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libreria di zurau

domenica 20 giugno 2021

SAMAN

Siamo scandalizzati dalla vicenda Saman? Inorriditi per la sua morte certa provocata da suoi famigliari? Non dovremmo. Il delitto (di questo parliamo) è maturato nel clima cupo di una cultura religiosa ancora primitiva che ha forgiato costumi refrattari ai cambiamenti, cultura religiosa che come ogni altra cultura religiosa è portatrice di ideali altissimi che devono fare i conti con la dura realtà.                          Saman è stata sacrificata sull'altare dell'ortodossia e intolleranza religiosa: la 18enne pakistana era musulmana, ma la sua morte è significativa e riguarda la "corruzione" e la deriva che subiscono ormai tutte le culture dogmatiche che si dicono portatrici di verità assolute.                                                          Questo processo ha interessato anche il cristianesimo che con intolleranza e oscurantismo ha "governato" i suoi fedeli: è il travaglio che l'umanità deve sperimentare per guadagnare la libertà.             Si tratta di processi di trasformazione socio culturali lunghi e dolorosi, che è troppo facile definire frutto di ignoranza e sottocultura, e qui non è il caso di atteggiarsi a esseri superiori poiché tutti abbiamo dovuto attraversare, e attraversiamo tutt'ora, il deserto. Mi riferisco al Diritto di Famiglia che regolava la nostra vita sociale: norme che contemplavano il "delitto d'onore", non separazione né divorzio fra i coniugi, e la patria potestà retaggio della famiglia patriarcale                                                Non dimentichiamo inoltre che il processo evolutivo di cui siamo soggetto/oggetto richiede tempi ben più lunghi della nostra vita:  i cambiamenti sono impercettibili ma costanti, fra progresso e regressione. Ancora oggi, nella società in cui viviamo, e che definiamo affluente e moderna dobbiamo, nostro malgrado, contendere i nostri angusti spazi di vita in un'atmosfera sempre più conflittuale con le Istituzioni e i poteri sempre più pervasivi che vogliono comprimere e reprimere la nostra libertà.            Pertanto penso alla povera Saman, al suo retroterra culturale, a lei che ha intravisto un Terra nuova, la nostra, promessa di libertà (!?), ne ha vissuto le contraddizioni più laceranti e fatali, fino alle estreme conseguenze.

A.Ferrin                                                                                                                                                        modena, 21/6/2021 

lunedì 17 maggio 2021

PUBBLICO & PRIVATO

Da febbraio ho fatto una esperienza alquanto singolare: sono stato ricoverato nei due Ospedali pubblici di Modena, il Policlinico e Baggiovara, e nella clinica privata Hesperia, sempre a Modena                      Tutto ciò non per mia volontà, ma costretto da malanni improvvisi e imprevisti; più volte ho avuto occasione di esprimermi sul sistema sanitario italiano, sistema misto diviso tra pubblico e privato. Avevo esperienza diretta solo del pubblico, ma non ho mai avuto dubbi che il servizio pubblico fosse superiore al privato, anche perché ne facevo una questione di principio: nella società moderna e complessa in cui viviamo è giusto che i servizi fondamentali diretti alla cittadinanza siano gestiti dallo Stato, e tra i servizi annovero la Sanità, la Scuola, e tutti i servizi pubblici che dovrebbero essere sottratti al privato per garantire l'interesse della collettività.  Pertanto ho vissuto per pochi giorni in questa clinica privata "accreditata" e perciò assimilata al S.S.N    (Servizio Sanitario Nazionale), con il risultato che le convenzioni stipulate fra le parti consentono alle "accreditate" di conservare lo status privatistico, e vendono all'Ente Pubblico il servizio sanitario erogato ai cittadini. Per me sono evidenti le storture di questo sistema di mezzadria applicato alla sanità: il "privato" affronta il rischio di impresa costruendo un nuovo ospedale, vende il proprio servizio al pubblico a prezzi di mercato, perciò si finanzia, incassa i profitti e valorizza l'investimento. Senonché "pubblico e privato" non competono alla pari nel mercato della Sanità. Infatti il privato non è gravato dai vincoli istituzionali cui è soggetto il pubblico, e così può gestire in libertà e "in economia", col risultato che la sua gestione  risulterà più virtuosa di quella pubblica. Nella mia breve esperienza ho notato subito alcune differenze più o meno evidenti: nel pubblico il personale più numeroso ( che può sembrare sovradimensionato), nel privato il personale sembra inadeguato alle necessità: nel primo caso c'è il rischio dello sperpero di risorse e della scarsa produttività, nel secondo quello dello sfruttamento degli stessi lavoratori.                                    Nelle strutture è tangibile la diversa filosofia aziendale che le ispira: l'efficientismo finalizzato alla massima economia ( e profitto) nel privato, l'atmosfera più distesa nel pubblico; non saprei dire come questi diversi approcci influiscano sulla qualità del servizio, poiché eccellenze e carenze sono (forse) equamente distribuite ma, d'altra parte, nel privato si avverte di più la presenza del "padrone"; alla Hesperia vige un regolamento interno molto rigido, una rigidità a volte ingiustificata.                      Detto in altri termini, nel privato è tangibile la realtà dell'istituzione "totale", la stessa di una caserma, di un collegio, e di ogni comunità "chiusa".                                                                                                  La diatriba tra pubblico e privato si riduce infine a disputa ideologica, disputa che tuttavia determina scelte politiche ed economiche le cui conseguenze ricadono sui cittadini.                                    A.Ferrin                                                                                                                            modena,17/5/2021   

lunedì 10 maggio 2021

VOLENTI O NOLENTI

Rientro in ospedale perché sia completata l'indagine alle mie coronarie, indagine già consigliata nel precedente ricovero a Baggiovara; dovrebbe essere cosa di poco conto (dicono), ma non si sa mai: entri in ospedale e non sai quando, e come ne esci. Ero peraltro riluttante a sottopormi al nuovo ricovero perché sfinito dal precedente, ma sottrarsi alle cure sembra irragionevole anche a me che affiderei volentieri alla Natura il mio destino, rinunciando così agli espedienti dilatori di un destino già scritto.    D'altra parte l'Umanità è campione di "lotta per la vita", cioè di contendere alla morte anche un estremo brandello di vita, e a ogni costo! E' la tragedia di cui siamo, volenti o nolenti, protagonisti: la Natura dona la vita ed elargisce generosamente i suoi beni, ma ha già disegnato un percorso obbligato per tutto ciò che esiste, percorso in cui non possiamo intervenire.                                                                              Pertanto sono sereno perché ricordo anche il vecchio Epitteto che affermava vita e morte non essere nella disponibilità degli uomini.                                                                                                                    A.Ferrin                                                                                                                                            modena, 10 maggio 2021


giovedì 18 marzo 2021

LOTTA CONTINUA

 Sono stato dimesso dall'Ospedale: i ricoveri precedenti sono lontani ricordi non paragonabili a quest'ultimo in cui ho rischiato la vita; sono così entrato nel novero di quanti devono convivere con le bizze del proprio apparato cardio circolatorio. Nonostante la tempestività e l'eccellenza dei Sanitari che sono intervenuti, ricordo confusamente di essermi inoltrato nella "terra di nessuno", abitata da paure e da desiderio di quiete. Non ho raggiunto la quiete, ma piuttosto nuove sofferenze nell'interminabile conflitto che la vita ingaggia con la morte. Pertanto, anche se debilitato nel fisico, devo vivere perché la natura così vuole: non siamo padroni in casa nostra! Sono grato al personale OSS e alle Infermiere che insieme sono la struttura portante della Sanità italiana, ma sospetto che la loro opera non sia adeguatamente valutata e riconosciuta. La relativa lunga degenza mi induce a  considerazioni, o domande retoriche cui accenno brevemente; i "Protocolli", cartine di tornasole e punti di riferimento dei Sanitari, possono costituire limiti oggettivi alla ricerca e alla creatività, e nello stesso tempo pregiudicare il dialogo fra medico e paziente, condizione integrante della stessa terapia?

A.Ferrin,                                                                                                                                                        modena 19/3/2021  


venerdì 5 febbraio 2021

DRAGHI

 Non riesco a credere a ciò che vedo e sento: nelle sabbie mobili in cui siamo, e dove siamo stati spinti dagli irresponsabili dei governi Conte, governi di cui 5Stelle, Lega e PD sono stati protagonisti.              Protagonisti che mostrano di non aver capito la gravità del marasma in cui siamo, e infatti all'invito di Mattarella di sostenere il tentativo di Draghi a formare il nuovo governo, rispondono con sicumera: sì, vedremo, forse.                                                                                                                                          Nel 2018 noi italiani abbiamo affidato il governo del Paese al populismo, ovvero, la "pancia del Paese" ha scelto l'impreparazione e il dilettantismo per amministrare un popolo di 60 milioni di anime.              Si dirà che questa è la democrazia: la democrazia è un sistema perfettibile lo so, ma è necessario che gli attori in scena siano tutti motivati da una tensione ideale, che non si adattino al piccolo cabotaggio rappresentato dalla gestione utilitaristica e miope del potere. La condizione per realizzare questo obiettivo è comunque quella che gli stessi attori siano preparati allo svolgimento del compito affidato, e che a guidarli sia il "senso dello Stato" che spesso manca.                                                                          A.Ferrin                                                                                                                                                          modena, 2/2/2021

27 GENNAIO


Ennesimo "Giorno della Memoria" che cade oggi: è una sorta di tassa applicata a tutta l'Umanità che deve ricordare l'eccidio degli ebrei perpetrato dal nazismo durante la Seconda Guerra Mondiale; è giusto? Sbagliato?                                                                                                                                          Non entro nel merito perché il tema è, o è stato, ampiamente dibattuto, pertanto mi limito a porre il quesito se sia opportuno che, dopo 75 anni, il Cittadino sia gravato ancora di questa tragedia.        D'altra parte vi sono molte altre emergenze umanitarie più attuali che richiedono l'impegno della società moderna: è necessario elencarle? La fame e le diseguaglianze economiche e sociali, la competitività fra gli Stati, il dissesto geologico e il deterioramento dell'ambiente in cui viviamo, e infine(non in ordine di importanza) i conflitti locali e tribali che provocano milioni di vittime.                                                 Gli Ebrei e l'antisemitismo? Oggi Israele è un Paese forte e fiorente (vanta anche l'arma atomica), ha messo a frutto il risarcimento che la comunità mondiale gli ha riconosciuto per l'eccidio subito: non basta? Per quanti anni ancora gli Ebrei pensano di potere lucrare per ciò che hanno subito? Si dedichino anch'essi all'aiuto dei meno abbienti di cui pullula la Terra, mettano a disposizione la loro intelligenza e tecnologia per aiutare la crescita economica in Paesi meno fortunati, non mostrino un vittimismo ormai immotivato.                                                                                                                                                  Si obietta che il ricordo della Shoah ha un valore simbolico per mantenere vivi gli ideali che dovrebbero alimentare e nutrire la convivenza fra gli esseri umani, evitando così il ripetersi di tragedie simili; sono d'accordo, ma allora perché usare l'Olocausto e non altri Genocidi di cui è disseminata la storia moderna? Perché fare una scelta divisiva in cui c'è un solo popolo responsabile del "male assoluto", e un altro vittima sacrificale? Una scelta manichea che rifiuto perché manichea, una scelta ingiusta che contiene i germi di future ingiustizie; infine sono consapevole che la storia è scritta dalle Potenze e dai gruppi sociali dominanti, una realtà alla quale non possiamo che adeguarci. 

A. Ferrin                                                                                                                                            modena 28/1/2021                                                                                                                                                              

 


mercoledì 6 gennaio 2021

I CARBONARI


Si ritrovano nottetempo in luoghi segreti, lontani da tutto e da tutti: confabulano, dibattono o cospirano? Sono ideali e nobili fini a motivarli per il comune benessere, o semplici interessi di bottega? I Cittadini invece si arrovellano circa le decisioni che scaturiranno, e sono in ansia ma anche rassegnati a subire le decisioni del potere. Sì, ci sarà qualche mugugno e insofferenza, ma infine prevarrà la granitica logica del Potere, ma ciò che rende granitico il potere costituito è il disinteresse del popolo, per non dire la sua passività! Perché il Governo si convoca in tarda serata e termina le sedute a notte fonda?                          Perché non lavora alla luce del sole? Perché i Cittadini non possono assistere in diretta ai lavori? Mancano forse i mezzi di comunicazione di massa? No, ne abbiamo a bizzeffe, e sono usati senza risparmio quando conviene ai governanti.                                                                                         L'unica verità plausibile è che il Cittadino non deve essere testimone dell''eventuale "mercato delle vacche"; ma, anche in assenza di mercimonio, il distacco tra istituzioni e popolo è funzionale alla perpetuazione del potere.                                                                                                                              Il Potere vuole sudditi, non Cittadini.                                                                                                            modena, 30/12/2020