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libreria di zurau

giovedì 21 febbraio 2019

Amor sacro e Amor profano


Cantico dei Cantici di Re Salomone

Mi abbeveri di baci la tua bocca
Perché il tuo amore inebria più del vino

E' bello il tuo profumo respirare
Il tuo nome è un unguento penetrato

Dalle vergini sacre sei amato
Risultati immagini per estasi di santa teresa del Bernini                      Estasi di santa Teresa d'Avila
                                                                                (G.Lorenzo Bernini)                 

Trascinami con te nella tua corsa                                       

Nelle tue stanze fammi entrare o re
Dove godremo e avremo gioia insieme
Inebria il tuo amore più del vino
Le amanti desiderose

Come sei bella amica mia come sei bella
                                                                                             
Hai per occhi colombe                                                                         

Come sei bello e caro amico mio

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Sono i primi versi del Cantico dei Cantici, tradotto da Guido Ceronetti
Gli esegeti discutono se questo testo biblico abbia carattere religioso o laico, io propendo per il testo
laico di un'umanità e bellezza ineguagliabile e, in quanto tale, di significato universale.
Ma esprime molto bene anche l'esperienza ineffabile della relazione mistica con la Divinità.
A.Ferrin                                                     
modena, 22/2/2019

mercoledì 20 febbraio 2019

STELLE CADENTI


Sono sempre stato interessato alla vita politica italiana: a dieci anni mi vedo spettatore a un comizio
dei primi anni cinquanta.
La piazza era colma di cittadini, gli altoparlanti diffondevano gli inni dei Partiti e gli oratori usavano
toni eccitati per arringare la folla: ero piccolo ma percepivo intorno a me partecipazione, eccitazione,
quasi un'aria di festa popolare, e infatti da poco era finita la guerra con l'esito disastroso per noi, ma
c'era anche la felicità dei sopravvissuti e la speranza che il Paese si sarebbe risollevato dalle macerie.
Ricordo il clima di tensione ideale che albergava nella gente e che sprigionava una corrente positiva
che i vicini riconoscevano e facevano propria.
Quindi la lunga stagione dei governi democristiani, ai quali si affiancarono alternativamente i Partiti
laici e i socialisti; abbiamo vissuto il grande "miracolo"economico, l'ora buia del terrorismo, e le
ricorrenti crisi depressive nell'economia, la "guerra fredda" e il rischio nucleare, la lotta alle mafie e all'endemica corruzione nel pubblico e nel privato, nel cui ambito è cresciuta a dismisura un'evasione
fiscale incontrollato.
Eravamo bambini, ora siamo anziani, i figli sono cresciuti e sono alle prese con problemi che noi
credevamo non dovessero affrontare e, invece, i problemi sono più gravi per le nuove generazioni:
l'uomo è, deve essere, ottimista per natura, ma la vita insegna che l'uomo è sempre uguale a se stesso.
Molta acqua è passata sotto i ponti (alcuni di questi non hanno resistito al tempo e alle incurie): sono
cambiate la società, la politica, e nuovi soggetti politici sono apparsi sulla scena: il tutto esito delle
inevitabili trasformazioni sociali intervenute nel frattempo.
Fra le molte novità, la nascita di un "movimento" sui generis, sedicente campione di democrazia, nato
da una galassia di stelle nane; alcune di esse, sfuggite alla gravità, sono precipitate sulla Terra, in Italia, dove ci ritroviamo i 5 Stelle, i quali con le loro bizzarrie, che recano danni, ci deliziano anche
con esibizioni esilaranti degne del peggiore avanspettacolo.
Esemplare a questo proposito la vicenda Diciotti, per la quale dovrebbe essere giudicato il Ministro
Salvini, ma che la base popolare del movimento (50000 votanti) vuole sottrarre ai Giudici naturali.
Ieri sera ho assistito alla trasmissione di Lilly Gruber, che ospitava il Ministro Bonafede, lo scrittore
Carofiglio e il giornalista Sallusti.
Non da oggi io chiamo Bonafede=Malafede perché mi sembra più appropriato: il suo parlare è così
contorto, elusivo ed evasivo, levantino e leguleio, che supera in pochezza anche Conte, Di Maio, Di Battista e Toninelli; si dice che questa sia la politica: Macchiavelli si rivolta nella tomba e invita a ricordare una certa nobiltà della politica.                                           
A.Ferrin
modena, 20/2/2019

sabato 16 febbraio 2019

CAMPANE


Scienziati, genetisti, geriatri ed esperti della vita umana, mi dicono che sono entrato, con mio grande stupore, nella "Terza Età": come considerare questa notizia? Bella notizia di un traguardo raggiunto?  O il primo rintocco di una campana che suona "a morto?.
Non me ne curo, e nelle ore che il giorno mi concede, continuo a dedicarmi alle piccole cose della quotidianità, sempre ricordando il motto di chi disse: voglio morire "vivo!"
Oggi i ragazzi non ci sono perché Annabella è convalescente dopo l'intervento chirurgico subito, e
Chiara è accanto a Salvatore colpito dall'influenza.
Pertanto mi dedico alle faccende domestiche, quelle che un tempo erano dette donnesche, ma questa
definizione vale meno oggi che i due sessi convergono a un'omologazione, in cui i confini dei ruoli  sono permeabili, per cui, sempre più le donne sono androgine, e gli uomini femminilizzati. E' un bene
o un male? Mah!
Mi dedico alla lettura: ho leggiucchiato qua e la, dalle Opere Latine di Dante circa la Lingua Volgare,
e le sue Lettere indirizzate ai Potenti del suo tempo, o alla lettura di quotidiani in cui trovo notizie
di nuove scoperte scientifiche e applicazioni tecnologiche a opera di giovanissimi ricercatori italiani, insomma cerco di occupare come posso il tempo disponibile nelle attuali circostanze.
In serata mi reco al cinema Astra dove sono interessato al film "La Favorita", che narra le vicende di Anna Stuart, regina di Gran Bretagna dal 1702 al 1714.
E' un film ben fatto e molto bello: con i fasti e gli intrighi di Corte, narra le debolezze di donne e uomini, ( Anna ha avuto 18 gravidanze, molti aborti e, fra i pochi nati, uno ha vissuto 7 anni) la libertà di costumi e la morale elastica, caratteristiche di monarchie ancora assolute ( Anna era dedita
al piacere saffico, e si circondava di Dame "favorite" che se la disputavano).
Il film mostra anche le origini e il perché dello splendore e longevità della monarchia inglese.
E' difficile scegliere la migliore fra le tre grandi attrici protagoniste del film:
Olivia Colman-Emma Stone-Rachel Weisz.
A.Ferrin
modena, 16/2/2019

venerdì 8 febbraio 2019

ORME




Immagine correlata


Un'orma
due orme
tre orme                                                       
mille
sulla rena
l'onda pura
rovina
dell'uomo

A.Ferrin
modena, 8/2/2018

                                     

domenica 3 febbraio 2019

MEMENTO MORI



La mia edicola è chiusa per turno, e così raggiungo quella di Sara, vicina alla chiesa di san Faustino e Giovita; percorro via Giardini, e in prossimità della rivendita c'è un extracomunitario di colore che,
timidamente, saluta e tende la mano.
Faccio la strada a ritroso e davanti alla chiesa staziona un'altro nero, giovane e aitante, che spesso "esercita" avvicinando i fedeli che entrano ed escono dalla parrocchia, o i passanti che devono usare il marciapiede antistante.
Questo questuante ha un modo di operare tutto suo: è un'entusiasta, avvicina i parrocchiani, li saluta  e abbraccia, pieno di cordialità e ammiccamenti, e con un sorriso a 36 denti, insomma con servilismo e piaggeria.
Avvicina anche me: buona domenica papi, nonno, auguri, ride e si avvicina sempre più, io mi ritraggo
dico grazie e cerco di proseguire dicendogli: mi disturba (dandogli del lei), per tutta risposta borbotta
qualcosa di incomprensibile e, indicandomi uno dei manifesti funebri affissi alla bacheca, dice: presto anche tu finirai così.
A.Ferrin
modena, 03/02/2019
                                                                             

martedì 29 gennaio 2019

RIME

Rime che
grondano                                                                                   
nostalgia                               
malinconia
tu dici
Conosci                                               
poesia                                                                           
felice?
Poesia canta
gioia e dolore
vagito                                       
di bimbi
lamento di                                                                                                 
vecchi canuti
distilla lacrime                                                                       
fatica e tormento       
Canta
amore e vita
illusori trastulli.

A.Ferrin                                                                                                                                                modena, 30/1/2019       
                                                       
                     
                                     

domenica 27 gennaio 2019

LIMENTANI


Risultati immagini per foto della shoah



Pietro Limentani dormiva della grossa, e sua moglie Olga, che non tollerava il suo ronfare che richiamava il frastuono di una segheria, aveva già lasciato il letto coniugale per rifugiarsi nel lettino che era stato della loro figlia Ada.
Quella notte Limentani, rigirandosi fra lenzuola e coperte, non si sa perché, avvertito il vuoto al suo fianco, accese la lucina sul comodino, con fatica sedette sul letto e infilò le ciabatte: si diresse nel soggiorno, evitando così la cameretta in cui si era rifugiata Serafina.
Nell'uomo era insorto, improvviso, il desiderio del cicchetto cui a volte cedeva volentieri: versò due
dita di amaretto in uno dei piccolissimi bicchieri di cristallo nei quali i vecchi offrivano i liquori multi colori e preziosi fatti in casa, e versavano il liquido ambrato, di smeraldo o di rubino con la stessa e studiata lentezza con cui gli ospiti lo centellinavano.
Quindi Limentani si lasciò cadere sulla poltrona, impugnò il telecomando e accese il televisore che
proiettava vecchi documentari sulla Shoah: si era infatti in prossimità del "giorno della memoria",
l'anniversario del 27 gennaio del '45, giorno in cui l'Armata Rossa fece irruzione nel Campo di Auschwitz, liberò gli internati sopravvissuti, e trovò molti cadaveri che risultò fossero parte di un immane genocidio, fra i più grandi della storia.
Pietro non aveva gran voglia di rivedere scene viste e riviste ma tant'è, non avendo sonno, volle vedere cosa gli avrebbero propinato: si trattava di una lunga intervista concessa da Simon Wiesenthal
negli anni '70, intervista in cui parlava del Centro Wiesenthal di Vienna, da lui fondato per la ricerca
dei criminali nazisti sfuggiti alla giustizia alla fine dell'ultima guerra mondiale.
Molte delle cose dette da Wiesenthal si sanno da molto tempo, ma non sapevo che gli austriaci, in
rapporto alla popolazione, superassero gli stessi tedeschi nel numero di criminali ricercati per i delitti
contro gli ebrei: svaniva ai miei occhi l'immagine bucolica del contadino pastore dedito alle vacche che pascolano in ameni prati.
La stessa famiglia di Wiesenthal aveva sofferto deportazione e prigionia, e tuttavia egli afferma che la ricerca incessante dei nazisti non sia dovuta a spirito di vendetta, ma piuttosto alla ricerca della giustizia; a questo proposito aggiunge che egli, in quanto ebreo, può perdonare solo il male ricevuto,
e non può perdonare tutto il male arrecato al popolo ebraico.
Ricordo il processo a Eichmann, accusato di aver organizzato lo sterminio nei Lager, e che fu per ciò condannato a morte dalla giustizia israeliana, ma non saprei dire ora quanto incise lo spirito di vendetta degli ebrei rispetto alla ricerca della giustizia.
Israele polemizzò anche con gli scritti di Hanna Arendt, ebrea tedesca che, a proposito di Eichmann e
del genocidio degli ebrei, contraddisse la tesi che la Shoah fosse il "male assoluto ", sostenne invece  la tesi che fosse un'aspetto della "banalità del male" non riconducibile a pochi autori, o solamente al popolo tedesco, e infatti nella storia umana sono innumerevoli gli episodi di "male assoluto", frutto di
responsabilità collettive propri della natura umana e, in quanto tale, ricorrenti.
Evidente, peraltro, l'abisso che corre fra ebraismo e cristianesimo: quest'ultimo con il suo concetto di carità e perdono fu veramente rivoluzionario; lasciamo perdere quando e quante volte i cristiani siano
riusciti a perdonare, e comunque a essere coerenti con la propria fede.
Limentani avvertì la stanchezza, non ne poteva più di questi temi che erano ormai ossessivi e inutilmente laceranti; ne ricercava le motivazioni, ma non ne trovava che di pretestuose per perpetuare l'odio e la vendetta, origine di nuovi, infiniti lutti; d'altra parte chi non auspica che la violenza sia sradicata nell'uomo? Ma questa è una domanda retorica e frutto di una concezione
idealistica o semplicemente velleitaria, poiché la sua natura (la natura umana) è costituita da un groviglio di istinti primordiali, e fra questi la fanno da padrone l'istinto di sopravvivenza, la lotta e l'aggressività per la supremazia e il dominio che cultura e civiltà non riescono a controllare.
L'uomo, ormai stordito dall'alcol e dal sonno al quale cercava di resistere, vagava fra sonno e veglia:
era un ebreo con lontani parenti ebrei disseminati in Europa, e alcuni di essi avevano subito anche persecuzioni ma, in un sussulto di lucidità, chiese a se stesso: nel giorno della memoria, nei fatti, si
enfatizza sopra tutto lo sterminio dei sei milioni di Ebrei a opera dei nazisti, e che ne è degli altri milioni di vittime fra "i diversi come gli LGBT", i Sinti e i Rom, i Testimoni di Geova, gli oppositori politici, internati militari, e i portatori d handicap?
Triste e appesantito dall'angoscia, lasciò la poltrona, spense le luci e si infilò nel letto: non udì il respiro di Olga, né altri rumori nella notte.
A.Ferrin
modena, 27/gennaio/2019