Tramonto
crepuscolo
fugace
timida luce
Sogna la mente
bagliore del mattino
fuga ombre tristi
Giorno nuovo
sole alto
queruli passeri
vociare di bimbi.
A.Ferrin modena,15/9/2021
Tramonto
crepuscolo
fugace
timida luce
Sogna la mente
bagliore del mattino
fuga ombre tristi
Giorno nuovo
sole alto
queruli passeri
vociare di bimbi.
A.Ferrin modena,15/9/2021
Sono vent'anni dall'attentato alle Torri gemelle del W.T.C. di N.Y. a opera di terroristi arabi e, come prevedibile, siamo stati sommersi da commemorazioni e fiumi di retorica provenienti dall'Occidente: è più che giusto ricordare le circa 3000 vittime degli attentati, ma ho notato che insieme al cordoglio si è fatto sfoggio di un vittimismo che non ha lasciato spazio ad analisi più serie circa le cause di queste tragedie. Le cause le conosciamo, ma non se ne parla mai abbastanza: la competizione tra le Potenze per risorse economiche del pianeta sempre più ridotte, vecchi e nuovi Imperialismi si fronteggiano condizionati dalla minaccia nucleare, e l'esplosione demografica sempre più incontrollata crea meccanismi perversi che perpetuano povertà e sottosviluppo. L'Imperialismo americano ha deciso di volere essere lo "Sceriffo" del mondo e ha percorso il Pianeta con l'ingenua volontà di "esportare" la sua democrazia, la vecchia URSS e la nuova Russia hanno avuto nostalgia dell'Impero Zarista, la Cina infine, grazie alla potenza demografica ed economica aspira a un nuovo Impero Celeste. D'altra parte, è credibile che uomini adulti organizzino attentati di questo livello motivati solo dall'odio? Non lo credo, penso piuttosto a una guerra tra ricchi e poveri, un confronto impari in cui questi ultimi sopperiscono col sacrificio e l'idealismo alle ingiustizie economiche e sociali. Noi cittadini siamo spettatori passivi di questa commedia umana, commedia umana ma non innocente. A.Ferrin modena, 11/9/2021
Quanti hanno notato che nelle cronache riappaiono personaggi che credevamo usciti di scena perché avevano promesso di lasciare il proscenio della vita pubblica politica? Come si dice, a volte ritornano: nulla da eccepire, se non la mancanza di stile o pudore dimostrata, ma possiamo attenderci stile e pudore da chi ha fatto mille battaglie nel, e per il potere? Questi fanno affidamento sulla memoria corta dei Cittadini che, assorti nei loro essenziali e vitali interessi legati alla sopravvivenza, sono da sempre abituati a dimenticare gli impegni presi dagli uomini di potere: questi ultimi argomentano che utilizzano i mezzi di cui dispongono, che la vita è competizione. Questo per ciò che riguarda i politici e i grandi burocrati dello Stato, i quali, se non riescono a occupare le posizioni precedenti, sono abilissimi a riciclarsi in nuove caselle offerte dall'organigramma del Potere: e se non bastasse diventano opinionisti, scrittori, o "tuttologi" attingendo alle rendite di posizione accumulate in precedenza e, infine, riescono sempre a raccattare un gettone di presenza in qualche Consiglio di. A, Ente o Fondazione. E' paradossale il fatto che importanti uomini di potere accettino di retrocedere "formalmente" nella scala sociale pur di conservare uno status sociale che dia loro visibilità. A.Ferrin modena, 2/9/2021
24 mila euro trovati nella cuccia del cane della Cirinnà e del suo compagno: erano stati messi nella cuccia per rendere più confortevole il giaciglio del cane?
Lo Stato vi è vicino: è la solidarietà consolatoria che la comunità offre ai terremotati che attendono da anni, invano, le nuove case.
Violenza sessuale sulla bimba al Pilastro "ma non si processi l'intero Pilastro": esercizio retorico per allontanare da se sospetti infamanti?
Santori, "io candidato come apripista": è proprio vero che a pensare male spesso si indovina. Il rivoluzionario "pret a porter" Santori, infiltrato dal PD nel movimento delle "Sardine", è uscito allo scoperto candidandosi nelle file del partito.
Giandomenico Tomei= il Presidente della Provincia ha ormai largamente superato il Sindaco di Modena Muzzarelli quanto a presenzialismo: possiede il dono dell'ubiquità o dispone di molti sosia.
Uno spazio dedicato a Gino Strada; uno spazio non si nega a nessuno: di buone intenzioni (populiste, radicali, idealiste e partigiane) sono lastricate le vie degli umani.
Allattamento materno, un concorso fotografico: in concorso sono il petto o i bambini che ne suggono il nettare?
A.Ferrin modena, 30/8/2021
Ieri sera ho rivisto il film "Sacco & Vanzetti", di Giuliano Montaldo: film molto bello e coinvolgente, con Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla i quali offrono una prestazione superba. I due anarchici italiani (immigrati poveri e ai margini della società americana WASP) furono giustiziati, innocenti, nel 1927 a Boston, e solo nel 1971 il Governatore Dukakis si pronunciò per la loro riabilitazione. Sarà per l'intensità del film, per l'interpretazione degli attori, e la bellissima canzone della Baez, nonché per il tema dei due anarchici che fino all'ultimo si dichiarano innocenti e gridano a voce alta il proprio ideale di libertà, ma quella vicenda mi commuove sempre. Il processo prima e l'esecuzione capitale poi, ebbero enorme risonanza in tutto il mondo: evidentemente negli anni '20 le idee di libertà e giustizia sociale riuscirono a mobilitare le masse, le quali masse si identificarono nei due italiani, vittime sacrificali del potere, di ogni potere. E tutto ciò nonostante la società di allora non fosse quella globalizzata, della comunicazione, e "connessa" come l'attuale.
A.Ferrin modena, 23/8/2021
Ho rivisto "Il Ferroviere", film diretto da Pietro Germi, uno fra i grandi registi del neorealismo italiano, e uno dei pochi che, oltre a dirigere i film, vi abbia recitato. Il suo ruolo è quello di un macchinista delle Ferrovie: i treni sono ancora a vapore, e il macchinista, a fine turno scende dalla locomotiva nero di fuliggine, e stanco rientra nell'appartamento dove abita con la moglie e i tre figli. E' un interno di famiglia italiana del secondo dopoguerra, il dopoguerra dell'Italia sconfitta che faticosamente cerca di rialzarsi tra le distruzioni, i lutti e la fame ancora diffusi e visibili nelle città. Il protagonista e la sua famiglia condividono la vita di sacrificio del popolo alle prese con la povertà morale e materiale inevitabili nella condizione di prostrazione e trasformazione sociale che l'Italia attraversa: è l'interno di famiglia di quel tempo che riconosco come mio, ma non capisco perché ciò accada solo ora, eppure ho visto questo film molte volte, e allora, perché? Forse è l'età avanzata, ma anche il fatto che giornali e televisione di questi giorni non cessano di informare su tragedie umanitarie che infestano il Pianeta; fra i molti conflitti cruciali, ritorna agli "onori della cronaca" l'Afganistan, afflitto da guerre endemiche e dal quale i sovietici prima, e ora gli americani fuggono sconfitti dopo aver fatto terra bruciata. Insomma, due Imperialismi hanno invaso un Paese in nome della "civiltà", si sono arrogati il diritto di civilizzarlo al grido di "abbasso il burka!", dilapidando immense risorse umane ; ci hanno venduto grandi e pretestuose menzogne per arruolarci in crociate con le quali conseguire e accrescere potere economico e politico, e tutto grazie anche all'acquiescenza di popoli che vogliono dividersi il bottino di guerra dei potenti di turno. Senza dire infine che vogliamo esportare civiltà e buone maniere, mentre le nostre contrade sono infestate da femminicidi e altri turpi reati. Ma perché dire cose dette e ridette? E' la politica bellezza, è la competizione alla quale non vogliamo, o non riusciamo a sottrarci, e l'indignazione è fuori luogo perché io, tutti, siamo parte del problema. Ritorno volentieri a quell'interno famigliare de "Il Ferroviere" di Germi, le cui immagini mi restituiscono il nostro appartamentino dove si viveva in nove. La stufa economica ( ma perché era detta economica?) a carbone o legna, focolare della casa e dispensatrice dei nostri pasti frugali, la credenza di colore verde pastello che custodiva le vettovaglie essenziali e il tavolo con il piano in formica verdolina: l'insieme era teatro delle sceneggiate e baruffe che nascevano improvvise e subito svanivano, ma che lasciavano in me e i miei fratelli il dubbio che le colpe fossero tutte nostre. Infine le pentole di alluminio e gli utensili fatti da nostro padre erano appesi al muro, la caldaia di acqua calda sempre fumante, il braciere di rame(sempre manufatto da Leone) sotto la finestra dove la nostra cagna Dora si accucciava, la tavola imbandita semplicemente, dove il piatto unico era di pasta e legumi a rotazione: fave, lenticchie, fagioli, ceci e piselli, (senza saperlo eravamo grandi osservanti della dieta mediterranea!), e sulla quale, raramente, si materializzava la padella con la cacciagione procurata da papà nelle battute di caccia alla foce del Neto. Nonostante le ristrettezze economiche, ricordo quell'età con nostalgia, un'età dove ogni cosa aveva un ché di prodigioso e irripetibile: la famiglia numerosa era fucina di passioni e conflitti ma produceva anche calore e vita.
A.Ferrin modena, 19/8/2021
Siamo in piena Olimpiade e ne seguo lo svolgimento come faccio dal 1960, le Olimpiadi di Roma; avevo 17 anni, età di ideali e ingenuità: ricordo Berruti nei 200mt, la velocista americana Rudolf che fu paragonata a una gazzella, fra i due si vociferò fosse nato del tenero, ma erano altri tempi, e infatti la cosa non ebbe seguito; nelle edizioni successive si cominciò invece a parlare di spedizioni che i maschi, nottetempo, facevano negli alloggi delle ragazze. Le varie edizioni dei Giochi sono state anche tappe dello sviluppo ed evoluzione della nostra società, segnatamente nel costume pubblico e privato, ma di questi cambiamenti noi abbiamo percepito frammenti, e solo a posteriori ne abbiamo colto l'importanza. A questo proposito penso alla questione di "Genere e Identità Sessuale" ampiamente dibattuta negli ultimi anni in cui le diversità sono state molto più visibili, riconosciute e omologate, facendo anche giurisprudenza. Un uomo della mia età (78) non può nascondere lo stupore di fronte alla nuova realtà: noi ragazzi degli anni '50 non sapevamo di sesso e sessualità, né di diversità, ai rudimenti del mondo sessuale ci avvicinavamo con i giochi infantili, pensavamo in termini di maschi e femmine, e della famiglia come alveo naturale dei bambini: alcuni di noi pensavano ancora che li portasse la cicogna o che nascessero nelle cavolaie (le famiglie numerose come la nostra costituivano la prima palestra in cui le curiosità infantili erano soddisfatte almeno in parte). L'argomento Sesso era tabù ma, più semplicemente, non se ne parlava; omertosi erano anche i genitori, e solamente un lungo percorso a ostacoli ha consentito a me e ai miei coetanei di scoprire l'arcano e realizzare infine che sarebbe stato meglio, (ma non più facile) che i genitori, la scuola e la società avessero il coraggio di impartire ai giovani una seria educazione sessuale. D'altra parte mi risulta che ancora oggi questa materia non sia al centro dell'interesse nelle Istituzioni Pubbliche. Forse è sempre stato così: il sesso relegato tra i misteri della vita, negli angoli bui delle vite private accessibili ai più furbi e curiosi, magari aiutati da genitori illuminati, amici "esploratori" o parenti complici. Ora sembra tutto più semplice: c'è l'outing e il coming out, tutto appare lecito, la pornografia è accessibile anche ai giovanissimi, non c'è più segreto e scandalo, sembra avverarsi l'intuizione del vecchio Protagora, secondo il quale tutto è relativo, tutto è a misura d'uomo, insomma parlava già di "relativismo etico"; d'altra parte siamo ormai nel tempo del meticciato e delle contaminazioni, veri antidoti del razzismo sempre in agguato. Ha senso chiedersi se fosse migliore la società immobile e sicura d'altri tempi rispetto a quella attuale, magmatica e in rapida trasformazione? Ora accade che atleti di ogni latitudine dichiarino l'amore per atleti dello stesso sesso, che se ne parli meno sottovoce e che non suscitino scalpore, insomma il sesso e la sessualità hanno perso l'alone di mistero, di curiosità morbosa o peccaminosa che angustiava la gioventù. Tutto è stato omologato alla normalità? E con ciò ridotto a bene di consumo "non durevole"? E allora ecco la famiglie mono genitoriali, uni famigliari, famiglie allargate, uteri in affitto, maternità surrogate, due padri o due madri, i diversamente maschi e femmine, e chi più ne ha più ne metta; peraltro mi sembra inevitabile che nella società dei consumi in cui viviamo, tutto sia ridotto a bene di consumo, gettando così alle ortiche scrupoli e sensibilità ritenuti superati! L'Umanità si allontana dalla Natura? Il disegno della Natura è imperscrutabile, non alla portata della nostra mente: la natura è eterna, noi "finiti". L'uomo, nel mondo animale, è l'unico essere che sembra riesca a sovvertire o contraddire le leggi della natura: questa è libertà vera o illusoria? E si tratta di vero progresso? Al di la di tutto, devo dire dello spettacolo meraviglioso che i partecipanti ai Giochi offrono ogni quattro anni: qui c'è la competizione anche estrema che implica vittoria o sconfitta, e dove le energie più riposte si esaltano in un desiderio di bellezza assoluta: come non essere ammirati e stupiti del gesto atletico, o dell'impegno che tutti profondono indipendentemente dal risultato? I Giochi sono conflitti figurati con i quali i popoli amano "diversamente guerreggiare": è pertanto preferibile, (è necessario ribadirlo?) che la nostra aggressività sia spesa in giochi rituali e incruenti.
A.Ferrin modena,3/8/2021