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libreria di zurau

lunedì 15 aprile 2019

BUK




Chiostro delle Colonne in S.Pietro















Oggi ho trascorso la mattinata nel Chiostro grande del Monastero benedettino di San Pietro, dove si
tiene il Buk Festival in cui espone la piccola (direi la minuscola) Editoria italiana.
Questo, detto "Chiostro delle colonne", con altri ambienti attigui, è stato dismesso dall'Abazia e utilizzato per eventi vari, culturali e sociali.
Ora vi si entra da un nuovo ingresso che introduce in una grande sala conferenze dove sono distesi
i banchi degli espositori, banchi sistemati anche sotto il grande Porticato intorno alla corte centrale.
C'è una ressa incredibile: gli spazi sono angusti e poiché piove, espositori e visitatori si accalcano e
si muovono con difficoltà.
Io definisco questa, la fiera delle speranze o delle illusioni, senza volerne sminuire il valore che, anzi,
vi aleggia l'entusiasmo di neofiti o di chi ha già pubblicato libri "auto-prodotti", che sono fuori dai
circuiti di vendita significativi (editori importanti e librerie) ; non è semplice emergere da questo anonimato perché il mercato è dominato da un ristretto numero dei editori, e il gran numero di autori
deve sperare di farsi notare, che un suo testo sia accettato e promosso da un grande Stampatore, e qui
entrano in gioco anche la buona sorte e le capacità "politiche" dello stesso scrittore.
E' tuttavia bello incontrarli e parlare dei loro libri, scoprire l'entusiasmo che mettono nel loro impegno e, anche se le loro dichiarazioni e prefazioni sono autoreferenziali, mostrano una grande
determinazione e fede nei propri mezzi; vi sono autori giovanissimi: ho incontrato un tredicenne che,
accompagnato dalla mamma, è giunto da Caserta per presentare il suo secondo libro! Unisce a questa
precocità anche un geniaccio informatico, e non ha nulla del fenomeno, ma non è il solo perché la
febbre della scrittura impazza ovunque, e forse non si esagera quando si dice che in Italia vi siano
più scrittori che lettori.
Ieri Paolo Mieli, grande giornalista e storico, è stato insignito a Modena del premio istituito dalla
Buk, e così ha dato lustro a questa manifestazione, manifestazione che annovera fra gli ideatori anche Emma D'Aquino, giornalista della TV
Da notare che, con i pochi mezzi e spazi disponibili, gli organizzatori sono riusciti ad approntare una
"cucina da campo" per somministrare pasti caldi: tortelloni, lasagna e gramigna al ragù; in fila ordinata, con piatti di plastica, un calice  di prosecco, in piedi, abbiamo atteso il nostro turno.
L'atmosfera è quella della scampagnata informale, o di una distribuzione del rancio, ma il tutto in
un clima di ritrovo gioioso, fra bambini vivaci e cagnolini attenti a non essere calpestati
Io, più attento allo spettacolo, ho preso una porzione di gramigna, l'unico piatto disponibile, peraltro buona.
A.Ferrin
modena, 14/04/2019


giovedì 11 aprile 2019

DAL BIG BANG AI BUCHI NERI

M87 il buco nero









Stephen Hawking ha pubblicato questo libro nel 1988, dopo anni in cui teorizzava l'esistenza dei
"buchi neri": si moltiplicarono le ricerche e si discusse di questa affascinante teoria e intuizione.
In questi giorni gli astrofisici , grazie agli strumenti di osservazione e ricerca di cui dispongono, hanno avuto prova della loro esistenza, e confermato così anche la validità della Relatività di Einstein.
Il "Buco nero" è stato individuato al centro della galassia M87 ed ecco alcuni dati circa l'ordine di grandezza di questo Buco, fotografato ed elaborato per oltre due anni, da una rete mondiale di 8 radiotelescopi.

6,5  miliardi di Soli         =   massa del buco nero
40   miliardi di km          =   diametro del suo orizzonte
55   miliardi di anni luce =  distanza dalla terra
200                                  =   i ricercatori che hanno collaborato
60                                    =   gli istituti di ricerca impegnati
8                                      =   i radiotelescopi coinvolti
5 anni                              =   durata del progetto

Ma qui parliamo di una galassia, e nello spazio ve ne sarebbero oltre 100 miliardi!
Io sono annichilito da grandezze inconcepibili e inimmaginabili da mente umana; al cospetto di tali
dimensioni, mi faccio piccolo piccolo, insignificante, non esisto, ma qualcuno o qualche cosa, mi ingigantisce nel termitaio che abito, in cui vivo e morirò senza lasciare traccia.
A.Ferrin
modena, 11/4/2019
                                                                           
                                 

giovedì 4 aprile 2019

ORGOGLIO E MELE

leggo oggi su Repubblica la lettera di Camilla, una lettera che credo esprima sentimenti veri che io rispetto,
ma quale è il senso di affermazioni quali: "sono orgogliosamente donna", e "membro della comunità LGBT"?.
Per me fanno il paio con quelle maschili, sono "orgogliosamente maschio", o quella sbandierata nei Gay pride di "orgoglio omosessuale"
In merito alla metafora delle mele, questa ha i limiti di tutte le metafore; grazie al progresso della frutticoltura,
attraverso innesti e selezione continui, si ottiene una diversificazione infinita dei frutti che invadono il mercato, ma non tutte le mele sono uguali.
Escludendo quelle bacate, che sono gettate ai porci o destinate a concimare, le altre sono suddivise per qualità, colore, calibro, e destinate a segmenti diversi del mercato, e quindi al consumo.
Qui, volutamente, non accenno alle leggi biologiche dalle quali non si può, o non si dovrebbe prescindere, ma noi
umani pensiamo di essere liberi e onnipotenti perché, come afferma Protagora, riteniamo di essere "misura di tutte le cose".
Pertanto, credo che ogni appartenente alla galassia LGBT, dovrebbe definirsi, "diversamente donna" o  "diversamente uomo", tralasciando l'orgoglio: siamo tutti uguali, anche se qualcuno vuole esserlo più di altri. 
A.Ferrin
modena, 4/4/2019 


venerdì 29 marzo 2019

LEONARDO E LUCIA DI ZOSO, LA NONNA

Risultati immagini per leonardo da vinci nascita
casa natale di Leonardo










Ricorre il 5° Centenario dalla morte di Leonardo da Vinci, (15/4 1452- 2/5/1519) e nel mezzo di mille eventi previsti ovunque per celebrare il Genio Vinciano, ricordo la singolare avventura di cui io e i miei figli siamo stati protagonisti nell'estate 1985(o 86?).
La nostra famiglia era già divisa, i bambini con la madre, e io avevo lasciato la casa coniugale per vivere da solo in un'appartamento del centro storico.
Come previsto dagli accordi di separazione, i figli (Annabella, Chiara, Maurizio) trascorrono una parte delle vacanze con me, e pertanto nel mese di agosto ci avviamo in macchina diretti in Toscana
Sono gli anni dell'entusiasmo per la scoperta della vita in agriturismo, della vita semplice a contatto  della natura, natura idealizzata, quasi una scelta ideologica che presto si trasformerà in una attività con fini di lucro e speculativi.
Mi ero preparato, e i ragazzi erano contenti di vivere questa esperienza: consultando un sito dedicato,
ho individuato un agriturismo sulle colline tra Firenze, Prato e Pistoia, la Fattoria di Bacchereto, un piccolo centro nelle vicinanze di Vinci, il borgo natale di Leonardo.
La Fattoria ha sede in una grande residenza Rinascimentale, si dice Medicea, al centro di una vasta
tenuta agricola con uliveti e vigneti; è l'imbrunire quando siamo al suo ingresso: sono ambienti sontuosi, soffitti alti affrescati, con arredi "importanti", i proprietari credo siano grandi proprietari
terrieri decaduti.
Ci riceve la fattoressa, e comunica che la tenuta è disseminata di molte piccole residenze, un tempo
abitate dai contadini, che queste residenze sono state adattate per l'uso turistico, che non può
ospitarci nel corpo centrale, e pertanto ci accompagna a Cà Toia una delle case di via Toia, (che in realtà è una stradina sterrata), e che la camera è situata sopra la Cantina di Toia, e suscita il nostro entusiasmo quando afferma che nei locali in cui dormiremo ha vissuto la nonna di Leonardo da Vinci  Lucia di Piero di Zoso.
Attraversando orti, uliveti e vigneti, eccoci davanti alla Cantina che sul muro esterno di grosse pietre di arenaria, mostra la targa di marmo che attesta essere stata, questa, la casa in cui ha vissuto la nonna di Leonardo.
Ormai è sera, ora di cena: vogliamo assaggiare la cucina toscana e così entriamo in Cantina, ma non
ricordo cosa hanno preso i bambini ( e nemmeno io), siamo molto stanchi e anche eccitati, perché
impazienti di vedere i locali, già di Lucia di Zoso, nostro rifugio per la notte.
E' una bella sera: il cielo stellato sopra la campagna in ombra, affollata da lampeggiare di lucciole e  dall'assordante frinire dei grilli ma, chiusa la porta massiccia alle nostre spalle, siamo in un silenzio
totale.
Frughiamo la grande camera, in realtà uno stanzone alto con poderose travi a vista che sostengono il
tetto, il pavimento è di antico cotto toscano tirato a cera, e disposti alle pareti tre letti monumentali
che sembrano catafalchi, infine un armadio ornato di cimase e una cassapanca, il locale da bagno è
ristrutturato, ma sempre rustico, il colore dominante è il "terra di Siena bruciata".
Ci guardiamo perplessi, senza parlare, ma io non sono tranquillo: sono andato all'avventura? Ho con
me tre figli relativamente piccoli, siamo in luoghi prima sconosciuti, immersi in una tenuta di oltre
200 ha, pressoché disabitata, e tra poco la Cantina qui sotto chiuderà i battenti e saremo soli.
Ma infine ci infiliamo nei catafalchi, pardon, lettoni e, per fare sì che non salga la tensione, fantastico di nonna Lucia e Leonardo bambino che sarà stato qui a sgambettare nei prati e giocare con i bambini del contado, o già perso nelle sue geniali fantasticherie.
Si scherza e si ride, poi qualcuno, non ricordo chi, parla di fantasmi, di silenzio tombale, di nonna Lucia che viene a farci visita, si aggiungono gli inevitabili scricchiolii di legni vecchi o i versi di rapaci notturni, ed ecco gli elementi che possono ingenerare ansia e timori vari.
Il sonno non arriva e percepisco una inquietudine diffusa: andiamo via? Andiamo in un albergo? Prima timidamente, poi più decisi, i ragazzi: ma, forse...con gesto liberatorio dico, andiamo!
Siamo sollevati, saltiamo giù dal letto, ci vestiamo, saliamo in macchina, quasi fuggendo come ladri.
Il mattino dopo ritorniamo nella villa padronale a Bacchereto, facciamo colazione e alla Fattoressa, per pudore o vergogna, non abbiamo confessato di avere dormito in albergo.
A.Ferrin
modena, 30/marzo/2019 


martedì 26 marzo 2019

STAGIONE DEGLI AMORI


Nell' abituale, breve tragitto fra casa e centro Città, attraverso un piccolo spazio con alcuni cespugli che delimitano un prato verde.
E' fine marzo, ma l'atmosfera è primaverile con un caldo quasi estivo; la piccola oasi verde è deserta,
ma vi sono molti piccioni che, instancabili, frugano e beccano tra i fili d'erba: non c'è competizione,
sono disposti su linee parallele e avanzano in ordine come soldatini e il capino che fa su e giù.
Altri piccioni, svolazzando si uniscono allo stormo, mentre altri, discosti, rispondono al richiamo della natura e si cimentano nelle evoluzioni del corteggiamento, preludio dell'accoppiamento.
Le coppie di piccioni sono fra le più durature e fedeli del regno animale, come d'altra parte lo sono
molti uccelli, alcuni canidi, il castoro, il gibbone, il lupo grigio, ecc.
Osservo lo spettacolo di due piccioni, lui e lei: la femmina è più piccola, ha il collo verde azzurro, avanza sul prato indifferente al maschio che la segue e la circonda a debita distanza, è più imponente
perché ha le penne arruffate e tuba con cadenza regolare, si avvicina, poi si allontana, lei sempre
indifferente, lui si avvicina sempre più descrivendo cerchi concentrici e infine sono affiancati.
Simulano quasi una schermaglia con i becchi che si toccano, si incrociano e si sfregano , il tutto delicatamente: in questo momento entrano in gioco ormoni e feromoni? Fatto sta che lei si
accovaccia e il maschio è pronto a coprirla; l'accoppiamento è di pochi secondi, il maschio agita
le ali nel momento felice ( o lo fa per mantenere un  precario equilibrio nel momento cruciale) e quindi si allontanano come se nulla fosse, ma si tratta di un accoppiamento sui generis perché il maschio è privo del pene, come nella quasi totalità degli uccelli: la fecondazione si ha attraverso il "bacio cloacale", una caratteristica evolutiva importante per la femmina che può scegliere da quale maschio essere fecondata.
In realtà la coppia rimarrà unita per la vita, con fedeltà reciproca, come avviene nel 92% degli appartenenti alla loro Specie.
A.Ferrin
modena, 25/3/2019
                                                             




mercoledì 20 marzo 2019

PONENTINO

                                                           

Da livide crete                                                                                                         
discende                                                                               
il ponentino                                                         
al piano
a blandire                                                                                                                 
grano maturo
il tratturo
vivo di greggi
alla pastura
che l'uomo
governa
Aria cielo terra
sospesi
nella quiete
all'orizzonte
lontano

A.Ferrin
modena, 17/3/2019




lunedì 18 marzo 2019

MARCO BIAGI

Presso la Fondazione "Marco Biagi" di Modena, nell'anniversario della uccisione avvenuta nel  marzo 2002 per mano delle Brigate Rosse, ho partecipato al convegno organizzato annualmente per
ricordare il grande giuslavorista.
Era presente anche il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che mi ha impressionato
favorevolmente.
La cornice è solenne, con i simboli, bandiere e Corazzieri, l'Inno nazionale e il Presidente accolto da un lungo applauso.
Molte le autorità al banco della presidenza: il Rettore Andrisano, prof.Ales Università di Napoli
prof.Weiss (Goethe Università Amburgo) prof.Dorssemont(Università di Lovanio) prof. Fabbri
Fondazione Biagi. il Presidente Emilia R. Bonaccini, il Sindaco modenese Muzzarelli.
Gli ospiti stranieri hanno parlato in inglese, ma questo è un convegno internazionale in cui si tocca
con mano quanto sia importante la lingua inglese.
Comunque Mattarella, come sempre, e parlando a braccio, è stato conciso chiaro ed efficace.
A.Ferrin
modena, 18/3/2019