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libreria di zurau

giovedì 11 luglio 2013

libertà e realtà


modena maggio 2013



L'uomo non era parte di "cerchie" politiche, religiose o amicali, e ciò

per un radicale rifiuto di regole e convenzioni, un rifiuto che nasceva

da un impulso istintivo alla ribellione, sempre libero da ogni calcolo

e considerazione, di opportunità e di opportunismo.

Ma nel tempo scoprì che la "libertà", dopo un' iniziale, illusoria ebbrezza, 

priva l'uomo di ogni difesa e corazza nella temeraria lotta per la vita.


Poiché l'uomo, infatti, non può bastare a se stesso, e il pensarlo è da stolti!

antonio ferrin

Giugno 2013




Noto già una certa continuità fra il "Presidente incaricato" Bersani e Letta che 
infine è riuscito a insediarsi.
Mi riferisco alla metamorfosi che i politici mostrano quando si avvicinano o
entrano nelle stanze del potere: sono meno determinati, più possibilisti verso
tutto e tutti, e così i propositi sono sfumati, i tempi di realizzazione si dilatano e i progetti iniziali si trasformano in miraggi.
Modena, 10-07-2013









Tutti delegittimano tutti, le istituzioni più importanti perdono la capacità di governare; i cittadini, i clan e i gruppi di potere sono ridotti a disputarsi le briciole rimaste dopo il banchetto allestito per quei pochi che in ogni caso riusciranno a "cadere in piedi".
Il tessuto connettivo dell'Italia è sfilacciato, ormai senza identità: i pezzi pregiati della nostra economia sono acquisiti dal capitale estero a prezzi di saldo e i nostri eletti in Parlamento offrono di se spettacoli incresciosi. 
Infine il nuovo Papa scorrazza in Italia assumendo iniziative discutibili, quasi a volere surrogare un potere italiano vacante: il Papa argentino non avrebbe tanta libertà nel suo Paese (infatti non gli sarebbe concessa).   

Antonio Ferrin
Modena


Andreotti è morto



E' triste leggere i commenti di tanti cittadini che scrivono cose indicibili e prive di umanità anche nei momenti di lutto.
L'ignoranza è madre di ogni aberrazione morale e umana; chi ha detto che la morte è un mistero così grande e imperscrutabile, che dovrebbe indurre l'uomo, se non alla riflessione, alla pietà?
Antonio Ferrin
modena
11 Giugno 2013

Perché il Presidente Napolitano ha ricevuto Silvio Berlusconi? Per "meriti giudiziari"? O perché il Cavaliere, in grado di affossare il Governo, usa il suo potere di interdizione per ottenere il laticlavio di Senatore a vita che lo metterebbe al riparo da ogni turbolenza giudiziaria?
Con buona pace delle migliaia di detenuti in attesa di giudizio, e di quelli in carcere per avere "rubato la mela".
Cordialità.
Antonio Ferrin
Modena

martedì 21 maggio 2013

Troppa insipienza e rare virtù
terminato il clamore elettorale dominato da troppa insipienza e rare virtù, non ci resta che sfinimento e scoramento  per la nostra Italia. Ora, oltre che piangere, possiamo e dobbiamo sperare di disintossicarci dai veleni che ci hanno e ci  siamo propinati, e quindi perseguire una convivenza che ci salvi... tutti!

 Antonio Ferrin
 Modena
 macferrin@tin.it

LA BEFFA



La beffa


Mi sveglia la voce sintetizzata che al telefono mi annuncia le sette. Non amo indugiare tra le lenzuola, e infatti distendo gambe e braccia e mi alzo mentre lei resta immobile.
La guardo, ma è invisibile tra il lenzuolo e i capelli lunghi. Non dico nulla, non voglio svegliarla e, d'altra parte, perché parlare? Per litigare ancora? Per questo vado nel bagno più lontano per non disturbarla.
Ritorno in camera, con prudenza e in silenzio mi rivesto quando un pensiero improvviso, la mia Carta di Credito, mi costringe, mio malgrado, a svegliarla perché mi dica dov’è finita. Devo dire che, nonostante i nostri rapporti siano tempestosi, siamo quasi separati in casa, abbiamo un c/c cointestato e la canaglia, lei, mi sottrae spesso la Carta per le sue “uscite” che definisce gratificanti e compensative delle sue frustrazioni.
Dunque, devo guardarla in faccia e affrontarla. Mi avvicino a lei e la scuoto leggermente, poi con più forza e insofferenza ma nulla, non risponde. Allora le scopro il viso che appare diafano e ancora assopito, ma non è assopito, è di una rigidità sospetta, di una estraneità inquietante: è morta! Ho desiderato la sua morte mille volte, ho trascorso notti insonni alle prese con le mie elucubrazioni mentali nel tentativo di concepire il delitto perfetto, sognando di liberarmi della sua presenza persecutoria e di un rapporto ormai distruttivo.
Ora sono qui, seduto sul bordo del letto, svuotato di energie, confuso, e la guardo che sembra riposare, placata nella sua lontananza.
Eh no! Le dico, mentre monta in me, incontrollato, un grumo di delusione e rabbia, questa è l'ultima carognata che mi fai. Così le dico guardandola disperatamente, ma nella folle speranza che reagisca alla mia aggressione, che socchiuda gli occhi e apra la bocca in un lungo sbadiglio. Ma è un’attesa inutile: il suo viso, che il rigor mortis sempre più modella in maschera grottesca, ha un che di sprezzante e derisorio per lo stato di impotenza e stupore in cui sono.
Sono così disorientato quando il trillo del telefono mi sveglia e, ancora insonnolito, sento la sua voce inconfondibile che senza grazia grida il mio nome, Ermanno svegliati! Sono le sette!
Infine sono sveglio, siedo sul letto e sono preda di tristezza e gioia.
Antonio Ferrin
modena