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libreria di zurau

mercoledì 7 febbraio 2024

RIMOZIONE

E' un'opinione suffragata da molta letteratura che tratta dei temi e dei problemi propri della nostra umanità. Prendo lo spunto da quella che ritengo una semplice constatazione: i rapporti sociali sono basati sulla comunicazione verbale e non verbale, pubblica e privata, oltre a infiniti altri fattori che determinano la nostra convivenza. Tuttavia la comunicazione verbale esplicita, fra tutte le altre, è la meno importante ( o meglio, la meno diretta e immediata) perché è frutto di una complessa elaborazione psicologica che, insieme ai vari "paletti" imposti dalla vita in comune, ne condiziona autenticità e veridicità, e d'altra parte risponde anche alla necessità di tutelare la stessa Società dagli eccessi di noi umani. Da qui la necessità della "rimozione": dobbiamo reprimere, nascondere sentimenti che possano turbare l'equilibrio nelle relazioni sociali, e questo processo ci costa molto perché reprime le nostre emozioni più profonde: dobbiamo fare i conti con la materia torbida e ancestrale della nostra natura, e pertanto all'occorrenza simulare, eludere o negare.

Modena, 7/2/2024

giovedì 1 febbraio 2024

SIGNORA SEGRE

La signora Segre afferma di non dovere difendere Israele per il suo operato in Palestina, dove è in atto un vero genocidio perpetrato a danno dei palestinesi, e ciò perché, secondo l'anziana ma attivissima testimonial dell'ebraismo, la vicenda non è paragonabile alla shoah. Quale ipocrisia! Ciò conferma che gli Ebrei vogliono essere considerati le uniche vittime del "male assoluto"! Ovvero le vittime per antonomasia, mentre le stesse loro comunità della diaspora sono, nei fatti, quinte colonne della politica israeliana. Tutto ciò è ingiusto, anche perché i palestinesi non hanno santi in paradiso: nessuno cementerà "pietre d'inciampo" per essi. E' inquietante che una sopravvissuta dell'olocausto non riesca a manifestare pietà per i civili morti della Palestina (26mila).

modena, 1/2/2024




giovedì 25 gennaio 2024

PALESTINA

Il 27 prossimo è il giorno della memoria per ricordare l'Olocausto degli ebrei: movimenti filo palestinesi e pacifisti hanno programmato una manifestazione per la pace e indipendenza della Palestina; Israele non la vuole e chiede al nostro governo di vietarla. Questa pretesa è inaudita: il popolo ebreo, già perseguitato e oggetto di un genocidio a opera del Nazismo, vuole impedire che un altro popolo, altrettanto vittima di ingiustizia e cattività, possa ottenere libertà e indipendenza. E' possibile che gli ebrei vittime, possano a loro volta diventare carnefici? Sì, lo sono da 75 anni, e vogliono mantenere questo status quo, perché il loro progetto (non più recondito) e di creare un Grande Israele che inglobi la Palestina. Il progetto è realizzabile grazie al sostegno economico e militare di cui gode ( Diaspora e USA), mentre il  fronte arabo è diviso e più povero. Ma perché ripetere ciò che anche i sassi sanno? Israele sarà "vittima" in eterno.

Modena, 25/1/2024 


martedì 23 gennaio 2024

TERESA

E' toccato a Teresa: se n'è andata a causa di complicazioni da Covid contratto mentre era a Bari per le  festività natalizie. Era un'amica comune in una compagnia ristretta che nel tempo aveva diradato la  frequentazione: raramente le compagnie resistono all'usura del tempo, complici anche i dissidi per l'inevitabile volubilità degli esseri umani. Con Paola mi sono recato al "Terracielo" di Modena  dove è allestita la camera ardente, e domattina ci sarà il funerale presso la parrocchia di Montale per  proseguire nel cimitero locale dove l'amica riposerà accanto ai genitori. Terracielo è una struttura adibita ai servizi funerari (ne sono sorte in tutta Italia): qui Teresa non è visibile perché i trasporti funebri sono consentiti solo con cofani sigillati. Con Paola, cerchiamo il locale dove è Teresa: gli  ambienti sono eleganti, molto curati e corredati di un salottino adibito a visite e sosta dei visitatori, tutto vero, e tuttavia marmo e acciaio creano un'aria gelida accentuata dal silenzio totale. La corte centrale è limitata da una sorta di chiostro che su due piani contiene le "celle", quella di Teresa è denominata "Le  Palme". Non è la prima volta che visito questa struttura, ma non ci si abitua, e infatti l'ambiente, nonostante la ricchezza e bellezza, incute timore e rispetto. Sappiamo tutti che questo è il nostro destino anche se, ovviamente, non spingiamo né vogliamo "saltare la fila". Ora, vicino al cofano di Teresa, raccolgo i pensieri e vorrei rivedere il suo viso, ma la mia non è curiosità, né penso che il suo viso irrigidito possa svelare il mistero della morte. Sono immobile per lunghi minuti a osservare la cassa di legno nuovo e lustro, accanto a Connie, la sorella affranta e triste.                                                        Ciao Teresa.

Modena, 23/1/2024 

sabato 20 gennaio 2024

BRONSON

 Il piccolo Bronson di 2 anni era raggomitolato ai piedi del suo papà, deceduti, il padre 60 enne forse a causa di un infarto, il bambino senz'altro di stenti. Li hanno ritrovati solo il 9 gennaio perché nessuno aveva avvertito della loro assenza (la madre con altri 2 figli vive separata). Il tutto nell'Inghilterra del nord, un Paese del nostro Continente, un Paese "civile" dove però un quinto della popolazione vive in povertà. Grosso modo è la stessa percentuale di povertà assoluta presente in Italia. Non riesco a distogliere gli occhi dall'immagine di Bronson apparsa sul giornale: è bellissimo ma già segnato dalle ristrettezze in cui ha vissuto la breve vita. Sono straziato e disperato, ma anche impotente al cospetto di questa realtà, mentre nella stessa Inghilterra il popolo trepida per la condizione postoperatoria di Kate e per la prostata del Re. Corro il rischio di dire insane e vane parole: l'indignazione non ci costa, e d'altra parte siamo tutti impegnati nella lotta della, e per la vita

Modena, 20/1/2024

giovedì 11 gennaio 2024

FAMIGLIE

La scrittrice Michela Murgia è scomparsa da alcuni mesi e si parla del suo ultimo libro postumo: "Dare la vita". Vi è ribadita la sua ideologia sulla famiglia: la famiglia "queer" allargata e non basata su legami di sangue, vantando così il merito di "scegliere" figli, senza volere o dovere generarli. Con tutta la migliore volontà qualcosa mi sfugge; inoltre, mentre vuole tutelare i diritti dei non consanguinei, stigmatizza la violenza, il mito e la retorica della famiglia tradizionale! Famiglia che io definisco semplicemente "naturale", frutto della nostra umanità e, in quanto tale, certamente perfettibile. Siamo al paradosso: le scelte etiche personali si traducono nel sovvertimento delle leggi di natura, scelte in cui c'é il desiderio, o il tentativo, di razionalizzare anche l'irrazionale. Ma siamo ormai abituati a questo andazzo, cioè di mettere in discussione tutto secondo i propri desideri e convenienze, purtroppo ignari (o consapevoli?) dei rischi insiti in quella che può essere definita come deriva inarrestabile verso il caos.

A. Ferrin                                                                                                                                                          Modena, 11/1/2024

 

lunedì 8 gennaio 2024

MA, NON CAPISCO, ERA COSI' AFFABILE...

Così rispondono i vicini di casa all'intervistatore che si precipita quando accadono tragedie in    famiglia; è di oggi il fatto raccapricciante di una giovane mamma che si lancia dall'alto con la sua bimba fra le braccia: la bimba è deceduta mentre la donna è ricoverata in fin di vita. E i vicini ripetono sempre le stesse parole: siamo esterrefatti, chi l'avrebbe detto, oh poverine; il problema è sempre questo: siamo attoniti, non capiamo e brancoliamo smarriti. Siamo usciti dalle festività natalizie in cui abbiamo ingannato noi stessi e il prossimo celebrando riti stantii ma funzionali alla fabbrica dei sogni e di ogni illusione che ci aiutino a vivere. Nel nostro intimo sappiamo che la nostra è pura follia ma siamo impotenti: lo spettacolo deve continuare! La donna che sacrifica se stessa con la figlia di 5 anni, è un semplice accidente sul quale non è il caso di indugiare, pur essendo straziati dal dolore? Oppure è solo frutto avvelenato dell'irrazionalità? Il problema è che la cronaca non si sofferma sulla donna ma sentenzia: lei è una dei tanti, presto dimenticati, che non ce l'hanno fatta, che gettano la spugna. Non riusciamo o non vogliamo pensare al suo tormento. Nella disperazione e infelicità, la solitudine era la sua sola compagnia.               

A. Ferrin                                                                                                                                                        Modena, 8/1/ 2024