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libreria di zurau

giovedì 19 marzo 2026

11 SETTEMBRE 2001

Leggo la copia anastatica del CORRIERE DELLA SERA che riporta l'attacco alle Torri gemelle del WTC di New York del giorno precedente; ecco alcuni titoli di quel giorno, apparsi sul quotidiano italiano ritenuto il più attendibile e professionale della stampa italiana. "i sopravvissuti calpestavano i neonati", "è il giorno del giudizio", "Wall Street resta chiusa, paura nelle borse europee", la telefonata di un ostaggio "hanno solo dei taglierini", "gli Arabi: applausi e feste per le strade di Beirut e Gerusalemme", "Berlusconi incontra Ciampi e rilancia lo scudo stellare", e ancora: "ho visto decine di persone lanciarsi dalle finestre" "la Potenza vulnerabile", "il nemico invisibile", "siamo tutti americani", "attacco all'America e alla civiltà", "il più grave atto di guerra dal 1945", "forse ventimila morti sotto le macerie", "il mondo sconvolto e paralizzato". Enfasi e sensazionalismo cui indulgono tutti i mezzi di comunicazione, anche i più equilibrati, a dimostrazione che l'attacco alle Torri aveva provocato enorme emozione. La copia del Corriere del 2001 che spulcio, offre un'immagine della realtà  sconfortante che turba; si sperava che le cose potessero migliorare, invece nulla è cambiato. Dopo 25 anni dall'attentato alle Torri, la conflittualità tra i vari Paesi e fra gli uomini è sempre più diffusa, le autocrazie aumentano di numero e anche le democrazie più consolidate mostrano rischiose regressioni (vedi USA). Gli USA non  smettono di "vendicarsi" perché sono preda della sindrome dello "sceriffo", insomma vogliono fare gli "sceriffi e giustizieri della Terra". Date queste premesse, è difficile essere ottimisti. La copia anastatica del Corriere riporta alla cruda realtà dei nostri limiti, i limiti della nostra Specie. Non riusciamo a fare un vero salto di qualità: cadiamo, ci rialziamo e ricadiamo senza soluzione di continuità, e soprattutto non facciamo tesoro delle nostre esperienze. Come criceti siamo spinti nel moto perpetuo della ruota credendo sia un gioco, e invece ci giochiamo la vita. 

Modena, 19/3/2026    


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