SCRIBERE

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libreria di zurau

martedì 1 settembre 2020

VAGABONDAGGIO

 

Oggi, un'avventura a lieto fine; sono uscito per recarmi al piccolo mercato alimentare qui sotto casa, e rispettando la mia vecchia e pessima abitudine, tenevo fra le mani qualcosa da leggere e gli occhiali.   In poche parole pensavo di rileggere un libricino di H. Hesse,"Vagabondaggio", con sue poesie giovanili e brevi impressioni di viaggio scritti durante il suo vagabondare tra Germania Svizzera e Italia; il libro contiene anche i suoi acquerelli di quel periodo.                                                                                       Ho acquistato il libro nel 1981: non è importante come Siddharta o altri di Hesse, ma comunque mostra già il mondo e l'immaginario dello scrittore: lo spirito libero, la ricerca incessante e la curiosità senza limiti.                                                                                                                                                          Ebbene, per acquistare le poche cose che mi servivano, ho appoggiato libro e custodia con occhiali sullo scaffale; ho dimenticato il tutto come se nulla fosse e sono uscito dal negozio.                                       Ho avvertito subito la mancanza di qualcosa che prima tenevo fra le mani: il libro e gli occhiali!      Sono rientrato rapidamente alle casse del negozio dove la Commessa non sa di libro e occhiali;      faccio a ritroso il percorso che credo di avere fatto, vado su e giù  nelle cinque corsie, ma niente, non  c'è nulla che somigli a libro e occhiali.                                                                                                          Sono "disperato" (gli occhiali da vista sono molto costosi); entro nel bar adiacente in cui ero già stato, (non si sa mai) ma niente!                                                                                                                       Non avevo ancora capito se pensavo più agli occhiali o al libro: nel frattempo osservo le belle donne che transitano sul marciapiedi, e mi sorprendo a pensare: cosa c'entrano ora le donne?                              Noto anche che, come sempre in pochi indossano la mascherina anti Covid, o la portano sul gomito, o sotto il naso, o penzolante da un orecchio.                                                                                                Poi penso che non potrò leggere, né lavorare al video, e penso a "Vagabondaggio", il libro di Hesse che ho acquistato 40 anni prima: è tra i libri che possiedo diventati col tempo quasi dei cimeli.                      Infine, trafelato, sono rientrato nel negozio dove una commessa più scrupolosa aveva notato e messo al sicuro libro e occhiali.

Modena, 1/9/2020

 

 


venerdì 28 agosto 2020

IL CLUB DEGLI IMPERATORI

 

Mi piace rivedere alcuni film come questo americano, interpretato da ottimi attori (kevin kline), e che riguardano argomenti che il cinema di quel Paese affronta volentieri (vedi "L'attimo fuggente");  sono film apologetici di una realtà scolastica ideale, ma elitaria, accessibile solo a quanti sono destinati a diventare Classe Dirigente del Paese.                                                                                                                                                  Pertanto nel film tutto funziona: sceneggiatura e recitazione anche dei più giovani, (sembra che gli attori escano da "allevamenti" selezionati) e l'atmosfera propria dei Collegi privati e religiosi; sono sempre stato affascinato da queste istituzioni del mondo anglosassone, in cui vi appaiono come isole felici di studio e crescita, un'esperienza indimenticabile per i giovani                                                      Peccato che tutto ciò non riguardi la scuola pubblica (sopratutto americana), ma questo è un altro tema; c'è qualche ingenuità: il Certamen annuale di cultura latina è basato su domande di nozionismo di una  facilità sconcertante.                                                                                                  Gli studenti italiani di Scuola Media (ma di altri tempi) avrebbero vinto sempre agevolmente.             Ma gli americani sono imbattibili nella rappresentazione retorica di una realtà ideale che però non è per tutti, ma nella quale tutti credono.                                                                                                                In ogni caso riscopro sempre le emozioni che vivevo negli anni di Collegio, quando a fine anno si svolgeva il rito solenne dell'Accademia annuale per la premiazione dei migliori alunni.                            La scaletta era la stessa di sempre: l'introduzione del Prefetto, la premiazione intervallata da canti gioiosi, sermoncini vari e conclusione con il "Gaudeamus" ( se ricordo bene).                                          Eventi di grande emozione: noi giovani eravamo entusiasti, certi che la vita fosse e sarebbe stata meravigliosa.                                                                                                                                            Eravamo poco più che fanciulli, ignari di tutto e perciò fiduciosi.

modena, 28/8/2020





 

lunedì 24 agosto 2020

ATTESA



Attesa
vana lusinga
goccia
continua
molesta
La mente fruga
tra sogni
perduti
di altra età
Non più fole
per chi ha vissuto
senza vivere.

modena, 24/8/2020

sabato 22 agosto 2020

LO SCRITTORE


E' sabato 22 Agosto ore 18, mentre scrivo suona il campanello: al videocitofono vedo
un signore, che sembra anche distinto, il quale propone la vendita di un suo libro, e una parte del
ricavato sarebbe destinato al Policlinico di Modena.
Ovviamente non ho accettato, ma ho promesso che andrò a visionare il libro nella libreria che mi
ha segnalato.
Sotto questa canicola spietata, uno scrittore fa il porta porta per vendere la sua opera!
Sono ammirato: mi era capitato di incontrare Neri africani vendere libri di autori sconosciuti.
In realtà oltre 30 anni fa mi trovavo a Milano in zona Duomo, quando mi avvicinò un signore
anziano elegante, in abito grigio e cravatta, che offriva un suo libro di poesie che acquistai, e ricordo il suo nome: Arcidio Baldani.
Questo piccolo episodio riporta alla memoria che possiedo un centinaio dei miei "libri" che ho
stampato a mie spese, ma non so se avrò il coraggio di mettermi in strada per offrirli in vendita.
Rimane il gesto "romantico" del piccolo, anonimo scrittore che ha il coraggio di scrivere e di
proporre il suo lavoro.

modena, 22/8/2020


                                     

giovedì 20 agosto 2020

GIOELE


Sì, sembra proprio abbiano trovato il suo corpicino straziato da animali selvatici nella macchia di Caronia, provincia di Messina.
Per l'ex Carabiniere autore del ritrovamento: "l'averlo trovato per me è stato un dono di Dio"(sic!)
E si scatenano i giornalisti ai quali non pare vero di avere una nuova occasione per speculare sulla
vicenda, solleticando e sollecitando la morbosità del pubblico, occasione ghiotta anche per vendere più giornali: molti cittadini li acquistano solo in queste occasioni, e il tutto è spacciato per pietà, mentre è sciacallaggio.
Si arriva a evocare Vermicino, lontano nel tempo, ma le cronache sono disseminate di tragedie che hanno i bambini protagonisti: non ho ancora dimenticato i gemelli di Margno, oppure quella foto
struggente del bimbo siriano di nome Aylan con la maglietta rossa spiaggiato dopo un naufragio di immigrati sulla costa turca, e ancora, il bambino messicano, (anche egli con maglietta rossa) annegato con il padre nel Rio Grande nel tentativo di entrare negli USA clandestinamente.
La verità è che siamo facili alla commozione, ma anche pronti a a dimenticare.
Un Ministro in carica non perde l'occasione per buttarla in facile retorica: " l'Italia risponde e si mobilita agli appell pubblici".
E tutti sorvolano sul fatto(reale) che Gioele sia stato ritrovato a 15 giorni dalla scomparsa, e molto
vicino al luogo in cui era stata rinvenuta la madre. Perché?
Chi fa più male, gli animali selvatici ma innocenti, o gli uomini?
D'altra parte i fatti di cronaca più clamorosi producono sempre grande risonanza nel popolo, ne sollecitano l'emotività e i sentimenti di partecipazione.
Tutto questo è parte della nostra umanità, nel bene e nel male, ma ciò che è accettabile nel popolino,
non può esserlo se viene da politici o professionisti dell'informazione.

modena, 20/8/2020

domenica 16 agosto 2020

IL POLITTICO GRIFFONI



E' Ferragosto, e anche quest'anno si materializza la "conventio ad excludendum" tra i miei figli per
escludermi da eventi e festività che invece vorrei condividere: sono  tutti a Domodossola dove io, se lo vorrò, potrò andare in seguito.
Riconosco che il problema è sopratutto mio: non hanno bisogno di me, sono io che ho bisogno di tutti
per colmare il vuoto e la solitudine.
Ho deciso di passare la giornata a Bologna: vorrei vedere il Polittico Griffoni ricomposto per questa
occasione a Palazzo Fava grazie ai prestiti di altri Musei, ma il tutto è ancora oggetto di studi e ricerche.
L'opera è un Capolavoro assoluto del '400 Ferrarese: una Pala d'altare destinata alla Cappella gentilizia dei Griffoni, i quali Griffoni, per la sua realizzazione, chiamarono da Ferrara a Bologna il già famoso Francesco del Cossa e il più giovane Ercole dé Roberti.
Il Polittico rimase in San Petronio fino al '700, quando "entrò a fare parte" del patrimonio degli Aldrovandi, e uno di questi, Pompeo, divenuto Cardinale, lo smembrò riducendolo a quadri per abbellire la Villa di Famiglia a Mirabello di Ferrara.
In seguito il tutto si disperse nel mercato antiquario.
Sono all'ingresso di Palazzo Fava: ho atteso la sua apertura sotto il portico che ospita anche l'adiacente Bar ristorante I Carracci che ha il privilegio di esercitare in ambienti sontuosi affrescati dalla stessa bottega dei Carracci.
L'ingresso e la biglietteria sono ancora deserti mentre i tavoli del bar sono affollati, in ogni caso
la mia permanenza sarà breve perché dedicata solo al Polittico.
Riprendo a risalire via Indipendenza diretto a Piazza Maggiore, e il Nettuno del Gian Bologna appare
nel suo splendore (era stato nascosto per anni alla vista di cittadini e turisti).
La grande piazza è occupata da centinaia di sedie disposte per il cinema all'aperto: sugli edifici del lato Archiginnasio è uno schermo immenso per le proiezioni, l'edificio a lato di San Petronio è
nascosto da un'immensa immagine pubblicitaria a colori della FIAT.
Palazzo d'Accursio è deserto, rari i visitatori, non un angolo di informazione per il turista che nel cortile si aggira deluso e spaesato: il tutto offre un'immagine di grande squallore; si nota animazione
(ma non esagerata) all'ingresso di San Petronio perché presidiato da un picchetto di soldati armati,
( forse per il famoso dipinto che non piace ai musulmani?)
Non voglio infierire sulla Città, un tempo orgoglio dei comunisti italiani, ma appare dimessa, non
curata nel decoro e igiene pubblica, e nella manutenzione dello stesso Palazzo Comunale.
Sulla via del ritorno percorro un tratto di via Galliera e ancora via Indipendenza, quest'ultima è
piena di questuanti: sui gradini di San Pietro , un giovane alterato impreca verso una zingara anziana accusandola di avergli rubato la postazione, la donna allarga le braccia in segno di compatimento ma l'altro continua a gridare dandole della ladra.
Sotto il Portico che prosegue verso la Stazione, un giovane dorme supino, il suo grande cane dorme, zampe all'aria, il capo reclinato sul petto dell'uomo: è una scena toccante che regala poesia.
Più avanti, altri sbandati vagano e sono anche molesti con i passanti: è la democrazia, bellezza, e in
questa Regione(la mia) tutto è "democratico", deve essere "democratico"!
Infine sono nell'atrio della Stazione dove pullulano i viaggiatori che si assembrano e incrociano in un  andirivieni continuo e a dispetto di ogni "distanziamento" raccomandato: sembra obbediscano a una intelligenza misteriosa come quella delle api nell'alveare o delle formiche in un formicaio.
Eccomi finalmente a Modena, nel mio "attico"!

modena, 15/8/2020



venerdì 14 agosto 2020

IMPRINTING


L'etologo Konrad Lorenz teorizzò e descrisse questo fenomeno osservando il comportamento degli
animali, in particolare le oche e il loro processo di apprendimento: Lorenz intuì che le sue ricerche riguardavano tutto il mondo animale, quindi anche l'uomo.
Dalla nascita al fine-vita il cucciolo cresce e diventa adulto grazie all'interazione con l'ambiente in cui vive e da cui riceve informazioni e strumenti indispensabili alla sua esistenza.
Ma c'è una parte innata, l'Imprinting appunto, traducibile con l'italiano Carattere, che il piccolo riceve già in dotazione con la nascita.
E' nota l'esperienza personale di Lorenz con le sue piccole oche che lo "adottavano" come mamma quale unica figura parentale riconosciuta alla nascita; e che dire degli stormi di volatili capaci di
seguire un velivolo umano accettato come loro guida, o di greggi, mandrie o popoli che con istinto gregario e per emulazione, seguono un tratturo, un'idea, una guida?
Questo per dire ciò che è universalmente riconosciuto: noi uomini siamo il risultato di un insieme,
dato da biologia, ambiente, condizionati da caratteri solo nostri e perciò unici ed eccezionali, ma la parte innata impressa con la nascita, rimarrebbe in uno stato primitivo e di minorità se non intervenissero le cure parentali, l'ambiente, le relazioni sociali e la cultura.
Siamo individui, ma dentro di noi c'è un universo, ovvero una camera magmatica che ribolle e il cui comportamento è imprevedibile: siamo individui ma non siamo padroni di noi stessi!
Nasciamo tutti con il nostro "marchio di fabbrica"; per esempio il mio è caratterizzato da accentuata
tendenza a idealizzare, il che potrebbe voler dire anche difficoltà a crescere, a elaborare il proprio vissuto e raggiungere così lo stadio dell'IO adulto di cui parlava Freud.
Non spiego altrimenti il mio sguardo rivolto sempre al passato, l'incapacità di vivere il presente e di elaborare creativamente e serenamente le esperienze, sia positive che negative.
Voglio dire, per esempio, che, fallito il mio primo matrimonio (con tre figli), non sono riuscito a elaborarne il lutto, e la ricerca di un'altra donna rispondeva peraltro all'urgente bisogno di affettività per  rimettermi in gioco, e così mi sono risposato replicando il fallimento!
Ho dimostrato a me stesso che l'ideale e l'illusione mi hanno accecato, e l'assenza di lucidità mi ha indotto a reiterare un'esperienza dolorosa.
Tanto di cappello a chi riesce a contrarre tre, quattro matrimoni e a gestire anche le relative famiglie allargate!
In ogni caso le donne sono più brave di noi perché più concrete, hanno una naturale disposizione a vivere nella realtà, a discernere con equilibrio tra realtà e illusioni.
modena, 14/8/2020