Ho visto il film "Lo Straniero" tratto dal romanzo omonimo di Albert Camus, ambientato in Algeria. Guardando il film è impossibile non ricordare "la battaglia d'Algeri", il film di Gillo Pontecorvo che narra l'epilogo della lotta che gli Algerini sostennero contro i Francesi fino al 1962 per ottenere l'indipendenza. Lo scenario è costituito dalla stessa Algeria degli anni 40/60, l'Algeria francese, quella dei Pied noir, della dominazione Coloniale, della separazione razziale, della feroce repressione dei ribelli, del militarismo francese, dei Massu, Salan e De Gaulle. Camus era nato in Algeria da genitori francesi, erano semplici coltivatori, e suppongo non fossero molto felici dell'Indipendenza algerina che li avrebbe ridotti a "stranieri in Patria". "Lo Straniero" racconta quindi un Paese multietnico, ancora Colonia francese, la segregazione razziale e nel pieno di una feroce lotta di liberazione. Camus verrà insignito del Premio Nobel per la letteratura, Farà la spola tra Parigi e Algeri e morirà infine in un tragico incidente stradale nel 1960. Si racconta che dopo l'incidente gli fu trovato addosso un biglietto ferroviario: era noto infatti che non amava usare la macchina! Sembra un paradosso e un'assurdità, di quelle in cui eccelleva nei suoi scritti.
modena, 6/4/2026
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