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libreria di zurau

domenica 31 maggio 2026

DAY HOSPITAL

Sono rientrato dal Day Hospital dopo una giornata di grande tensione, tensione ricorrente causa i molti problemi procurati dalla mia pelle; Annabella mi è stata vicina e, come spesso accade, nel breve ricovero ho visto quanto diffusa e dolorosa sia la vita umana, ovvero quale lotta sostiene l'umanità per vivere, sì, per strappare alla natura brandelli di vita nonostante la crescente fragilità dei nostri corpi che faticano nel loro cammino. Le ore di attesa nelle astanterie per controlli e interventi terapeutici, sono anche pause di decantazione per ansie diffuse che affiorano raramente, e per contro si indugia sugli episodi famigliari che  provocano il sorriso, o si ascolta empaticamente la "via crucis" del vicino perché ricalca la storia di tutti.  Ho la percezione molto forte di un epilogo imminente, e sono in attesa, anche se, nello stesso momento,  scopro(solo ora?) l'ineffabile bellezza della vita, e ciò rende più drammatica la separazione da essa, vita  capace di donarti energie sovrumane, sentimenti e slanci eroici. Il rammarico è di non avere "vissuto"  appieno, di avere tradito promesse e impegni. Ma infine l'ho scampata anche questa volta: è la natura che decide quando e come togliere il disturbo. E per dirla con Ungaretti: "la morte si sconta vivendo".

Modena, 30/5/2026   

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