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libreria di zurau

giovedì 7 marzo 2019

CHIESA - CASTITA' - PEDOFILIA

Ho visto il film "Spotlight" che denuncia lo scandalo della pedofilia esploso nella Diocesi americana di Detroit; il Cardinale McCarric, già vescovo di Waschington, privato della porpora e ora ridotto allo stato laicale.
Ora è nelle sale il film francese "Grazie a Dio"che affronta lo stesso problema il cui teatro è
la Francia con il suo clero: il cardinale Barbarin, arcivescovo di Lione è stato condannato per avere
coperto abusi su boys scout.
Nei giorni precedenti è stato condannato il Cardinale australiano Pell, perché implicato di persona in
reati di pedofilia.
L'attivismo di Bergoglio, a proposito del fenomeno pedofilia nella Chiesa,  è meritorio ma a mio parere tardivo e non risolutivo.
Il fenomeno è legato al voto di castità richiesto a religiose e religiosi di ogni Ordine almeno da mille anni: ( questo obbligo non è richiesto a Ortodossi e Protestanti), è un impegno sempre difficile da rispettare per uomini e donne che convivono in comunità chiuse, per una scelta inizialmente
consapevole, frutto di uno slancio ideale di superamento dei limiti umani, ma che spesso non regge nel tempo, e alle sollecitazioni della stessa natura umana.
Inoltre, nella dottrina e morale cattolica è molto forte (e lo era ancora di più in passato) il concetto di "tentazione/peccato/ contrizione/ perdono", un iter in cui il confessionale è la panacea di ogni male, il "refugium peccatorum" dei cattolici, per i quali i fari di orientamento, e ancora di più per i postulanti, sono la purezza della Vergine Maria che ha "concepito" senza peccato, la purezza di San Giuseppe e la Perfezione di Gesù che, con il Padre e lo Spirito Santo, sono i capisaldi nella  formazione religiosa di quelle comunità.
Il paradosso è che il culto della Madonna, donna e vergine angelicata, onorata con dogmi di fede che ne hanno fatto oggetto di culto, culto che quasi supera quello dovuto alla Trinità.
Tutto ciò, complici la Genesi e la catechesi, ha inevitabilmente posto in uno stato di inferiorità le donne, indicate come fonte di ogni male e tentazione e questa, forse, è una delle cause dell'antica misoginia che persiste nella chiesa.   
Inoltre spiegherebbe perché l'esercizio della sessualità e relative degenerazioni siano da sempre fenomeni carsici che episodicamente affiorano in superficie, e del perché le gerarchie della Chiesa "fanno muro" per difendere principi e ideali assoluti, che sono ammirevoli se, e fino a quando, sono frutto di libera scelta.
E non si comprende l'omertà in materia, né del perché questo tema non sia dibattuto adeguatamente
nella Chiesa.
E' vero che questi argomenti riguardano una religione "rivelata" in cui tutto è materia di fede, una
dottrina dogmatica, e come tale intoccabile, ma tutto cambia come cambiano donne e uomini.
A.Ferrin
modena, 07/3/2019

AMARELA


Amarela, annoiata e distratta, sfogliava una vecchia rivista abbandonata sullo scaffale del ripostiglio;
era decisa a riordinare quell'angolo buio della casa, ormai ricettacolo di cose inutili: leggicchiava e curiosava qua e la, ma la mente vagava altrove, i pensieri correvano come nuvole alte sospinte dal vento.
Voleva fare ordine senza capire da dove iniziare, quasi avesse tra le mani un groviglio di fili di cui non scorgeva capo e coda, e allora si fermava cercando di fare mente locale.
Qual'era il pensiero, o i pensieri che la turbavano? Lei era una donna nel pieno della maturità, bella e
desiderabile, anzi desiderata, e non solo dal suo uomo e, come  le donne veramente belle, era apparentemente ignara della sua bellezza, la mostrava senza ostentarla, e la naturalezza ne accresceva il fascino.
Dalle finestre spalancate sul retro della casa giungeva l'eco di voci allegre: discendevano il pendio con il ponentino che carezzava il grano maturo solcato dai bambini seguiti dalle urla del contadino.
Oltre il poggio erano le crete con anfratti aridi e impervi che si inoltravano in terre desolate, quasi terra di misteri che a grandi e piccoli incuteva rispetto.
Aria cielo e terra erano in uno stato di grazia, momenti che si vorrebbero sospesi e immutabili nel tempo, ma questo procede incurante di noi che dobbiamo vivere le stagioni della vita come debito da
pagare.
Amarela era forse presa da pensieri che raramente la sfioravano, quando udì una voce stridula e acuta
salire dal cortile del caseggiato, unita al vociare confuso del crocchio di donne che si era aggrumato intorno alla donna che strepitava, e nel clamore credette di percepire il suo nome gridato a tutto fiato.
Amarela, signora Amarela, e qui dava più forza e tensione alle corde vocali: Amarela! Perché non ti affacci alla finestra?
I tuoi vicini devono sapere che sei una femmina ruba mariti, che sei senza vergogna e fai schifo!
Vergognati! E faceva il gesto di sputare in faccia.
Amarela aveva già socchiuso gli scuri, e solo una sottile lama di luce filtrava a rischiarare la camera;  dalla fessura scrutava il cortile dove la donna tradita, circondata dai curiosi, inveiva con offese, parolacce, nonché minacce dirette all'amante, e non si capiva se tutto fosse frutto dell'orgoglio ferito o dell'invidia per la riconosciuta avvenenza di Amarela che, scioccata e turbata dall'irruzione di quella  che osava violare e mettere in piazza la sua vita privata, decise di reagire e rompere l'assedio.
Prese la calibro 12 custodita nel cassettone, armò la doppietta e si appostò alla finestra: era esasperata e determinata a farsi giustizia.
Prese la mira e indugiò alquanto per controllare la tensione e il tremore che la scuoteva: quando fu
sicura di se e dell'obiettivo, le canne sputarono due rose di pallini che investirono leggermente solo
un innocente cane randagio: il calibro delle cartucce era tarato per  passeri e tordi, e a causa della  eccessiva distanza, i pallini non fecero danni irreparabili.
Si levarono urla isteriche e frasi indicibili rivolte alla finestra di Amarela, seguite dal caotico fuggi fuggi generale, e solo la donna tradita non si mosse: se ne stava ritta con gli occhi di fuoco in mezzo
al cortile, continuando a sciorinare le offese che leggeva sul foglio che aveva nascosto nel reggiseno, 
Amarela invece si era rincantucciata nell'angolo opposto alla finestra da cui riusciva a percepire le litanie di offese senza fine che la donna le indirizzava dal cortile: cominciò a temere e pianse per se,
per il marito, per la loro vita, mentre tutti i presenti, curiosi e parenti, in attesa dei Carabinieri, si          dilungavano sulle responsabilità degli attori.
Ma i Carabinieri non si fecero vedere, perché in realtà nessuno si era presa la briga di chiamarli, e fu
un bene perché, non essendoci scappato il morto, tutto rientrò nel conto delle liti di cortile, nelle quali tutti hanno da perdere o guadagnare: era il tacito accordo a non stravolgere l'equilibrio precario in cui
la comunità poteva sopravvivere.  
Infine la vicenda si ridusse a pettegolezzo dei "si dice", "hai sentito?", cioè in quel polverone del
chiacchiericcio che annoia e sarà presto dimenticato.
Amarela invece dovette elaborare l'accaduto e ripararne i cocci, anche con un travaglio interiore che, oltre a curare le ferite dell'anima e del corpo, fu necessario per salvare il salvabile del matrimonio.
Abbandonò cieche speranze e illusioni, e infine venne il momento del chiarimento con il suo uomo.
I due ritrovarono una certa serenità con il desiderio di amarsi ancora, e un giorno egli le disse, tra il serio e il faceto: la prossima volta ricorda di usare cartucce caricate a pallettoni!
A.Ferrin
modena, 7/3/2019
     




giovedì 21 febbraio 2019

Amor sacro e Amor profano


Cantico dei Cantici di Re Salomone

Mi abbeveri di baci la tua bocca
Perché il tuo amore inebria più del vino

E' bello il tuo profumo respirare
Il tuo nome è un unguento penetrato

Dalle vergini sacre sei amato
Risultati immagini per estasi di santa teresa del Bernini                      Estasi di santa Teresa d'Avila
                                                                                (G.Lorenzo Bernini)                 

Trascinami con te nella tua corsa                                       

Nelle tue stanze fammi entrare o re
Dove godremo e avremo gioia insieme
Inebria il tuo amore più del vino
Le amanti desiderose

Come sei bella amica mia come sei bella
                                                                                             
Hai per occhi colombe                                                                         

Come sei bello e caro amico mio

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Sono i primi versi del Cantico dei Cantici, tradotto da Guido Ceronetti
Gli esegeti discutono se questo testo biblico abbia carattere religioso o laico, io propendo per il testo
laico di un'umanità e bellezza ineguagliabile e, in quanto tale, di significato universale.
Ma esprime molto bene anche l'esperienza ineffabile della relazione mistica con la Divinità.
A.Ferrin                                                     
modena, 22/2/2019

mercoledì 20 febbraio 2019

STELLE CADENTI


Sono sempre stato interessato alla vita politica italiana: a dieci anni mi vedo spettatore a un comizio
dei primi anni cinquanta.
La piazza era colma di cittadini, gli altoparlanti diffondevano gli inni dei Partiti e gli oratori usavano
toni eccitati per arringare la folla: ero piccolo ma percepivo intorno a me partecipazione, eccitazione,
quasi un'aria di festa popolare, e infatti da poco era finita la guerra con l'esito disastroso per noi, ma
c'era anche la felicità dei sopravvissuti e la speranza che il Paese si sarebbe risollevato dalle macerie.
Ricordo il clima di tensione ideale che albergava nella gente e che sprigionava una corrente positiva
che i vicini riconoscevano e facevano propria.
Quindi la lunga stagione dei governi democristiani, ai quali si affiancarono alternativamente i Partiti
laici e i socialisti; abbiamo vissuto il grande "miracolo"economico, l'ora buia del terrorismo, e le
ricorrenti crisi depressive nell'economia, la "guerra fredda" e il rischio nucleare, la lotta alle mafie e all'endemica corruzione nel pubblico e nel privato, nel cui ambito è cresciuta a dismisura un'evasione
fiscale incontrollato.
Eravamo bambini, ora siamo anziani, i figli sono cresciuti e sono alle prese con problemi che noi
credevamo non dovessero affrontare e, invece, i problemi sono più gravi per le nuove generazioni:
l'uomo è, deve essere, ottimista per natura, ma la vita insegna che l'uomo è sempre uguale a se stesso.
Molta acqua è passata sotto i ponti (alcuni di questi non hanno resistito al tempo e alle incurie): sono
cambiate la società, la politica, e nuovi soggetti politici sono apparsi sulla scena: il tutto esito delle
inevitabili trasformazioni sociali intervenute nel frattempo.
Fra le molte novità, la nascita di un "movimento" sui generis, sedicente campione di democrazia, nato
da una galassia di stelle nane; alcune di esse, sfuggite alla gravità, sono precipitate sulla Terra, in Italia, dove ci ritroviamo i 5 Stelle, i quali con le loro bizzarrie, che recano danni, ci deliziano anche
con esibizioni esilaranti degne del peggiore avanspettacolo.
Esemplare a questo proposito la vicenda Diciotti, per la quale dovrebbe essere giudicato il Ministro
Salvini, ma che la base popolare del movimento (50000 votanti) vuole sottrarre ai Giudici naturali.
Ieri sera ho assistito alla trasmissione di Lilly Gruber, che ospitava il Ministro Bonafede, lo scrittore
Carofiglio e il giornalista Sallusti.
Non da oggi io chiamo Bonafede=Malafede perché mi sembra più appropriato: il suo parlare è così
contorto, elusivo ed evasivo, levantino e leguleio, che supera in pochezza anche Conte, Di Maio, Di Battista e Toninelli; si dice che questa sia la politica: Macchiavelli si rivolta nella tomba e invita a ricordare una certa nobiltà della politica.                                           
A.Ferrin
modena, 20/2/2019

sabato 16 febbraio 2019

CAMPANE


Scienziati, genetisti, geriatri ed esperti della vita umana, mi dicono che sono entrato, con mio grande stupore, nella "Terza Età": come considerare questa notizia? Bella notizia di un traguardo raggiunto?  O il primo rintocco di una campana che suona "a morto?.
Non me ne curo, e nelle ore che il giorno mi concede, continuo a dedicarmi alle piccole cose della quotidianità, sempre ricordando il motto di chi disse: voglio morire "vivo!"
Oggi i ragazzi non ci sono perché Annabella è convalescente dopo l'intervento chirurgico subito, e
Chiara è accanto a Salvatore colpito dall'influenza.
Pertanto mi dedico alle faccende domestiche, quelle che un tempo erano dette donnesche, ma questa
definizione vale meno oggi che i due sessi convergono a un'omologazione, in cui i confini dei ruoli  sono permeabili, per cui, sempre più le donne sono androgine, e gli uomini femminilizzati. E' un bene
o un male? Mah!
Mi dedico alla lettura: ho leggiucchiato qua e la, dalle Opere Latine di Dante circa la Lingua Volgare,
e le sue Lettere indirizzate ai Potenti del suo tempo, o alla lettura di quotidiani in cui trovo notizie
di nuove scoperte scientifiche e applicazioni tecnologiche a opera di giovanissimi ricercatori italiani, insomma cerco di occupare come posso il tempo disponibile nelle attuali circostanze.
In serata mi reco al cinema Astra dove sono interessato al film "La Favorita", che narra le vicende di Anna Stuart, regina di Gran Bretagna dal 1702 al 1714.
E' un film ben fatto e molto bello: con i fasti e gli intrighi di Corte, narra le debolezze di donne e uomini, ( Anna ha avuto 18 gravidanze, molti aborti e, fra i pochi nati, uno ha vissuto 7 anni) la libertà di costumi e la morale elastica, caratteristiche di monarchie ancora assolute ( Anna era dedita
al piacere saffico, e si circondava di Dame "favorite" che se la disputavano).
Il film mostra anche le origini e il perché dello splendore e longevità della monarchia inglese.
E' difficile scegliere la migliore fra le tre grandi attrici protagoniste del film:
Olivia Colman-Emma Stone-Rachel Weisz.
A.Ferrin
modena, 16/2/2019

venerdì 8 febbraio 2019

ORME




Immagine correlata


Un'orma
due orme
tre orme                                                       
mille
sulla rena
l'onda pura
rovina
dell'uomo

A.Ferrin
modena, 8/2/2018

                                     

domenica 3 febbraio 2019

MEMENTO MORI



La mia edicola è chiusa per turno, e così raggiungo quella di Sara, vicina alla chiesa di san Faustino e Giovita; percorro via Giardini, e in prossimità della rivendita c'è un extracomunitario di colore che,
timidamente, saluta e tende la mano.
Faccio la strada a ritroso e davanti alla chiesa staziona un'altro nero, giovane e aitante, che spesso "esercita" avvicinando i fedeli che entrano ed escono dalla parrocchia, o i passanti che devono usare il marciapiede antistante.
Questo questuante ha un modo di operare tutto suo: è un'entusiasta, avvicina i parrocchiani, li saluta  e abbraccia, pieno di cordialità e ammiccamenti, e con un sorriso a 36 denti, insomma con servilismo e piaggeria.
Avvicina anche me: buona domenica papi, nonno, auguri, ride e si avvicina sempre più, io mi ritraggo
dico grazie e cerco di proseguire dicendogli: mi disturba (dandogli del lei), per tutta risposta borbotta
qualcosa di incomprensibile e, indicandomi uno dei manifesti funebri affissi alla bacheca, dice: presto anche tu finirai così.
A.Ferrin
modena, 03/02/2019