Pubblicità, tema di discussione e confronto di moda negli anni del boom economico, argomento che ci faceva lambire i vertici dei massimi sistemi. Oggi, a.d.2026, nessuno scrive o parla di Pubblicità. Abbiamo lottato per ridurne diffusione e pervasività , assicurare correttezza e veridicità, ideando anche un codice di autoregolamentazione per i creativi e gestori del settore. Ma invano. Ci siamo arresi e abbiamo rinunciato alla lotta al grido del "liberi tutti", e così il serraglio è stato spalancato, liberando imbonitori, parolai e i più pericolosi tra i falsi predicatori e venditori di fumo. E' un gioco triste, quasi sadomasochistico osservare la pubblicità propinata dai mezzi di comunicazione pubblici e privati, ma non se ne parla: digeriamo tutto perché siamo sempre più onnivori e "resilienti", (abusando di neologismi di moda). E' vero che intorno a noi tutto cambia, ma ci adeguiamo con troppa disinvoltura e allegria, quasi fossimo a una scampagnata, rischiando così di buttare via tutto, anche il "bambino con l'acqua sporca". E se il nostro entusiasmo e capacità di essere liberi li utilizzassimo invece per alleviare i gravi, endemici problemi che affliggono gran parte della Terra?
Modena, 2/9/2026
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