Gira e rigira, la mente è sempre occupata dallo stesso rovello: il mistero in cui siamo immersi senza riuscire a venirne a capo. Noi umani operiamo, pensiamo, sogniamo in uno stato d'apnea, a occhi aperti senza sapere perché. E tuttavia, viviamo grazie a una fonte di energia incommensurabile alla quale tutto è dovuto e che ci ostiniamo a indagare. Frughiamo la realtà che ci circonda, ci arrampichiamo sugli specchi, ma infine dobbiamo accettare il mistero che il nostro compito è unicamente quello di sottostare alla legge della natura, quella di vivere e morire. D'altra parte la vita è meravigliosa quanto ineffabile e sfuggente: ne cogliamo i frutti migliori che poi ci sono inopinatamente sottratti, e viviamo questo come pura crudeltà. Ciò nonostante, l'esperienza ci suggerisce di vivere la vita come un bene prezioso, generoso e gratuito, sempre nostro e con noi, ovunque siamo, o saremo. Per pura coincidenza, guardo un documento sulla figura di Francesco d'Assisi (sono 800 anni dalla sua morte), e penso che anche nel 3°millennio egli rappresenti un esempio perfetto di vita vissuta con pienezza. E' un uomo del suo tempo, ma privilegiato rispetto alle masse che vivevano con poco o nulla, e tuttavia compie il gesto di dire no a tutto per farsi povero tra i poveri.
Modena, 30/9/2026