Lo riconosco, non riesco ad accettare e quindi applicare le regole del "politically correct", o meglio, penso che il proposito di applicarlo sia in se lodevole, ma che sia problematico e spesso ambiguo se non impossibile. Infatti è un esercizio di grande equilibrismo che rischia di trasformarsi in vera ipocrisia. D'altra parte è una fatica improba muoversi nei meandri della Lingua senza urtare l'amor proprio e la sensibilità di chi ci è più o meno vicino. E' vero che la vita di relazione in società deve necessariamente essere ordinata e regolata da norme condivise, ma quali sono i limiti per non scadere in rapporti falsi che possono risultare più ingannevoli e nocivi di un'autentica verità? A questo tema unisco l'ormai capillare diffusione degli Smart tra giovani e anziani; non più tardi di questa mattina, in un locale cittadino, ho notato una mamma con due bimbi seduti a un tavolino: la mamma assorta a digitare il suo portatile, i bimbi, a loro volta intenti a pigiare più velocemente sui loro strumenti, erano catturati dalle immagini e colori. Non una parola ho udito provenire da madre e figli. Voi direte che non c'é niente di nuovo sotto il sole ed è vero, ma vivere in diretta trasformazioni sociali così veloci è inquietante: dopo le cripto valute, tutto verrà criptato? Gli algoritmi regoleranno anche il nostro respiro? Temo che alla base di queste fumisterie (le mie) vi sia un equivoco tutto mio, che cioè donna e uomo siano veramente liberi. No! Siamo eterodiretti: la Natura sì, è libera e innocente. A noi umani è consentito solamente giocare con le idee, la tecnica e sue applicazioni.
Modena, 3/9/2026
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