decina almeno di infermiere, di aiuto, di assistenti e tecnici addetti alle
macchine e alla "preparazione" del paziente su cui operare: intervengono a ondate su dettagli logistici
e via via nel controllo e predisposizione di quanto è necessario nelle varie fasi dell'intervento, come gli apparati utili nella terapia intensiva per la gestione delle funzioni vitali.
Osservo con molta curiosità quello che accade intorno a me, pongo domande tecniche, e mi indicano
infine il Robot le cui appendici telescopiche sono protese in avanti, e che la dott.ssa Piccoli, seduta alla consolle di comando e coadiuvata dai suoi assistenti,  manovrerà con precisione (spero) nel mio corpo  .
Sono quasi tutte donne e, chissà perché, trasmettono serenità e sicurezza; è molto presto e io sono il
primo operando della mattinata, le ragazze sono infagottate per ripararsi dal freddo che riduce la Sala in cella frigorifera, e poiché anche io ho freddo, inseriscono sotto il telo che mi copre, un tubo che
soffia aria calda.
I preparativi sono sempre più stringenti, avverto che si avvicina il momento in cui il narcotico farà
effetto e allora piomberò nel sonno.
Parlo di musica con un'assistente dell'anestesista che, benché molto giovane, ama la musica classica,
e ne sono felice, quindi si avvicina una signora che intuisco sia la responsabile anestesista, leggo il suo nome, Centonze, sul cartellino fissato al camice verde, e ne chiedo la provenienza: per un attimo è sorpresa e sorride, ma risponde che è Leccese.                                                                                  All'avambraccio sinistro hanno inserito una cannula in cui già scorre una parte di anestetico; l'ultimo mio ricordo prima del sonno è quello dell'assistente che avvicina una sorta di mascherina alla mia bocca, ma non ricordo l'operazione dell'intubazione. Non ho notato la Piccoli che, evidentemente, farà la sua apparizione nel campo operatorio quando tutto sarà pronto e i componenti la squadra al completo saranno al loro posto, attenti a eseguire il proprio compito con movimenti coordinati e precisi.
A un tratto recupero i primi barlumi di coscienza, realizzo che due o tre persone mi chiamano ripetutamente; io respiro con difficoltà, e poiché fatico a respirare autonomamente, mi incoraggiano quasi fossi un bambino, aiutandomi anche con la respirazione assistita.
Infine mi acceca ancora la luce bianca e intravedo i volti dei medici e delle infermiere.
Non sono ancora del tutto lucido, ma sono felice di essere in piena luce e riudire le voci concitate ma
sicure di quanti mi attorniano.
Sono consapevole che questi professionisti eseguono numerosissimi interventi che spesso diventano
abituali e ripetitivi, e tuttavia, per il semplice paziente profano, il tutto ha del miracoloso senza esserlo perché il tutto è dovuto a professionalità ricche e preziose unite a tecnologie sofisticate, e
l'insieme di queste componenti fanno l'eccellenza della struttura in cui sono.
Ora, a mente serena, penso ai precedenti grossi interventi chirurgici cui sono stato sottoposto nel corso della mia vita; la ricucitura del tendine di Achille nel 1997 a opera del Prof. Monteleone: nell'occasione una grande leggerezza dell'anestesista( la mancata visita preanestesia) espose la mia vita a un reale, fatale rischio.
Intervento al Giunto pielo-uretrale nel 2000 a opera del Prof. Artibani, preceduto invece da una visita di preanestesia completa e soddisfacente eseguita dalla stessa anestesista incaricata, una bionda avvenente della quale non ricordo il nome

Antonio Ferrin

05-05-2015



Sette brevi lezioni di fisica

Sette brevi lezioni di fisica  ( di Carlo Rovelli)


Ho finito di leggere il libro di Rovelli, un libro denso e chiaro in cui l'autore mostra una grande
capacità di sintesi nella materia, di per se vastissima e complessa, che è la fisica.
Vi affronta i temi che affascinano da sempre l'umanità nella sua ricerca sui fenomeni fisici che
possano spiegare l'Universo, la Terra, e la presenza dell'uomo sulla terra.
Ciò che ricavo dalle argomentazioni del Fisico, è la persistenza di un mistero incommensurabile
del quale siamo tutti parte; in altri termini, con tutta la speculazione scientifica e filosofica più rigorosa, nonostante gli indubbi successi della ricerca, ci ritroviamo ancora lontani e ai margini
del nucleo che può contenere la verità cui tanto aspiriamo.
Possiamo solamente lavorare come piccole formiche, lavorare con umiltà, consapevoli che la verità non è disponibile, e che pertanto sono velleitari ogni trionfalismo e dogmatismo.

Antonio Ferrin

Maggio 2015

martedì 28 aprile 2015

BANALITA' DEL MALE

05-febbraio 2015



Banalità del Male



Siamo a cavallo del "Giorno della Memoria", in giorni disseminati di documenti, dibattiti, films e
dichiarazioni che grondano retorica, troppa retorica, e per quanto si dica che questa commemorazione
riguarda non solo le vittime ebree, ma anche zingari, omosessuali, minorati nel fisico e nella mente,
nonché gli oppositori politici, è evidente che il 95% della comunicazione è occupata da quella che si
occupa degli Ebrei.
Ma ciò non mi sorprende: gli Ebrei della diaspora , Stato di Israele e Sionismo dispongono di un grande potere economico e mediatico a livello mondiale, con cui condizionano la politica di molti
Stati a tutti i livelli, e perciò capaci di determinare decisioni a loro favorevoli.
Non si spiega altrimenti il fatto che Israele, vinta la guerra dei sei giorni(1967), abbia perseguito da allora una politica di occupazione spietata delle terre arabe, precludendo la creazione di uno Stato Palestinese indipendente, politica che configura il malcelato disegno di un Grande Israele, Paese in
cui la componente araba avrebbe una posizione subalterna. E' la politica del "fatto compiuto" basata
sulla forza e il sostegno appunto degli interessi globali di USA e del Potere economico dei grandi
potentati.
Israele giustifica la sua politica in Palestina considerando la sua stessa esistenza di Stato Ebreo come
risarcimento per le persecuzioni subite, e qui non si può non fare notare che il prezzo e peso di questo
risarcimento viene imposto ai Palestinesi che sono incolpevoli.
Dunque in questi giorni ho rivisto film e documentari importanti che hanno appunto come filo
conduttore la persecuzione e lo sterminio degli Ebrei, e quei fatti sono abitualmente identificati come
il "Male Assoluto" perpetrato dal popolo tedesco ai danni del popolo ebraico.
Ma Hanna Harendt, ebrea e tedesca, contesta questa teoria perché il "male assoluto" implica una
vittima sola, unica, innocente, ma dove è il colpevole? E l'innocente? Ci si addentra in un terreno
minato disseminato di ipocrisia, falsità, manicheismo e dogmatismo, fonti di nuovi "mali assoluti".
La verità è che sul banco degli accusati può e deve esserci l'Umanità, la nostra umanità, noi tutti, poiché tutto il male è prodotto dagli uomini, solidalmente.
Pertanto la Harendt ritiene che la Shoah sia "Male Assoluto" nella stessa misura in cui tutto il
male prodotto dagli uomini ai danni di altri uomini venga definito "Male assoluto".
In difetto di ciò solo l'ipocrisia è "Assoluta"

Antonio Ferrin

venerdì 19 dicembre 2014



     La ragazza è immobile, le mani giunte, davanti alla rosa rossa che spunta solitaria
     tra il fogliame della siepe, poi rapidamente avvicina la bocca al fiore e lo bacia.
   
     A.Ferrin
     Modena 05/11/2004

giovedì 27 novembre 2014




Ricordare                                                                                     Respiro
                                                                                              

                                                                                                     Sono tornato
Un prato verde                                                                             nella stanza
una pietra bianca                                                                          vuota
Vorrei dimenticare                                                                       dove muri bianchi
Voglio ricordare                                                                           rimandano
Non voglio dimenticare.                                                              il respiro
                                                                                                     come rantolo
                                                                                                     estremo.
                                                                                                 
Antonio Ferrin                                               
Modena                                                                                        Antonio Ferrin
                                                                                                     Modena




da "Promesse" 1992





               SULLA RENA

 
               Sulla rena di fuoco
               riposa
               attende
               che l'ultimo sole
               declini
               Vince il torpore
               la brezza di mare
               e lei sorge
               con occhi assenti
               che vuol sognare
               ancora.


                Antonio Ferrin
                Modena 1992


                da "Promesse" 1992

 NEVE

Una coltre
la notte
ha disteso.
Ombre vaghe
nella via
limacciosa.
Fanciulli muti
nel biancore
che sfugge.

1992


VENTO CALDO

Vento caldo
d'autunno
scuote le fronde
e tremolano
Come maestose
vanesse si librano
le foglie ingiallite
che poi stremate
cadono
crepitano
nel turbine di vento.

da Promesse 1992