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libreria di zurau

domenica 29 marzo 2026

RIMBALZELLO

Giocavamo a rimbalzello, ma senza sapere che così era detto il gioco che facevamo: bastava procurarsi  sassi piatti e levigati, lanciarli "di piatto" sulla superficie di acque quiete dello stagno, di un canale, o di una lanca di palude o di mare, e gareggiare fra noi per fare giungere il sasso il più lontano e con più salti sullo specchio d'acqua. Non avevamo giocattoli, e perciò era necessario crearli con l'inventiva e la fantasia che certamente non difettava: allora, con materie prime raccogliticce avevamo infine tutto il corredo necessario per giocare "ai cow boy" "alla guerra", e le bambine "alla mamma" con bambole e bambolotti, nonché ricavare un monopattino da una stecca di legno con ruotine di gomma piena o con cuscinetti a sfera che raccattavamo presso i rottamai ferrosi. La fantasia era inesauribile: era il gioco della vita, quella dei grandi, senza conoscerne però le implicazioni meno idilliache o edificanti cui saremmo andati incontro, ma che indagavamo tuttavia con metodo, forse lo stesso metodo empirico che l'uomo ha sempre utilizzato. Ricordo che dal nulla, in cantine o solai, allestivamo rudimentali e ingenue rappresentazioni teatrali: da dove nasceva tanta inventiva che ci stupiva e riempiva? Perché l'avventura, quello spirito si è inaridito? Forse l'umanità produce il meglio di sé nella sua giovinezza, quella dell'innocenza?                                                                                                    

29/3 ore 19; oggi, complice una domenica che non riserva nulla di gioioso, cerco di proseguire nelle mie libere associazioni (o elucubrazioni) mentali. L'occasione mi è data da fatti di cronaca che si mostrano ai miei occhi, producendo amarezza anche in chi(come me) è ormai lontano dai luoghi più "sensibili" dove le passioni sono ancora vive e laceranti. Ovviamente mi riferisco alle passioni umane, proprie dei comuni mortali, i quali ripetono i gesti di sempre: innamoramento, stanchezza e tradimento, evasione e fuga dalla realtà, un iter in cui tutti soffrono, e sono nello stesso tempo innocenti e colpevoli.

Modena, 29/3/2026

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